Voci dai territori: intervista a Roberto Ruocco

Associate e associati raccontano le assemblee e il loro rapporto con l'Associazione. Oggi parliamo con Roberto Ruocco, amministratore delegato Lindbergh Hotels

Che “takeaway” ti porti a casa dall’assemblea?

Mi porto a casa una maggiore consapevolezza delle sfide che abbiamo davanti come manager, alcuni spunti concreti per la mia attività professionale e il valore del confronto con gli altri associati, che mi arricchisce ogni volta.

Mi porto a casa un’associazione viva, che investe molto nella formazione e nell’inserimento della nuova classe dirigenziale.

Mi porto a casa un’associazione in salute anche dal punto di vista economico-finanziario, che ci permette di affrontare le sfide con più serenità.

 Che rapporto hai con Manageritalia?

Per me Manageritalia è una comunità professionale che offre occasione di confronto, crescita e rappresentanza. Il mio rapporto con l’associazione si è costruito e consolidato attraverso la partecipazione (per quanto mi è possibile, essendo ancora un dirigente in attività) e le relazioni sviluppate nel tempo.

 Partendo dalla tua esperienza attuale, cosa e come deve mettere in campo un manager per guidare le trasformazioni in atto?

Per guidare le trasformazioni in atto, un manager deve prima di tutto saper leggere il cambiamento, anticipandone gli effetti sul business, sulle persone e sulle competenze. Non basta gestire l’operatività: serve una visione chiara della direzione da prendere.

A mio avviso occorre mettere in campo tre elementi fondamentali: competenze, investendo nella formazione continua; tecnologia, utilizzando l’innovazione e l’intelligenza artificiale come leve di crescita; cultura, coinvolgendo le persone e creando fiducia nei processi di cambiamento.

Oggi la leadership non consiste nel dare tutte le risposte, ma nel creare le condizioni affinché l’organizzazione sappia adattarsi. La vera sfida non è gestire il cambiamento, ma guidarlo. E per farlo servono visione, coraggio decisionale e capacità di valorizzare le persone. La tecnologia accelera la trasformazione, ma sono le persone a renderla possibile

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