Che “takeaway” ti porti a casa dall’assemblea?
I lavori dell’assemblea si sono concentrati su varie tematiche ma uno in particolare credo sia fondamentale e riguarda la necessità di contrastare la “sottomanagerializzazione” del tessuto economico locale per garantire la tenuta delle imprese di fronte alle sfide tecnologiche e demografiche. Il Trentino infatti è rappresentato da una stragrande maggioranza di microimprese e la figura del manager è di gran lunga inferiore rispetto alla media europea. Questa caratteristica è effettivamente un “limite non solo dimensionale” che frena l’innovazione e il salto di qualità necessario per competere sui mercati internazionali. È quindi necessario dare spazio alla figura del manager per rispondere alla rapidità della transizione digitale e ai repentini cambiamenti che l’AI impone.
Che rapporto hai con Manageritalia?
Sono un associato e considero l’organizzazione un partner importante per noi manager, sia per i momenti di confronto e di condivisione che vengono organizzati sul territorio sia per la capacità di affiancare le esigenze del manager attraverso i servizi di welfare e previdenza integrativa. Il mio è un rapporto diretto con la sede di Trento, che con grande disponibilità è sempre pronta a supportare le richieste di supporto nella gestione delle pratiche ed a garantire un costante aggiornamento sui servizi erogati. È ovviamente molto apprezzato l’impegno dell’associazione nel difendere il potere d’acquisto attraverso il rinnovo contrattuale del Terziario, ma ciò che ho trovato nei vari momenti di incontro è la possibilità di confrontarsi e far parte di un network che aggrega manager che gestiscono la complessità e l’innovazione tecnologica.
Cosa deve fare un manager per guidare le trasformazioni?
Dal mio punto di vista per guidare il cambiamento oggi, un manager deve agire sull’intuito per valorizzare ciò che l’AI non può garantire, una leadership più umana che metta al centro la valorizzazione delle persone e che guardi alle nuove tecnologie come strumenti di accelerazione del business e non come strumenti che possano scegliere al posto nostro. Questo si traduce nel saper coordinare team multigenerazionali e utilizzare tutte le leve a disposizione per trattenere i talenti in un mercato e in un periodo in cui la fidelizzazione delle persone non può essere data per scontata.