Quali sono le novità in Associazione?
In questi mesi, in Manageritalia Puglia, Calabria e Basilicata abbiamo lavorato su un’agenda densa di contenuti, relazioni e posizionamento strategico. Non si tratta di eventi, ma di un percorso coerente: costruire contenuti e relazioni capaci di generare impatto reale sullo sviluppo dei territori.
Due gli appuntamenti che hanno segnato il periodo più recente.
A febbraio abbiamo promosso il Forum ESG “La Tempesta Perfetta” presso il Deloitte NextHub di Bari: un confronto ad alto livello su sostenibilità e managerialità come binomio strategico per guidare la trasformazione dei territori e delle organizzazioni, con la partecipazione di rappresentanti del mondo accademico, imprenditoriale e istituzionale.
A marzo abbiamo ospitato la terza edizione del Forum Turismo Italia 2026 “People First”, sempre al Deloitte NextHub, con oltre 200 professionisti da tutta Italia: manager, imprenditori, istituzioni e operatori del comparto. Quattro keynote speech, due panel di confronto, cinque tavoli di lavoro tematici e un Manifesto in 10 punti per il futuro del turismo italiano. Un laboratorio strategico che ha messo al centro un punto chiave: senza capitale umano non esiste sviluppo sostenibile.
Accanto ai grandi appuntamenti, proseguiamo gli investimenti su formazione, networking e confronto con manager, università e istituzioni, con l’obiettivo di rafforzare il ruolo dell’associazione come piattaforma di rappresentanza, contenuti e progettualità concreta per i manager e per il territorio.
Come sta evolvendo il mercato dei dirigenti e, più in generale, quello dei manager nella vostra regione?
Il mercato sta cambiando, e lo sta facendo in profondità.
I dirigenti privati sono a livello nazionale in continua crescita +2% nel 2025 e +13 dal 2008. Molto forte la crescita in Puglia +3%, Calabria e Basilicata +10% nel 2025 e ancor più nel solo terziario +2,6%, che si conferma anche nei primi quattro mesi del 2026 (+5%). Un mercato, quindi, finalmente un po’ più dinamico seppure in momenti difficili e in un territorio storicamente molto sottomanagerializzato, che vede anche aprirsi spiragli nella graduale crescita delle Pmi che fanno entrare manager esterni alla famiglia dell’imprenditore.
Al di là dei numeri, il punto oggi è la qualità della managerialità richiesta: le organizzazioni cercano competenze sempre più trasversali, capacità di gestire complessità e di guidare trasformazioni che riguardano sostenibilità, innovazione e modelli organizzativi.
In questo scenario cresce la domanda di orientamento e consulenza contrattuale, segnale di percorsi professionali meno lineari, con transizioni più frequenti e nuove modalità di collaborazione.
Il vero nodo resta strutturale: rafforzare il peso della cultura manageriale nei territori. Perché è lì che si gioca una parte decisiva della competitività.
Con quali stakeholder state collaborando più attivamente e per cosa?
Lavoriamo in modo sempre più integrato con istituzioni, università, sistema delle imprese e partner qualificati del territorio. Tra i principali interlocutori: il Comune di Bari e la Regione Puglia, l’Università degli Studi di Bari Aldo Moro e l’Università del Salento, Confindustria Bari/BAT e Deloitte, che ci ha ospitato con il suo NextHub per i principali eventi di questa stagione. Non sono semplici collaborazioni: è un ecosistema che si sta strutturando.
Il nostro approccio è costruire occasioni di confronto che non restino episodiche, ma generino relazioni, contenuti e progettualità duratura. È in questa logica che si inseriscono i percorsi sviluppati su ESG, turismo e managerialità: sempre con uno sguardo territoriale, ma con la consapevolezza che le sfide che affrontiamo sono già pienamente nazionali.
Prossima assemblea: quand’è, di cosa parlerete e perché partecipare?
La prossima Assemblea si terrà il 22 maggio 2026 a Bari, presso il Portico dei Pellegrini.
Abbiamo scelto di darle un contenuto netto: “Management della disPARITÀ”. Parità di genere e tutela antidiscriminatoria non sono più temi accessori. Sono fattori che incidono direttamente su qualità, sostenibilità e competitività delle organizzazioni. Oggi le imprese vengono valutate anche su questo. E i manager non possono restare neutrali.
Partiremo dalla lectio magistralis della Prof.ssa Carla Spinelli – Professoressa Ordinaria di Diritto del Lavoro presso l’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”, tra le principali esperte di tutela antidiscriminatoria, parità di genere e trasformazioni del lavoro, per inquadrare il tema sul piano giuridico.
Ma il punto centrale sarà il confronto tra manager e professionisti, per portare il tema dentro le organizzazioni, tra esperienze reali, criticità e modelli concreti.
Partecipare significa stare dentro una trasformazione che riguarda il modo stesso di fare impresa. E decidere se subirla o guidarla.