Dalla sicurezza sul lavoro al benessere organizzativo

Prevenzione, attenzione alle persone e qualità del lavoro: come trasformare la sicurezza da adempimento a parte integrante della cultura aziendale. Ne parliamo con Angelo Manenti, ceo di CSM
medicina del lavoro

In molte aziende la medicina del lavoro è ancora vista come un obbligo normativo. Perché oggi dovrebbe essere considerata invece una leva strategica per la competitività e il benessere organizzativo?

«Perché il lavoro è cambiato. Oggi le aziende competono anche sulla capacità di attrarre, coinvolgere e trattenere le persone.

La salute non riguarda più soltanto l’assenza di malattia o di infortuni, ma la qualità dell’esperienza lavorativa nel suo complesso.

Una medicina del lavoro moderna può aiutare le organizzazioni a individuare criticità, prevenire situazioni di disagio e costruire contesti più sostenibili, con effetti positivi sul clima aziendale e, di conseguenza, anche sulla produttività e sull’assenteismo.

Credo che il vero salto di qualità avvenga quando la sorveglianza sanitaria non viene vissuta come un adempimento, ma come parte di una più ampia attenzione alle persone».

Quali sono oggi i principali rischi che HR e dirigenti sottovalutano nella gestione della salute e sicurezza dei lavoratori?

«Molti dei rischi più rilevanti non sono immediatamente visibili. Penso allo stress cronico, al carico mentale, alla difficoltà di conciliare vita e lavoro, alla fatica generata da processi poco efficienti o da continui cambiamenti organizzativi.

Sono fattori che raramente producono effetti immediati, ma che nel tempo possono incidere sulla salute delle persone e sulla capacità dell’azienda di performare.

Per questo salute e sicurezza dovrebbero essere affrontate come temi trasversali che coinvolgono management, HR e professionisti della prevenzione. È un lavoro che richiede confronto e continuità, non interventi occasionali».

Gestire sedi, cantieri, filiali o punti vendita distribuiti sul territorio nazionale può essere molto complesso. Come si può garantire un presidio uniforme della medicina del lavoro in aziende multi-sede?

«La sfida è evitare che esistano lavoratori di serie A e di serie B a seconda della sede in cui operano. Servono standard condivisi, procedure omogenee, strumenti di monitoraggio e una presenza professionale capace di coprire il territorio in modo efficace. La tecnologia aiuta molto, ma resta fondamentale poter contare su una rete qualificata di professionisti».

Uno dei problemi più sentiti dalle aziende è il tempo dedicato agli adempimenti. Quanto conta oggi poter contare su un referente dedicato e su strumenti digitali che semplifichino la gestione della sorveglianza sanitaria?

«Conta molto, perché il tempo è una delle risorse più scarse all’interno delle organizzazioni. Quando la gestione della salute e sicurezza è frammentata, si rischia di trasformarla in una rincorsa continua alle scadenze.

La digitalizzazione consente invece di avere una visione d’insieme, semplificare i processi e prendere decisioni più rapide e consapevoli.

È per questa esigenza che negli anni abbiamo sviluppato SIRIO HSE, una piattaforma che permette di monitorare attività sanitarie e tecniche e di avere un quadro aggiornato delle azioni in corso e delle programmazioni future. Ma lo strumento, da solo, non basta: deve essere inserito in un processo organizzativo chiaro».

La sicurezza sul lavoro non riguarda solo la prevenzione degli infortuni, ma anche il benessere delle persone. In che modo una corretta gestione della salute può diventare il primo passo per costruire organizzazioni più sane, coinvolgenti e produttive?

«La sicurezza sul lavoro rappresenta il livello minimo di tutela che ogni organizzazione deve garantire. Il passo successivo è creare condizioni nelle quali le persone possano lavorare bene, esprimere le proprie competenze e mantenere nel tempo un buon equilibrio fisico e psicologico.

A mio avviso, il punto centrale è la fiducia. Quando una persona percepisce che l’azienda si occupa concretamente della sua salute e delle condizioni in cui lavora, cambia anche il rapporto con l’organizzazione.

È da qui che possono nascere maggiore coinvolgimento e senso di appartenenza. La medicina del lavoro può svolgere un ruolo importante in questo percorso, contribuendo a costruire una cultura del benessere diffusa e condivisa».

