Paolo Fumo, Direttore Commerciale di CNP Assicura
Da anni, la società italiana è attraversata da un cambiamento strutturale: viviamo più a lungo, ma con equilibri familiari più fragili. Due dinamiche che, intrecciandosi, stanno ridefinendo bisogni, rischi e priorità economiche.
I dati raccontano una trasformazione già in atto, caratterizzata da una popolazione che invecchia rapidamente, famiglie sempre meno numerose e un numero crescente di persone che vivranno da sole.
Entro il 2040, infatti, gli over 65 rappresenteranno circa il 32,5% della popolazione italiana, destinato a salire al 34,5% nel 2050.
Parallelamente, i nuclei mono-componente raggiungeranno i 10 milioni di persone. Questa evoluzione aumenta il rischio economico individuale: con reti familiari più deboli, la protezione diventa sempre più una responsabilità del singolo.
Ma cresce anche la complessità dell’organizzazione delle famiglie pluri-componente. È sempre più probabile, infatti, che nel futuro i nostri figli non lavoreranno nella città di origine, magari trovando opportunità di crescita all’estero e indebolendo, di fatto, il welfare familiare, che da sempre è considerato la base della protezione delle persone fragili e/o anziane del nostro Paese.
Inoltre, vivere più a lungo non significa necessariamente vivere meglio: l’allungamento della vita può infatti accompagnarsi a maggiori esigenze di assistenza, in un contesto in cui il sistema pubblico potrebbe faticare sempre di più a sostenere le famiglie, tra pensioni più contenute e un welfare progressivamente più limitato.
La longevità non è, quindi, solo una questione demografica, ma un rischio finanziario e sociale che deve essere gestito. Le famiglie anziane sostengono una spesa media mensile di circa 2.300 euro, di cui oltre 1.700 assorbiti da casa e salute, equilibrio che lascia margini molto limitati per imprevisti sanitari o assistenziali. Nonostante la crescente attenzione al fenomeno, esiste ancora un divario tra consapevolezza e azione.
Se da un lato si parla sempre più spesso di longevity, dall’altro le decisioni concrete di pianificazione rimangono limitate. Questo accade anche per effetto di bias comportamentali ben noti, come la tendenza a sottovalutare i rischi di lungo periodo, a rimandare le scelte o a privilegiare il presente rispetto al futuro.
È ciò che – utilizzando un’immagine di impatto – mi piace definire il “rinoceronte” della longevità: un pericolo visibile, che avanza in modo prevedibile e inarrestabile, ma che troppo spesso viene ignorato, fino ad arrivare all’azzeramento della distanza che ci separa da esso.
Dal punto di vista assicurativo, la risposta esiste già. Il settore nasce, per sua natura, per gestire il lungo termine e offrire soluzioni a eventi incerti ma altamente impattanti.
Strumenti come le rendite, le soluzioni di decumulo, le coperture Long Term Care o le polizze per malattie gravi rappresentano risposte concrete al rischio di longevità, perché consentono di trasformare il patrimonio in flussi di reddito stabili e di proteggere l’autonomia economica anche nelle fasi più delicate della vita.
A questi si affiancano gli strumenti di previdenza complementare e i piani di accumulo, che permettono di costruire nel tempo risorse aggiuntive rispetto a una pensione pubblica destinata a essere sempre più contenuta.
Il punto, quindi, non è tanto l’offerta, quanto la capacità di utilizzarla in modo coerente. Proprio per questa ragione, il ruolo della consulenza diventa centrale per accompagnare le persone in un percorso di comprensione e di scelta consapevole, aiutandole a leggere i propri bisogni e a prendere decisioni informate.
Anche per questo, CNP Assicura ha scelto di investire significativamente nell’educazione finanziaria come strumento di riduzione del gap tra sapere e agire.
Nel 2025 abbiamo lanciato CNP Education, una piattaforma di contenuti accessibili sulle principali soluzioni assicurative, e siamo presenti anche nelle università, perché la pianificazione finanziaria di lungo periodo va avviata prima possibile.
Infine, abbiamo investito tempo e risorse anche per triplicare, in tre anni, la nostra presenza dedicata ad attività formative presso le nostre Reti di Consulenti.
Crediamo che la sfida della longevità possa diventare un’opportunità se affrontata attraverso un approccio proattivo. Serve anticipare i bisogni, costruire soluzioni nel tempo e adottare una visione che tenga insieme protezione, investimento e previdenza.
La ricetta è semplice, almeno nei principi: imparare, muoversi per tempo e decidere, scegliendo di proteggere il proprio futuro con strumenti in grado di garantire stabilità e continuità nel tempo.