Manageritalia Lombardia promuove una comunità manageriale capace di generare valore, confronto e crescita nei territori e nelle imprese.
Il Gruppo 4Giovani dà spazio e voce ai manager più giovani, trasformando networking, formazione ed esperienze condivise in opportunità concrete di sviluppo.
Un laboratorio vivo di idee, competenze e relazioni che prepara oggi la classe dirigente di domani. Mariolina Brovelli passa il coordinamento a Fabrizio Marazzi, un collega da tempo impegnato nel gruppo (foto in alto). Con entrambi parliamo di risultati raggiunti, obiettivi e prospettive di questa community di valore.
Cosa ti ha spinto, all’inizio, a impegnarti attivamente in Manageritalia e in particolare nel Gruppo 4Giovani?
Fabrizio Marazzi: «Ho sempre creduto che la carriera manageriale non sia solo una questione di risultati individuali, ma anche di responsabilità verso la community di cui facciamo parte.
Mi sono avvicinato a Manageritalia perché ho trovato un luogo dove esperienza, confronto e rappresentanza prendono forma concreta.
Nel Gruppo 4Giovani ho visto qualcosa di ancora più speciale: l’opportunità di dare voce a una generazione di manager che vive trasformazioni rapidissime, dall’innovazione tecnologica ai nuovi modelli di leadership.
Mi ha attratto l’idea di contribuire a costruire un ponte tra chi ha già maturato una grande esperienza e chi sta iniziando il proprio percorso professionale».
Mariolina Brovelli: «Ho sempre pensato che l’appartenenza a un’associazione come Manageritalia abbia valore quando si traduce in partecipazione attiva e contributo concreto.
In particolare, il Gruppo 4Giovani mi è sembrato fin da subito il contesto giusto per mettere a disposizione esperienze e competenze professionali in una logica di give-back: restituire parte di quanto ricevuto e contribuire alla crescita dei giovani manager attraverso il dialogo tra generazioni.
Alla base c’era anche un obiettivo più ampio: rendere l’associazione parte attiva di un’iniziativa sociale capace di offrire ai giovani strumenti utili per costruire il proprio futuro e, più in generale, contribuire allo sviluppo del capitale umano del Paese».
In questi anni, nel tuo percorso, qual è stato il momento o il progetto che più ti ha fatto capire il valore di questo impegno?
Fabrizio Marazzi: «Tra le iniziative che porto maggiormente nel cuore c’è sicuramente “Un caffè con il Manager”, un progetto nato durante il periodo della pandemia.
In un momento in cui le relazioni professionali rischiavano di interrompersi, abbiamo creato un appuntamento virtuale mattutino durante il quale intervistavo manager e leader aziendali su temi di attualità, innovazione e sviluppo della leadership, offrendo uno spazio di confronto e condivisione aperto a tutta la nostra comunità.
Il successo dell’iniziativa ci ha dimostrato quanto fosse forte il bisogno di connessione e di scambio autentico.
Con il ritorno alla normalità, quel format si è evoluto naturalmente in “Uno spritz con il Manager”, una serie di incontri itineranti in presenza che hanno ampliato il numero e la varietà degli ospiti, affiancando al momento di confronto un aperitivo dedicato al networking.
Oggi abbiamo superato la decima edizione e coinvolto oltre 500 dirigenti, creando una rete sempre più viva e partecipata».
Mariolina Brovelli: «In dieci anni, molti momenti e iniziative del Gruppo hanno confermato la coerenza della sua missione. Il valore del Gruppo 4Giovani è emerso soprattutto nella capacità di ascoltare i bisogni dei giovani manager e trasformarli in progetti concreti. Tra i progetti più significativi ce ne sono due di cui sono particolarmente orgogliosa.
Il primo è “Meet the Manager”, nato nel 2016 in collaborazione con IULM: un incontro di orientamento rivolto agli studenti laureandi che ha contribuito a diffondere la cultura manageriale attraverso testimonianze aziendali concrete.
I nostri associati raccontano cosa significhi ricoprire un ruolo manageriale nelle diverse funzioni aziendali, quali competenze siano necessarie e quali sfide si affrontino ogni giorno. Un format che è diventato anello di congiunzione tra mondo accademico e quello del lavoro.
Il secondo progetto, più recente, è il Premio dedicato ai giovani manager under 50: una categoria inserita per la prima volta nel prestigioso “Premio dell’Eccellenza” di Manageritalia, che sarà celebrato il prossimo 20 ottobre a Milano.
È un riconoscimento pensato per valorizzare modelli ispirazionali e premiare giovani manager di talento che si sono distinti per progetti di innovazione, cambiamento e crescita delle PMI. Al tempo stesso, è un’occasione per dare visibilità a una nuova classe dirigente di associati, capace di affrontare con coraggio e consapevolezza le sfide del presente e del futuro».
Se dovessi sintetizzare in una parola o in un’immagine, cosa vuoi costruire per i giovani manager?
Fabrizio Marazzi: «Direi connessioni, perché nessun manager cresce da solo. Le competenze sono fondamentali, ma sono le connessioni tra persone, idee, esperienze e generazioni che accelerano davvero la crescita professionale».
E tu cosa lasci?
Mariolina Brovelli: «L’immagine che lascio è quella di un “think tank”: un incubatore vivo di idee, relazioni e competenze, nato per osservare il presente, comprenderne le trasformazioni e anticipare i trend futuri del lavoro, in Italia e a livello internazionale.
