Che “takeaway” ti porti a casa dall’assemblea?
Porto a casa la conferma che Manageritalia è molto più di un’associazione: è una vera comunità professionale. Accanto a servizi di grande valore per dirigenti, quadri ed Executive Professional, ho visto persone che mettono a disposizione competenze, tempo ed esperienza per creare connessioni e generare opportunità reciproche. In un contesto di trasformazione continua, il networking qualificato e la condivisione diventano asset fondamentali.
Che rapporto hai con Manageritalia?
Dopo oltre vent’anni come dirigente in multinazionali, oggi sono una libera professionista, Fractional Executive per PMI e direttrice di Master e docente MBA in Business School. Sono entrata in Manageritalia grazie al percorso Women on Board, di cui sono stata sia discente che coordinatrice per Manageritalia Lazio. Da lì ho iniziato un percorso attivo nell’associazione, dal gruppo DEI al mentoring nel progetto “Da Donna a Donna”. Manageritalia è stata un partner importante nella mia evoluzione professionale, anche attraverso percorsi formativi su AI, comunicazione professionale e mercato del lavoro.
Partendo dalla tua esperienza attuale, cosa e come deve mettere in campo un manager per guidare le trasformazioni in atto?
Oggi un manager deve saper guidare contemporaneamente trasformazione tecnologica, sostenibilità e cambiamento sociale, mantenendo però il fattore umano al centro. Questo significa investire continuamente nella formazione, soprattutto sull’AI e sulle nuove tecnologie, ma anche trasformare la sostenibilità da vincolo a leva strategica di innovazione. Serve inoltre capacità di creare collaborazione, contaminazione di competenze e reti professionali solide, perché le grandi trasformazioni non si affrontano da soli.