Esiste una cultura del rebus. Ha una storia millenaria perché nasce insieme alla scrittura e si intreccia con quella, ancora più antica, dell’enigma in tutte le sue forme, a partire da quello letterario e della mitologia: i binomi donna-rebus e donna-enigma costituiscono soltanto una delle chiavi di lettura o, piuttosto, il pretesto per avviare un’indagine molto più articolata. E riduttivo sarebbe considerare il rebus un semplice gioco. Un mondo, in buona parte sconosciuto ai più, si è svelato al pubblico incuriosito e attento che, lunedì 20 aprile scorso al Club Green Park di Rivoli (Torino), ha assistito alla conferenza Donna è/e rebus. Linguaggio, complessità e leadership promossa da Manageritalia Piemonte e Valle d’Aosta tenuta dall’enigmista e studioso di rebus Franco Bosio, noto con lo pseudonimo di Orofilo.
Dal mito della Sfinge a Turandot, dai pittogrammi ai simboli, agli stemmi: un excursus che ha riservato sorprese e offerto infiniti spunti di riflessione. Parole, immagini, livelli diversi di significato, linguaggio e arte: i rebus sono enigmi figurati la cui ideazione ed elaborazione richiede padronanza della lingua e competenze, esercizio e pazienza ma anche una buona dose di talento. Le medesime abilità richieste dalla ricerca della soluzione. Perché i rebus, lo abbiamo capito, non sono per tutti e anche in questo sta il loro fascino. Ma vale per tutti l’idea che allargare gli orizzonti, cambiare punto di vista e saper cogliere le complessità del presente siano strumenti utili per riconoscere e affrontare, con la speranza di risolverli, gli “enigmi” che incontriamo nella vita personale e professionale.
Bosio, figura autorevole dell’enigmistica italiana (sono suoi migliaia di rebus sulla Settimana Enigmistica e non solo, tra le sue attività anche la pubblicazione del Dizionario enciclopedico dei rebus) è stato presentato da Enrica Valle, del Direttivo di Manageritalia Piemonte e Valle d’Aosta; a introdurre l’incontro la vicepresidente Loredana Faccincani.
Tra le scoperte della serata quella che il rebus moderno, così come lo conosciamo e siamo abituati a vederlo, contestualizzato in una scena come una sorta di quadro in cui oggetti, figure e paesaggio raccontano una storia o fissano un episodio, è una creazione tutta italiana che poi si è diffusa negli altri Paesi. Il lavoro dell’enigmista si accompagna a quello di un disegnatore dando vita, spesso, ad una vera e propria forma d’arte. Ne sono un esempio firme eccellenti che si sono prestate all’illustrazione di rebus come Dalsani (Giorgio Ansaldi), collaboratore tra l’altro de Il Fischietto, rivista satirica fondata a Torino nel 1848, e, in un passato più recente, Maria Ghezzi Brighenti, in arte Brighella, storica illustratrice e specialista nel disegno dei rebus per la Settimana Enigmista e scomparsa pochi anni fa.