Quadri: con Manageritalia più voce al nostro valore

A pochi giorni dalla nuova nomina, facciamo due chiacchiere con Lucia Canullo, rappresentante nazionale dei Quadri Manageritalia, per fare il punto sullo spirito dell’Organizzazione sui vantaggi che offre ai proprio associati
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Perché oggi un quadro dovrebbe scegliere di associarsi a Manageritalia?

«Perché le competenze individuali hanno bisogno di una forza collettiva che le valorizzi.

I quadri guidano persone e processi, contribuiscono ai risultati aziendali e accompagnano le trasformazioni delle imprese. Non sempre, però, trovano un sostegno adeguato alle sfide del proprio ruolo. Associarsi a Manageritalia significa non affrontarle da soli: poter contare su strumenti, competenze e una rappresentanza capace di portare le proprie esigenze oltre i confini della singola azienda. È una scelta per investire sul proprio percorso professionale, con la forza di un’organizzazione alle spalle».

Oltre ai servizi e alle tutele, qual è il valore di sentirsi parte della più grande community del management italiano?

«Il vero valore aggiunto è il senso di appartenenza. Una comunità professionale è uno spazio in cui scambiare esperienze, mettere in discussione il proprio punto di vista e contribuire a un progetto comune.

In Manageritalia i quadri possono confrontarsi anche con il mondo della dirigenza e creare legami con professionisti di aziende e settori diversi. Questa circolazione di idee aiuta ad ampliare lo sguardo e a crescere, sul piano personale oltre che professionale.

La vera forza di una community non sta soltanto in ciò che offre ai suoi associati, ma anche in ciò che gli associati possono costruire insieme. Vorrei che ogni quadro trovasse nell’associazione un luogo nel quale riconoscersi e sentirsi protagonista».

I quadri sono il raccordo tra strategia e operatività aziendale. Come dare a questo ruolo maggiore riconoscimento e rappresentanza?

«Partendo da una consapevolezza chiara della loro funzione: i middle manager traducono le strategie in risultati, coordinano attività e persone e gestiscono una complessità crescente. Pertanto, non possono essere considerati soltanto figure intermedie nell’organigramma aziendale: sono una componente essenziale del management. Occorre quindi rafforzarne l’identità professionale e tradurre l’ascolto dei bisogni in proposte concrete per le imprese e gli interlocutori istituzionali.

Le priorità sono il riconoscimento delle responsabilità, la valorizzazione delle competenze e i percorsi di sviluppo e carriera. Su questi temi dobbiamo lavorare per ottenere risultati concreti nella vita professionale dei quadri. L’ambizione è renderli più visibili e ascoltati nelle scelte che riguardano il loro futuro professionale».

Carriere meno lineari, intelligenza artificiale, trasformazioni organizzative: come aiutare i quadri a guidare il cambiamento?

«Offrendo strumenti per comprenderlo, prima ancora che per adattarsi. L’intelligenza artificiale, la trasformazione digitale e i nuovi modelli organizzativi stanno modificando il lavoro manageriale e richiedono un’evoluzione anche del ruolo del middle management. Manageritalia può accompagnare questo passaggio favorendo l’accesso a nuove competenze. Ma la sfida va oltre la formazione: servono una visione più strategica, consapevolezza del proprio valore e capacità di incidere sulle decisioni aziendali.

Per questo vorrei promuovere iniziative dedicate alle trasformazioni del lavoro, all’intelligenza artificiale e alla leadership, nelle quali l’aggiornamento si intrecci con il confronto su esperienze concrete. Il nostro obiettivo non deve essere soltanto preparare i quadri al futuro, ma metterli nelle condizioni di contribuire a costruirlo».

Da nuova responsabile nazionale dei quadri, quali priorità ti dai? E quale messaggio rivolgi a chi non è ancora associato?

«Internamente, vorrei rafforzare la presenza dei quadri nella vita associativa, valorizzando le realtà territoriali e favorendo una partecipazione più attiva. Possiamo contare su una storia, una struttura solida, competenze e risultati da cui partire. Il passo successivo è coinvolgere sempre più associati nella definizione delle priorità, raccogliendone esperienze e idee. Non cerchiamo soltanto una crescita numerica, ma una maggiore capacità di incidere attraverso il contributo di ciascuno.

Guardando fuori dell’Organizzazione, dobbiamo rafforzare la nostra capacità di essere un punto di riferimento per tutti i quadri, indipendentemente dalla dimensione dell’azienda in cui operano, con particolare attenzione alle Pmi. Raggiungere questi professionisti significa ampliare la nostra rappresentatività, valorizzare competenze spesso centrali per la crescita delle imprese e offrire nuove opportunità di confronto, formazione e sviluppo professionale.

Ai quadri che ancora non conoscono Manageritalia vorrei dire: non aspettate di avere un problema professionale per scoprire il valore di essere rappresentati. Il mio invito è ad entrare e portare il proprio punto di vista: il futuro della rappresentanza si costruisce con la partecipazione di chi ne fa parte».

Chiudiamo con i servizi: quali opportunità consigli di conoscere e utilizzare?

«Il primo consiglio è esplorare l’offerta di Manageritalia per individuare gli strumenti più utili nelle diverse fasi della vita professionale. Penso alla formazione e all’aggiornamento, alla consulenza e all’assistenza professionale, legale, contrattuale e pensionistica, agli strumenti di welfare negli accordi di secondo livello e alle occasioni di networking.

Conoscere le iniziative, partecipare agli incontri e utilizzare le opportunità disponibili permette di fare dell’associazione un riferimento continuativo, capace di accompagnare la crescita nel tempo».

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