Pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 147 del 27 giugno 2026 la conversione in legge, con modificazioni, del Decreto Lavoro (ad opera della L. 112/2026).
La conversione ha apportato delle variazioni al Decreto Lavoro (cui abbiamo dedicato diversi articoli, tra cui Bonus assunzioni giovani, donne e ZES 2026: aperte le domande). In questo contenuto, in particolare, ci focalizzeremo sulle modifiche alle disposizioni in materia di salario giusto (articolo 7, D. L. n. 62/2026).
Ricordiamo che il salario giusto è una delle condizioni richieste per accedere alle agevolazioni previste dal Decreto Lavoro.
In particolare, la normativa stabilisce che:
- la contrattazione collettiva costituisce lo strumento per determinare il salario giusto (articolo 36 Costituzione);
- per individuare il salario giusto si fa riferimento al trattamento economico complessivo (TEC) definito dai CCNL stipulati dalle organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, con riferimento a settore e categoria produttivi, attività principale o prevalente, dimensione e natura giuridica del datore;
- il TEC è costituito da tutte le voci retributive fisse e continuative, dirette, indirette e differite, comprese le mensilità aggiuntive e le indennità fisse e continuative, dalle prestazioni di welfare contrattuale che spettano alla generalità dei dipendenti, da eventuali altri istituti o indennità aventi valore economico, definiti dagli stessi contratti collettivi. Sono escluse le voci retributive discrezionali e variabili attribuite ai singoli lavoratori;
- il TEC – nei CCNL diversi da quelli indicati al punto precedente e per i settori non coperti da contrattazione collettiva – non può essere inferiore a quello individuato dal CCNL stipulato dalle organizzazioni dei datori e dei lavoratori comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, considerati settore e categoria produttivi di riferimento, attività principale o prevalente esercitata, dimensione e natura giuridica del datore;
- a partire dal 28 giugno 2026 (data di entrata in vigore della legge di conversione), sulla piattaforma del SIISL (Sistema informativo per l’inclusione sociale e lavorativa), le posizioni di lavoro pubblicate recano l’indicazione del CCNL applicato dal datore di lavoro, con il codice alfanumerico unico assegnato ai sensi della normativa di riferimento e della retribuzione ricollegata alla qualifica e al livello contrattuale, corrispondenti alla mansione oggetto della posizione.