Stefano De Martin, presidente Manageritalia Friuli Venezia Giulia e project leader nazionale AI & Digitalizzazione
Negli ultimi anni l’intelligenza artificiale è uscita dall’ambito strettamente tecnologico per affermarsi come una questione economica, sociale e organizzativa di primo piano. Se in una prima fase l’attenzione si è concentrata sull’adozione delle soluzioni e sulle opportunità di efficienza, oggi il cuore del dibattito riguarda il modello di lavoro e di impresa che l’IA contribuisce a generare.
Non siamo di fronte a una semplice innovazione, ma a un cambiamento strutturale dell’ambiente in cui le organizzazioni operano e le persone lavorano. Un contesto nuovo che chiama in causa responsabilità manageriali, scelte organizzative e visioni di sviluppo di lungo periodo.
Il contesto normativo e istituzionale
Parallelamente, anche il dibattito pubblico e istituzionale si è progressivamente strutturato. A livello europeo, l’AI Act ha introdotto un primo quadro regolatorio, individuando proprio il lavoro come uno degli ambiti a maggior rischio. A livello nazionale, le linee guida e le iniziative del ministero del Lavoro stanno orientando un modello di adozione umano-centrico, fondato su trasparenza, supervisione e responsabilità.
Il ruolo di Manageritalia
È in questo scenario che si colloca il posizionamento di Manageritalia. Nel proprio Piano operativo, l’Associazione ha individuato nell’“AI & Digitalizzazione” uno dei temi e degli obiettivi fondativi, costituendo anche gruppi di lavoro sinergici in tutte le associazioni territoriali.
L’obiettivo è coinvolgere attivamente i manager e portare sui territori un contributo concreto allo sviluppo e all’adozione consapevole di un fattore economico e sociale ormai determinante. Manageritalia interpreta l’intelligenza artificiale non solo come una leva di innovazione tecnologica, ma come fattore di trasformazione del lavoro, della managerialità e delle organizzazioni.
L’IA non è neutra: può rafforzare logiche di controllo e dipendenza, oppure abilitare autonomia, responsabilità e qualità del lavoro. Per questo, il tema centrale non è l’adozione in sé, ma il governo dei suoi impatti.
Le attività e il percorso di lavoro
Nel corso del 2025, il gruppo di lavoro sull’intelligenza artificiale ha sviluppato attività di analisi, confronto e contributo in diversi contesti, anche in raccordo con iniziative a livello confederale e istituzionale, da Cida al Cnel, fino all’ambito europeo.
Il lavoro si è concentrato in particolare su tre dimensioni: il rapporto tra IA e lavoro; il ruolo del management nella guida dell’innovazione; le implicazioni etiche e organizzative dell’adozione dell’intelligenza artificiale.
Un percorso che ha coinvolto manager, esperti e stakeholder, contribuendo a costruire una base solida di riflessione e posizionamento, che ci vedrà anche protagonisti della predisposizione del Libro bianco di Manageritalia sull’IA.
Una visione umano-centrica
L’approccio di Manageritalia si fonda su una visione chiara: l’intelligenza artificiale deve essere orientata allo sviluppo della persona e alla qualità del lavoro. In questa prospettiva, diventa centrale il ruolo del manager, chiamato non solo a introdurre nuove tecnologie, ma a guidare culturalmente l’innovazione, assumendosi una responsabilità organizzativa ed etica.
Le tre direttrici strategiche
1. Lavoro
L’IA sta modificando contenuti, tempi e modalità del lavoro. Se da un lato riduce l’esecutività, dall’altro pone il rischio di nuove forme di controllo e perdita di senso. Manageritalia promuove un modello in cui l’IA diventi leva per aumentare qualità e autonomia, valorizzare le competenze e sostenere un’evoluzione positiva del lavoro.
2. Managerialità
Il manager è il vero punto di snodo della trasformazione: non un semplice utilizzatore di tecnologie, ma il soggetto che decide come integrarle nelle organizzazioni. Serve una leadership capace di governare l’innovazione, bilanciare efficienza e valore umano e assumere responsabilità nelle scelte organizzative.
3. Sistema e policy
L’intelligenza artificiale richiede un quadro di regole e indirizzi chiaro. Manageritalia si propone come interlocutore attivo nel dialogo con istituzioni e stakeholder per promuovere un approccio umano-centrico, sostenere politiche di formazione e reskilling ed evitare derive di utilizzo distorto o esclusivamente estrattivo dell’IA.
Una sfida di modello di sviluppo
Per Manageritalia, l’intelligenza artificiale non è solo una sfida tecnologica, ma una sfida di modello di sviluppo. La posta in gioco non è se adottare l’IA, ma la qualità del lavoro, delle organizzazioni e della società che vogliamo costruire. Il contributo del management sarà decisivo per orientare questa trasformazione.