IA: tutela dei lavoratori e decisore umano

I decreti attuativi approvati in esame preliminare dal CdM ribadiscono l'approccio antropocentrico all'uso dell'IA, le tutele per i lavoratori e il divieto di decisioni esclusivamente automatizzate
AI

I due schemi di decreti legislativi sull’IA, approvati in via preliminare dal Consiglio dei Ministri del 10 giugno scorso, contengono importanti disposizioni in ambito lavoro e decisioni automatizzate.

I decreti attuativi ribadiscono l’approccio antropocentrico all’uso dell’IA: la diffusione dell’innovazione tecnologica va sostenuta e promossa, ma governata, garantendo il rispetto dei diritti fondamentali (significativo è il richiamo nel Comunicato Stampa del CdM all’enciclica Magnifica Humanitas di Papa Leone XIV).

Ricordiamo che la Legge 132/2025 (a cui abbiamo dedicato diversi articoli del nostro focus, tra cui Entrata in vigore della legge sull’IA, Obblighi informativi datori e committenti), prevede all’articolo 11, che:

  • l’IA è utilizzata per migliorare le condizioni di lavoro, tutelare l’integrità psicofisica dei lavoratori, incrementare la qualità delle prestazioni e la produttività delle persone;
  • l’impiego deve essere sicuro, affidabile, trasparente, non porsi in contrasto con la dignità umana, né violare la riservatezza dei dati personali;
  • i datori, o i committenti, devono informare i lavoratori sull’utilizzo dell’IA nei casi e modi normativamente previsti;
  • deve essere garantita l’osservanza dei diritti inviolabili dei lavoratori e l’assenza di discriminazioni.

In particolare, come è dato leggere nel Comunicato Stampa del Consiglio dei Ministri n. 177 del 10 giugno 2026 relativo ai decreti attuativi, è previsto che:

  • le decisioni che riguardano le varie fasi del rapporto di lavoro (costituzione, modifica, risoluzione, provvedimenti disciplinari, licenziamenti) devono essere assunte dall’uomo e non possono essere demandate esclusivamente a procedure automatizzate;
  • il datore deve adempiere agli obblighi informativi nei confronti dei lavoratori prima di avviare il trattamento con sistemi di IA;
  • il lavoratore ha diritto a una motivazione intelligibile relativa alla decisione assunta nei suoi confronti, che indichi l’eventuale impatto del sistema automatizzato sul processo decisionale;
  • resta fermo il diritto di accesso ai dati;
  • è nullo il licenziamento comminato in violazione del divieto di decisione esclusivamente automatizzata.

Alle disposizioni che riguardano i professionisti abbiamo dedicato l’articolo del focus giuridico “Decreti IA: equo compenso e formazione”.

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