Nuova ritenuta d’acconto B2B

Le disposizioni della Legge di Bilancio 2026 che estendono l'applicazione della ritenuta d'acconto ai contribuenti esercenti attività d'impresa
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La Legge di Bilancio 2026 ha esteso l’applicazione della ritenuta d’acconto ai contribuenti esercenti attività d’impresa. Le disposizioni sono destinate a generare nuovi adempimenti, con impatti sotto il profilo della gestione amministrativa/finanziaria.

Come è specificato nell’intervento legislativo, le modalità attuative delle nuove disposizioni saranno individuate con provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate.

In attesa, dunque, degli ulteriori sviluppi, analizziamo sinteticamente gli aspetti salienti delle novità introdotte.

La Legge di Bilancio 2026 (commi 112-115, articolo 1, Legge n. 199/2025) ha modificato la normativa di riferimento (articolo 25 D.P.R. n. 600/1973 e articolo 38 D.Lgs. n. 33/2025), prevedendo l’applicazione della ritenuta a titolo d’acconto delle imposte sui redditi, sui corrispettivi per le prestazioni di servizi e le cessioni di beni effettuate nell’esercizio di imprese da soggetti residenti e da stabili organizzazioni in Italia di soggetti non residenti, con le seguenti aliquote:

  • 0,5% per l’anno 2028;
  • 1% a decorrere dal 2029.

L’applicazione della ritenuta è esclusa se al momento di ricevere il pagamento:

  • i contribuenti hanno aderito alla proposta di CPB (concordato preventivo biennale);
  • i contribuenti si trovano in regime di adempimento collaborativo.

La ritenuta non è applicata se il pagamento è eseguito con la ritenuta dell’11% effettuata dalle banche e da Poste Italiane (operata a titolo di acconto dell’imposta sul reddito dovuta dai beneficiari, con obbligo di rivalsa, all’atto dell’accredito dei pagamenti relativi ai bonifici disposti per beneficiare di oneri deducibili o per i quali spetta la detrazione d’imposta).

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