Che “takeaway” ti porti a casa dall’assemblea?
Uno dei messaggi più forti che porto a casa riguarda il rapporto tra cambiamento e responsabilità manageriale. Oggi il cambiamento corre molto velocemente e il rischio è quello di subirlo o inseguirlo senza realmente controllarlo. Viviamo in un contesto in cui instabilità e incertezza rappresentano condizioni permanenti con cui i manager e le organizzazioni devono confrontarsi ogni giorno. Per questo credo che “cavalcare il cambiamento” significhi prima di tutto comprenderlo, interpretarlo e prendere decisioni consapevoli su come guidarlo. Innovazione, tecnologia e trasformazione organizzativa possono diventare leve straordinarie, ma solo se accompagnate da visione, capacità decisionale e responsabilità verso le persone, le organizzazioni e la società.
Che rapporto hai con Manageritalia?
Il mio rapporto con Manageritalia nasce soprattutto dalla volontà di confrontarmi con professionisti e manager che ogni giorno si trovano a guidare il cambiamento, l’innovazione e le trasformazioni organizzative. Da executive professional ho sempre visto grande valore nella possibilità di creare connessioni e contaminazioni tra mondi diversi: impresa, tecnologia, innovazione e nuove realtà imprenditoriali. Penso che associazioni come Manageritalia possano avere un ruolo sempre più importante anche nel favorire questi scambi, favorendo occasioni concrete di dialogo, collaborazione e contaminazione tra competenze manageriali, innovazione e nuovi ecosistemi imprenditoriali. Credo inoltre che realtà come Manageritalia possano contribuire sempre di più a diffondere una cultura manageriale responsabile, capace di generare valore non solo per le imprese, ma anche per le persone e per il contesto sociale in cui le stesse operano.
Partendo dalla tua esperienza attuale, cosa e come deve mettere in campo un manager per guidare le trasformazioni in atto?
Partendo dalla mia esperienza, credo che oggi il ruolo del manager sia soprattutto quello di creare chiarezza e priorità in contesti sempre più complessi e accelerati. Le organizzazioni hanno oggi accesso a enormi quantità di informazioni e segnali, sia interni che esterni all’azienda. La vera complessità non sta nel reperire i dati, ma nel saperli leggere, collegare e trasformare in capacità decisionale e visione prospettica. Per questo un manager deve saper leggere il contesto, collegare informazioni diverse e connettere visione strategica ed execution operativa, aiutando l’organizzazione a prendere decisioni consapevoli senza perdere direzione, equilibrio e responsabilità verso le persone e il business.