Ayming, 40 anni di evoluzione: innovazione, fiscalità e compliance internazionale

Un percorso che riflette la trasformazione della consulenza: integrare competenze, incentivi, fiscalità e sostenibilità
40 anni ayming

Un anniversario aziendale acquista significato quando non si limita a celebrare il passato, ma aiuta a capire come sia cambiato il contesto delle imprese. Nel 1986 la ricerca e sviluppo era spesso confinata negli uffici tecnici, mentre gli strumenti pubblici di sostegno entravano raramente nelle decisioni strategiche. Oggi innovare significa coordinare competenze, tecnologie, risorse finanziarie e processi, trasformando la complessità normativa in un elemento di competitività. I 40 anni di Ayming offrono così un punto di osservazione sui nuovi bisogni delle aziende.

Ayming: dalle origini di LowendalMasaï a una visione integrata dell’impresa

Ayming nasce in Francia nel 1986 con il nome di ALMA Intervention, come realtà specializzata in ambito fiscale e previdenziale. La crescita successiva avviene attraverso nuove competenze, acquisizioni e aperture internazionali.

Tra le tappe più significative figurano l’ingresso nei mercati europei e nordamericani, l’espansione in Italia con LowendalMasaï, realtà con una consolidata specializzazione nella fiscalità internazionale nel 2015 e l’adozione del marchio Ayming nel 2016. Nel 2024 l’acquisizione di Astolfi S.p.A. ha rafforzato la presenza italiana. Oggi il gruppo opera in 14 Paesi con circa 1.600 collaboratori: numeri importanti, che però non esauriscono il senso della sua evoluzione aziendale.

Il cambiamento più rilevante riguarda il metodo. La consulenza non si esaurisce nell’interpretazione delle norme o nell’accesso a un’agevolazione, ma integra competenze specialistiche per supportare le imprese nella gestione della fiscalità internazionale, dei tributi ambientali, delle procedure doganali e degli incentivi agli investimenti. Un approccio che combina analisi, supporto operativo e strumenti digitali per affrontare un quadro regolatorio sempre più complesso.

La finanza agevolata non è una corsa al bando

Anche il sostegno pubblico è cambiato nel tempo. Dai primi crediti d’imposta si è arrivati a un ecosistema di incentivi fiscali, contributi e strumenti nazionali ed europei. Le opportunità sono aumentate, ma sono cresciuti anche gli obblighi documentali e la necessità di dimostrare la coerenza dei progetti.

In questo scenario il supporto di Ayming riguarda beni strumentali, ricerca e sviluppo, innovazione, design, bandi e contributo. La gestione della finanza agevolata non consiste nel ricercare qualsiasi incentivo disponibile. Parte dal piano industriale, valuta l’ammissibilità delle attività, raccoglie le evidenze e monitora il progetto lungo tutto il suo sviluppo.

Il valore aggiunto nasce quando l’incentivo migliora un investimento già sensato, invece di diventare l’unica ragione per realizzarlo. Servono collaborazione tra uffici tecnici, amministrazione e vertici, responsabilità definite e documentazione costruita durante il progetto, non solo alla fine.

L’impegno CSR come parte della cultura aziendale

La responsabilità d’impresa rappresenta da tempo un elemento integrante della cultura di Ayming. Il Gruppo aderisce dal 2010 al Global Compact delle Nazioni Unite e ha sviluppato una strategia di CSR fondata su tre pilastri: tutela dell’ambiente, impatto sociale positivo e governance responsabile, con l’obiettivo della neutralità carbonica entro il 2035. In Italia questo percorso si è rafforzato anche attraverso l’adozione dello status di Società Benefit.

L’impegno si traduce in iniziative concrete che riguardano la riduzione dell’impatto ambientale, la valorizzazione delle persone, l’inclusione, il benessere organizzativo e il sostegno alle comunità, con obiettivi misurabili e un percorso di miglioramento continuo che coinvolge l’intera organizzazione.

La lezione dei 40 anni

Il percorso di Ayming racconta un cambiamento che riguarda l’intero mondo della consulenza. In un contesto caratterizzato da normative in continua evoluzione e mercati sempre più interconnessi, la competitività delle imprese dipende anche dalla capacità di integrare competenze diverse e gestire in modo coordinato aspetti fiscali, normativi e organizzativi.

Gli strumenti cambiano continuamente, ma resta centrale la capacità di trasformare complessità e adempimenti in processi strutturati, decisioni consapevoli e valore duraturo per le imprese.

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