Sabato 13 giugno, durante l’assemblea nazionale Manageritalia, Simone Pizzoglio (foto sopra) ha presentato il Piano operativo 2024-2028 di Manageritalia, definendolo il mezzo di orientamento, ascolto e costruzione collettiva.
«Non è un semplice elenco di attività da spuntare – ha detto – né una traduzione burocratica delle mozioni congressuali: è piuttosto lo strumento con cui il mandato del Congresso si trasforma in priorità, progetti, relazioni e posizionamenti».
Un contesto in evoluzione
Prima di presentare i numeri e una fotografia dei lavori, Pizzoglio ha inquadrato il contesto in cui l’Associazione e il Piano operano: negli ultimi dieci anni, gli associati in servizio, e non con contratto collettivo, sono passati da 21.249 a 31.900.
Una crescita strutturale – nessuna contrazione, nemmeno nel 2020 – che nell’ultimo quinquennio ha accelerato: +25% tra il 2021 e il 2025, contro il +13% dei cinque anni precedenti alla pandemia.
Dentro questa evoluzione emergono trasformazioni profonde: aumenta in modo significativo la presenza femminile – con le dirigenti donne più che raddoppiate in dieci anni – e cresce la componente senior, con gli over 55 e soprattutto gli over 61 in forte aumento.
Allo stesso tempo, la fascia tra i 46 e i 49 anni mostra segnali di stagnazione, aprendo una questione prospettica sulla tenuta del bacino manageriale nei prossimi anni.
Sul piano sociale, il quadro è altrettanto in movimento: un welfare pubblico in restringimento, la pressione demografica, le trasformazioni delle famiglie, nuove esigenze di cura, la longevità, il cambiamento del lavoro e l’impatto dell’intelligenza artificiale sui modelli organizzativi.
Tutte dinamiche che il Piano operativo deve aiutare a governare.
Mozioni: il mandato politico e associativo da tradurre in azione
Il lavoro sulle quattro mozioni congressuali (Governance e rappresentanza, Un nuovo patto sociale: lavoro, welfare, equità, Valorizzazione dei territori, Crescita sostenibile ed economia dei servizi) ha richiesto una fase preliminare di interpretazione e sintesi, fondamentale per definire le
priorità operative, individuando linee di intervento realistiche, coerenti e utili a rafforzare il ruolo dell’Associazione.
Governance e rappresentanza
È un’attività meno visibile di altre, ma da essa dipende la capacità dell’Associazione di parlare con maggiore autorevolezza agli stakeholder. Si articola attraverso la mappatura dei tavoli contrattuali e territoriali e le interlocuzioni istituzionali, mettendo le basi per policy e posizionamenti futuri.
Un nuovo patto sociale
Si intreccia con il rinnovo contrattuale e con i temi della longevità, del welfare e del lavoro: l’obiettivo è diffondere una visione più consapevole del welfare e costruire reti territoriali capaci di accompagnare i cambiamenti demografici e organizzativi.
Valorizzazione dei territori
Si è sviluppata attraverso l’attivazione di cantieri specifici, tra cui quelli dedicati al destination management, al turismo e al Sud strategico, e scalando i format: le diverse iniziative, realizzate nei singoli territori, vengono presentate in una cornice comune e collegate da un filo conduttore riconoscibile. In questo modo il posizionamento complessivo della Federazione, pur adattandosi ai diversi contesti, risulta più incisivo.
Crescita sostenibile ed economia dei servizi
Guarda, infine, a nuovi spazi di sviluppo della managerialità, come lo sport e il terzo settore. L’obiettivo è avvicinare mondi in trasformazione, intercettare nuovi bisogni e rafforzare la presenza manageriale dove può generare valore per imprese, organizzazioni e territori.
Temi fondativi e trasversali
Accanto alle mozioni, il Piano operativo integra quattro temi fondativi (Diversity and Inclusion, AI e digitalizzazione del lavoro, Formazione continua e sviluppo delle competenze, Esg – Environmental, Social, Governance) che, grazie alla loro natura trasversale, da subito hanno offerto strumenti di lettura e orientamento utili a tutti i cantieri.
D&I (diversity & inclusion)
Rappresenta un asse strategico perché intercetta cambiamenti interni ed esterni all’Organizzazione: dalla crescita della componente femminile tra la popolazione associata all’esigenza di promuovere organizzazioni più inclusive, fino alle iniziative di posizionamento presso le istituzioni.
Intelligenza artificiale
Viene presentata come una trasformazione strutturale, destinata a cambiare processi, lavoro e responsabilità organizzative. Per i manager diventa quindi centrale sviluppare competenze di governance, mentre Manageritalia è chiamata a costruire percorsi di formazione e orientamento per aiutare la managerialità a guidare il cambiamento.
Esg (environmental, social, governance)
Il tema è partito da un patrimonio diffuso di 212 progetti, sviluppati nei territori e nelle strutture associative anche prima dell’introduzione del Piano operativo. Dopo una prima fase di mappatura, ora il gruppo è al lavoro per rendere queste iniziative più riconoscibili, ordinate e sistemiche.
Formazione continua
L’obiettivo è quello di coordinare al meglio l’offerta formativa di Cfmt con quella di Fondir, così da definire direttrici comuni e rafforzare la capacità di incidere sulle scelte strategiche della formazione manageriale. Il senso complessivo, però, va oltre la somma delle attività su Mozioni e Temi.
Il Piano operativo non è un esercizio formale con cui dare seguito alle mozioni congressuali, ma lo strumento con cui Manageritalia mette in pratica strategie e posizionamenti sul territorio e nella quotidianità delle associazioni aderenti, e identifica traiettorie future, coinvolgendo e ascoltando la base associativa.
È da qui – dall’ascolto degli iscritti, più che dall’elenco delle attività – che passa la capacità dell’Associazione di scegliere dove andare.