Quando intervengono organi di vigilanza come ATS, Ispettorato del Lavoro o NAS, quali sono le principali criticità che un’azienda deve affrontare e come può tutelarsi preventivamente?

«Le difficoltà emergono soprattutto quando la prevenzione viene gestita in modo episodico. Non è sufficiente avere documenti formalmente corretti: bisogna dimostrare che i processi sono realmente applicati, monitorati e aggiornati.

Per questo la migliore tutela resta una gestione costante della salute e sicurezza durante tutto l’anno. In questo contesto, può essere utile avere il supporto di professionisti che accompagnino l’azienda anche nel rapporto con gli organismi di controllo e nelle verifiche ispettive».

Oltre alla medicina del lavoro, CSM supporta le aziende anche negli aspetti di medicina legale e nelle eventuali controversie. Quanto è importante avere un partner che possa affiancare l’impresa anche in questi momenti delicati?

«Le questioni legate alla salute dei lavoratori hanno spesso implicazioni che vanno oltre l’aspetto sanitario e possono coinvolgere profili legali, organizzativi, economici e persino reputazionali.

In questi casi è importante poter contare su competenze multidisciplinari e su valutazioni tecniche rigorose.

Nel nostro caso mettiamo a disposizione anche professionisti specializzati in medicina legale, che possono supportare le aziende nelle diverse fasi di contenzioso e nelle eventuali consulenze tecniche in sede giudiziaria».

Se dovesse dare un consiglio agli HR manager e agli imprenditori che vogliono trasformare la sicurezza da obbligo normativo a valore aziendale, da dove dovrebbero partire?

«Partirei da una domanda semplice: quanto il benessere delle persone entra realmente nelle decisioni aziendali? Quando la sicurezza viene considerata una pratica burocratica produce conformità; quando viene inserita nella strategia aziendale produce valore.

Questo significa investire in prevenzione, ascolto, formazione, ma anche osservare con attenzione come le persone lavorano realmente. Significa, soprattutto, considerare la salute delle persone come un elemento fondamentale della sostenibilità e della competitività dell’impresa».

CSM opera da oltre 25 anni su tutto il territorio nazionale. Qual è oggi la vostra missione e quale valore volete portare alle aziende che vi scelgono come partner per la salute e la sicurezza dei lavoratori?

«Credo che il futuro della medicina del lavoro sia sempre più legato al concetto di benessere organizzativo.

In questi anni abbiamo visto cambiare profondamente il modo di intendere la salute e la sicurezza sul lavoro: oggi non significa solo occuparsi di norme e scadenze, ma capire quali sono i problemi reali delle organizzazioni e delle persone che ne fanno parte.

Vogliamo continuare a contribuire alla costruzione di ambienti di lavoro più sani, inclusivi e sostenibili, nei quali la tutela della salute diventi una leva di crescita per le persone e per l’impresa».

Angelo Manenti, ceo di CSM
Angelo Manenti, ceo di CSM.

CSM IN BREVE

>25 anni al fianco delle aziende per salute, sicurezza e benessere organizzativo

CSM supporta aziende di ogni dimensione nella gestione della salute e sicurezza sul lavoro, con un approccio che integra conformità normativa, prevenzione e attenzione al benessere organizzativo.

Numeri

  • 98 medici specialisti in Medicina del Lavoro presenti sul territorio nazionale;
  • Oltre 40 centri di medicina del lavoro convenzionati;
  • Copertura su tutto il territorio italiano.

Punti di forza

  • Gestione coordinata della sorveglianza sanitaria anche per aziende multi-sede;
  • Supporto nelle attività di prevenzione e nei rapporti con gli organi di vigilanza;
  • Affiancamento specialistico in ambito di medicina legale e contenzioso;
  • Approccio orientato alla partnership con HR, management e imprenditori.

Innovazione e digitalizzazione

CSM ha sviluppato SIRIO HSE, una piattaforma dedicata alla gestione delle attività sanitarie e tecniche che consente di monitorare scadenze, interventi e pianificazioni in un’unica vista integrata.

Visione

Per CSM la salute e la sicurezza non rappresentano solo un obbligo normativo, ma una leva per costruire organizzazioni più sane, inclusive e produttive, nelle quali il benessere delle persone contribuisce alla competitività e alla sostenibilità dell’impresa.

Facebook
LinkedIn
WhatsApp

Potrebbero interessarti anche questi articoli

Cerca