Che “takeaway” ti porti a casa dall’assemblea?
Mi porto a casa tre elementi.
Il primo è che oggi le organizzazioni di rappresentanza devono creare spazi reali di ascolto, confronto e partecipazione, in cui persone con esperienze, generazioni e percorsi diversi possano sentirsi parte attiva di una comunità e del cambiamento.
Il secondo è l’importanza di accompagnare manager e giovani talenti nelle transizioni professionali, che oggi sono sempre meno lineari e richiedono nuove competenze, nuove reti e maggiore contaminazione tra mondi diversi.
Il terzo è che la rappresentanza non può limitarsi a interpretare il presente, ma deve avere il coraggio di ascoltare il futuro mentre sta arrivando. In un contesto di trasformazioni rapide, dall’AI alla ridefinizione delle competenze, serve la capacità di anticipare bisogni e creare connessioni tra persone, esperienze e opportunità.
Che rapporto hai con Manageritalia?
Per me Manageritalia non è soltanto un’associazione di rappresentanza, ma una piattaforma di connessioni, crescita e contaminazione positiva. Ho trovato una comunità aperta al dialogo tra manager, giovani talenti, executive professional e realtà innovative, con la capacità di affrontare temi concreti come leadership, AI, welfare, trasformazione del lavoro e sviluppo delle competenze.
Quello che apprezzo maggiormente è la possibilità di partecipare attivamente, contribuire ai gruppi di lavoro e confrontarsi con persone provenienti da esperienze molto diverse. Credo che oggi il vero valore delle community manageriali sia proprio questo: creare relazioni autentiche e favorire scambio di idee, esperienze e visioni sul futuro del lavoro.
Partendo dalla tua esperienza attuale, cosa e come deve mettere in campo un manager per guidare le trasformazioni in atto?
Oggi un manager deve combinare visione strategica, capacità di execution e leadership relazionale. Le trasformazioni tecnologiche, dall’intelligenza artificiale ai dati, non possono essere guidate solo con competenze tecniche: servono ascolto, capacità di coinvolgere le persone e costruzione di fiducia.
Nel settore healthcare e MedTech, dove opero quotidianamente, innovazione significa integrare tecnologia, processi e persone in modo sostenibile. Per questo credo che il ruolo del management oggi sia aiutare organizzazioni e team ad affrontare il cambiamento senza subirlo, trasformandolo in opportunità di crescita condivisa.
Il manager del futuro dovrà essere sempre più un abilitatore di connessioni, competenze e collaborazione, capace di creare contesti in cui le persone possano evolvere insieme alle trasformazioni del mercato e della tecnologia.