Voci dai territori: intervista a Mauro Malandri

Associate e associati raccontano le assemblee e il loro rapporto con l'Associazione. Oggi parliamo con Mauro Malandri, Vice president, global Service Solutions – Kingspan Logstor
Mauro Malandri

Che “takeaway” ti porti a casa dall’assemblea?

Questa è stata la mia prima assemblea Manageritalia e ne sono uscito molto positivamente colpito. Ho apprezzato in particolare l’intervento di Luciano Ziarelli e, più in generale, la capacità dell’associazione di coinvolgere i giovani attraverso linguaggi e contenuti vicini alle nuove generazioni. Mi ha colpito anche vedere ragazzi già orientati verso il proprio percorso di crescita, un messaggio che ho apprezzato ancora di più essendo presente con mio figlio quattordicenne. Infine, trovo significativo che un’associazione con 80 anni di storia guardi già ai prossimi 80, investendo nel dialogo tra generazioni diverse.

Che rapporto hai con Manageritalia?

Pur essendo iscritto a Manageritalia da oltre tredici anni, fino ad oggi il mio rapporto con l’associazione è stato principalmente quello di chi ne ha vissuto concretamente il valore. Ho partecipato ai percorsi formativi del CFMT, dallo Starting all’Executive, e nel tempo ho avuto modo di apprezzare anche gli strumenti di welfare, tutela e supporto messi a disposizione dei manager e delle loro famiglie.

Guardando indietro, mi rendo conto che Manageritalia ha accompagnato diverse fasi del mio percorso professionale e personale: dalla formazione manageriale alle iniziative rivolte ai figli, come le recenti borse di studio. È proprio questa continuità che mi ha fatto comprendere il valore dell’associazione non solo come erogatore di servizi, ma come comunità di riferimento per chi svolge ruoli di responsabilità. Mi auguro che in futuro ci sia l’opportunità di contribuire più attivamente, restituendo almeno una parte del valore che ho ricevuto in questi anni.

Partendo dalla tua esperienza attuale, cosa e come deve mettere in campo un manager per guidare le trasformazioni in atto?

Nella realtà che sto vivendo oggi, credo che il ruolo del manager si fondi su tre elementi: una direzione chiara, la valorizzazione delle persone e la capacità di agire rapidamente. Da ingegnere meccanico, mi piace descrivere questa sfida con la formula della potenza: P = F × V, dove la forza è rappresentata dalle persone e la velocità dal cambiamento che stiamo vivendo. Il compito del manager è governare entrambe le dimensioni: creare fiducia, responsabilizzare i team e favorire decisioni rapide. Oggi il vero fattore distintivo non è controllare il cambiamento, ma valorizzare il potenziale delle persone, diventando un moltiplicatore di talento, energia e risultati.

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