Nonostante gli ingenti investimenti in intelligenza artificiale da parte delle aziende, i risultati stentano ad arrivare. Secondo un’indagine del National Bureau of Economic Research (NBER), che ha campionato oltre 6.000 dirigenti in Stati Uniti, Regno Unito, Australia e Germania, non sembra che sia stato registrato alcun guadagno di produttività direttamente connesso all’uso dell’intelligenza artificiale. L’adozione dell’IA è in crescita, ma gli effetti concreti sui risultati aziendali richiedono ancora tempo per manifestarsi.
La situazione in Italia
Secondo la Confindustria Labour Survey 2025, il quadro complessivo in Italia è piuttosto intricato. Infatti, solo l’11,5% delle aziende ha optato per soluzioni di intelligenza artificiale. Il 37,5%, invece, è in fase di valutazione. I 118 ceo italiani intervistati da PwC sono invece ottimisti in merito al potenziale dell’intelligenza artificiale e affermano che i ritardi nell’adozione della stessa possono compromettere i risultati nel breve termine.
I ceo italiani sembrano quasi mostrare preoccupazione verso il cambiamento tecnologico, i rischi informatici e l’instabilità macroeconomica. Il 68% delle imprese italiane non integra ancora l’IA, contro il 53% nel resto del mondo.
In questo contesto di transizione, molte aziende continuano ad affiancare all’innovazione digitale strumenti di comunicazione più tangibili, come la stampa professionale, per mantenere un contatto diretto ed efficace con il pubblico. Anche realtà come HelloPrint si inseriscono in questa evoluzione, offrendo soluzioni che integrano fisico e digitale e che contribuiscono a costruire una comunicazione più completa e multicanale.
Riprendere il controllo della presenza comunicativa
Il paradosso dei giorni nostri è che più le aziende investono nell’intelligenza artificiale, più emergono i limiti di ciò che è immateriale, automatizzato, impersonale. Secondo molti ceo italiani, ciò che manca sono le skill nel campo, oltre alla fatica nel trasferire le conoscenze, dubbi sui ritorni economici effettivi e paure legate alla sicurezza.
In questo senso, le campagne che integrano stampa e digitale aumentano il brand recall del 40% rispetto all’utilizzo di un singolo canale comunicativo possono essere supportate da aziende certificate come HelloPrint.
IA e sovraccarico informativo
Secondo uno studio di Harvard Business Review condotto su 1.488 lavoratori americani sembra che l’IA invece di semplificare il lavoro lo complichi, causando problemi di concentrazione, decisioni più lente e saturazione cognitiva.
Chi supervisiona gli strumenti IA impiega uno sforzo mentale in più del 14%, registra il 12% in più di affaticamento e il 19% di sovraccarico informativo. Quando, però, l’IA si utilizza per eliminare compiti ripetitivi e semplici, il rischio di burnout si riduce del 15%. L’IA può alleviare l’esaurimento emotivo ma può incrementare quello cognitivo.
La comunicazione stampata, invece, non richiede supervisione costante da parte del destinatario, non compete con un flusso instancabile di informazioni. In un contesto di AI brain fry diffuso, uno stampato raggiunge il destinatario nel momento in cui deve prendere una scelta e il digitale ha saturato la sua attenzione.
Se da un lato l’intelligenza artificiale è in grado di creare l’intenzione, identificando la finestra temporale più consona per un contatto incisivo, dall’altro il materiale stampato la consolida e continua a lavorare per il brand senza che il brand debba fare più nulla.
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