Wobi: ispirare per cambiare davvero

Hub globale di contenuti per il management, ogni anno seleziona e diffonde le idee dei leader più influenti del mondo a oltre 10.000 top executive, attraverso eventi fisici e piattaforme digitali in tre continenti. Ne parliamo con Ana Mazzeo, managing director di WOBI Italia
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La mission di WOBI ruota attorno al potere trasformativo delle idee. In un’epoca caratterizzata da incertezza e “policrisi”, in che modo il vostro ruolo di content hub globale aiuta i leader italiani a passare dalla semplice gestione operativa a una visione strategica che sia realmente d’ispirazione per le proprie persone?

«Il nostro impegno è mettere a disposizione dei leader il miglior contenuto globale, anticipando trend e sfide emergenti. Attraverso eventi, piattaforme digitali e i WOBI Members Event, offriamo momenti per fermarsi, riflettere e confrontarsi con esperienze diverse grazie ai nostri speaker di fama mondiale – accademici, doer, sportivi, registi, politici – per trovare nuovi punti di vista e spunti concreti.

Crediamo che l’ispirazione sia trasversale: confrontarsi con altri decision maker provenienti da diverse realtà permette di tornare a casa più focalizzati e pronti a trasformare le proprie organizzazioni, con un impatto positivo che si riflette anche sulla società».

Lei parla spesso di “leadership vulnerabile” come di un nuovo paradigma di forza. Come possono le aziende italiane superare il vecchio modello autoritario per abbracciare questa forma di leadership più empatica e partecipativa? E in che misura WOBI facilita questa transizione culturale?

«Parlare di leadership vulnerabile significa riconoscere che forza e apertura non si escludono: un leader può mostrare autenticità, ascolto e consapevolezza dei propri limiti, creando fiducia e motivazione.

In Italia, dove il modello autoritario è ancora diffuso, adottare uno stile più empatico e partecipativo favorisce innovazione, collaborazione e resilienza. WOBI facilita questa transizione culturale offrendo esempi concreti, casi di studio e testimonianze di leader internazionali, oltre a momenti di confronto utili a riflettere sull’applicazione pratica di questi principi.

L’obiettivo è aiutare i leader a trasformare la propria visione in azioni che valorizzano le persone e migliorano l’organizzazione».

Recentemente, ha sottolineato che per un cambiamento reale sulla parità di genere bisogna “partire dal basso”. Quali sono, secondo il suo osservatorio privilegiato, i passi concreti che le aziende italiane devono ancora compiere per colmare il gender gap?

«Il cambiamento sulla parità di genere deve partire dai comportamenti quotidiani, non solo dalle policy.

Le aziende italiane possono fare passi concreti attraverso formazione sui bias di genere, programmi di mentorship e sponsorship per le donne, trasparenza sulle opportunità di carriera e politiche di lavoro flessibile che supportino tutti.

È anche fondamentale la coerenza della leadership: valorizzare la diversità come elemento strategico migliora la performance e costruisce una cultura davvero equa».

WOBI si è evoluta: da organizzatrice di singoli grandi eventi a piattaforma di formazione continua, con un modello basato sulla subscription (la WOBI Membership). Qual è il valore strategico di questo passaggio per un’impresa che vuole mantenere alta la propria competitività?

«La transizione verso un modello “365 giorni l’anno” permette alle imprese di integrare la formazione nella vita quotidiana.

Con oltre 300 ore di contenuti digitali – dai video brevi ai corsi completi, dai riassunti di libri ai podcast – grazie alla nostra app, ogni persona può scegliere cosa e quando apprendere, in base ai propri interessi e impegni, anche in movimento o durante la giornata.

Questo approccio garantisce un aggiornamento continuo sulle tendenze globali, lo sviluppo di nuove competenze e il miglioramento della capacità decisionale, mantenendo l’azienda competitiva.

Inoltre, è possibile creare percorsi formativi su misura per le specifiche esigenze di ogni organizzazione, trasformando la piattaforma in uno strumento strategico di crescita condivisa e cultura dell’apprendimento».

L’IA sta riscrivendo le regole del business. Nella selezione dei vostri contenuti e speaker per il 2026, come state affrontando la sfida di umanizzare la tecnologia, garantendo che i manager non perdano di vista il fattore umano mentre navigano l’innovazione digitale?

«Affrontare l’intelligenza artificiale significa non solo comprendere la tecnologia, ma anche sapere come applicarla nel rispetto di valori, cultura e persone.

Nei nostri contenuti e speaker selezioniamo esperienze che mostrano come l’IA possa supportare decisioni, creatività e collaborazione senza sostituire la dimensione umana.

Offriamo spunti concreti su etica, leadership e impatto sociale, aiutando i manager a navigare l’innovazione digitale senza perdere di vista empatia, cultura aziendale e capacità di ispirare il proprio team.

Per questo abbiamo organizzato, per la prima volta in Italia, l’evento WOBI On AI & Business Transformation il 9 giugno a Milano, dove verranno approfondite esperienze reali che integrano tecnologia e persone».

Collaborate da tempo con realtà come Great Place to Work Italia. Quanto conta oggi, per un’impresa, essere percepita come un ambiente inclusivo e di benessere per attrarre talenti? E i contenuti di WOBI come supportano i manager nella costruzione di una “cultura dell’ascolto”?

«Essere percepiti come un ambiente inclusivo e attento al benessere è oggi decisivo per attrarre e trattenere talenti. Costruire una cultura dell’ascolto richiede empatia e capacità di comprendere i bisogni e le motivazioni dei team.

I contenuti WOBI offrono casi concreti e testimonianze di leader che hanno sviluppato ambienti collaborativi, fornendo spunti pratici per applicare questi modelli nelle organizzazioni».

Il World Business Forum di Milano è ormai un punto di riferimento iconico. Guardando alle prossime edizioni, quale purpose vorrebbe che ogni partecipante portasse con sé in azienda per generare un impatto sociale ed economico positivo sul territorio italiano?

«Mi piacerebbe che ogni partecipante portasse con sé la consapevolezza che la leadership non riguarda solo risultati economici, ma anche l’impatto positivo su persone, comunità e società.

L’obiettivo è tradurre le idee apprese in azioni concrete nelle proprie aziende, stimolando innovazione, inclusione e sostenibilità.

Un leader ispirato può così migliorare il clima aziendale, la performance e generare valore condiviso sul territorio, creando un effetto moltiplicatore che va oltre la singola organizzazione».

Possiamo definire la partnership tra WOBI e Manageritalia come un’alleanza strategica tra chi produce contenuti di leadership globale e chi rappresenta management e alte professionalità in Italia, anche per contribuire insieme alla managerializzazione e alla crescita del Paese?

«Assolutamente sì, è una collaborazione decennale fondata su una visione comune del management come leva di sviluppo economico e sociale.

WOBI offre una prospettiva internazionale sulla leadership, mentre Manageritalia porta una profonda conoscenza del contesto e delle professionalità italiane.

Insieme favoriamo confronto e crescita, aiutando i leader a rafforzare le organizzazioni e sostenere lo sviluppo del Paese».

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Ana Mazzeo, managing director di WOBI Italia.

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