Il Gruppo è diventato un canale di ascolto dei bisogni emergenti e dell’evoluzione della professione manageriale e delle alte professionalità. Allo stesso tempo, rappresenta un ponte con il mondo accademico, le istituzioni e mondo del lavoro».
Qual è, secondo te, il bisogno più urgente dei giovani manager oggi e come il Gruppo 4Giovani può rispondere in modo concreto?
Fabrizio Marazzi: «Credo che il bisogno più urgente sia trovare punti di riferimento credibili in un contesto che cambia continuamente. Manageritalia offre molto su questo aspetto. Oggi ai giovani manager non manca l’accesso alle informazioni, ma, spesso, l’accesso alle esperienze.
Il Gruppo 4Giovani può rispondere creando occasioni concrete di networking qualificato, mentoring, confronto intergenerazionale e sviluppo delle competenze, aiutando i giovani manager a trasformare il potenziale in leadership».
Mariolina Brovelli: «I giovani manager si muovono in un contesto professionale sempre più complesso, veloce e competitivo: per crescere hanno bisogno di orientamento, confronto e strumenti efficaci.
In questo senso, la forza della rappresentanza di Manageritalia, sostenuta da un contratto solido e da tutele concrete, sono valori e pilastri fondamentali. Il Gruppo 4Giovani risponde a questo bisogno offrendo opportunità di confronto di esperienze, orientamento e mentoring, permettendo di divenire leader più consapevoli».
A livello personale e professionale, cosa vi ha dato e vi sta dando questa esperienza che difficilmente avreste trovato altrove?
Fabrizio Marazzi: «Mi ha insegnato a guardare oltre il mio ruolo aziendale. Nella vita professionale siamo spesso focalizzati sui risultati, sulle priorità e sulle sfide della nostra organizzazione.
Attraverso questa esperienza ho avuto la possibilità di confrontarmi con professionisti provenienti da settori, percorsi e punti di vista molto diversi, ampliando enormemente la mia prospettiva. Sul piano personale mi ha dato qualcosa di ancora più prezioso: la consapevolezza che generare valore per gli altri è una forma di leadership tanto importante quanto raggiungere un obiettivo di business».
Mariolina Brovelli: «Manageritalia mi ha dato la possibilità di confrontarmi con una comunità di manager con un trascorso professionale diversificato, accomunata dalla volontà di condividere competenze, esperienze e valori.
Sul piano professionale ha ampliato la mia visione, mi ha permesso di costruire relazioni di qualità e mi ha offerto l’opportunità di contribuire a progetti con un impatto concreto.
Sul piano personale, invece, è stata un’esperienza di forte arricchimento umano, fatta di relazioni, dialogo e condivisione».
Se non esistesse Gruppo 4Giovani, cosa mancherebbe davvero ai giovani manager oggi e cosa, invece, il sistema non sta ancora facendo abbastanza per loro?
Fabrizio Marazzi: «Mancherebbe uno spazio autentico di confronto tra pari e tra generazioni. Un luogo in cui confrontarsi non per competere, ma per crescere insieme. Un contesto dove condividere dubbi, aspirazioni, opportunità e visioni sul futuro del management e dove valorizzare i giovani talenti come protagonisti».
Mariolina Brovelli: «Senza il Gruppo 4Giovani mancherebbe uno spazio dedicato all’ascolto, all’orientamento e al coinvolgimento dei giovani manager fin dal loro ingresso in Associazione.
Per questo servono iniziative mirate: eventi di welcome, momenti di speed date per conoscersi e fare networking, e programmi di reverse mentoring capaci di superare la gerarchia tradizionale e favorire uno scambio di competenze bidirezionale e intergenerazionale.
Progetti e attività pensati per far sentire i giovani manager parte di una comunità e valorizzarne pienamente il contributo».
Guardando ai prossimi anni, che tipo di comunità e di impatto vorresti costruire per i giovani manager attraverso Gruppo 4Giovani?
Fabrizio Marazzi: «Vorrei costruire una comunità sempre più aperta, inclusiva e orientata all’azione. Una comunità capace di accompagnare i giovani manager nelle diverse fasi della loro crescita professionale, mettendo a disposizione relazioni, competenze e opportunità. Ma, soprattutto, una comunità che sappia generare impatto: nelle aziende, nei territori e nella società.
L’ambizione è che Gruppo 4Giovani diventi un punto di riferimento per chi vuole non solo fare il manager, ma interpretare il management come uno strumento per creare innovazione, sviluppo e valore per le persone. Perché il futuro non si aspetta: si costruisce insieme».
Mariolina Brovelli: «Come ha ricordato il nostro presidente Marco Ballarè durante l’ultima Assemblea: “Un’organizzazione che non sa rinnovarsi, prima o poi si indebolisce. Un’organizzazione che costruisce ricambio, invece, costruisce continuità”.
È con questo spirito che ho scelto di passare il testimone del coordinamento del gruppo a Fabrizio Marazzi, membro attivo del gruppo da tempo. Sono certa che saprà costruire il futuro del Gruppo 4Giovani con nuove idee, entusiasmo e competenze, accrescendone il valore con responsabilità e spirito di servizio.
Perché il cambiamento non accade da solo: lo guidano manager capaci di trasformare la visione in azione».