l nuovo concetto di salute emerso dopo la pandemia, associato all’invecchiamento della popolazione e al costante “affanno” del Servizio sanitario nazionale, sta definendo nuove esigenze e riordinando le priorità degli iscritti. I nuovi bisogni sanitari stanno trasformando sempre di più il paradigma dell’assistenza: dalla mera “cura delle condizioni acute” a un concetto più ampio e olistico, il “benessere socio-sanitario”.
Un fondo in evoluzione
Il Fasdac sta attraversando una fase di profonda trasformazione, guidata dalla volontà di rispondere in modo tempestivo ed efficace all’evoluzione del sistema sanitario e ai bisogni dei propri assistiti. In questo contesto vanno considerate anche le innovazioni mediche e tecnologiche che si susseguono con crescente rapidità.
Il Fondo ha così scelto di adottare un approccio dinamico e proattivo, volto a privilegiare la qualità e a integrare progressivamente nella propria offerta le migliori pratiche sanitarie e socio-sanitarie.
Da questa scelta derivano prestazioni più avanzate, percorsi diagnostici e terapeutici più completi e ambiti di intervento più ampi. Un’evoluzione che mantiene il proprio baricentro su coperture sanitarie ad alta intensità di tutela, basata sui valori fondanti della sanità integrativa: mutualità e solidarietà, ma che implica anche costi crescenti.
Le sfide da affrontare
La sfida, dunque, è trovare il giusto equilibrio tra i molteplici fattori che osserviamo quotidianamente e le azioni da mettere in campo: una domanda che cresce, per effetto dell’arretramento del Ssn, che ha comportato un aumento del 21% di pratiche in due anni (vedi grafico 1); nuovi ambiti di intervento richiesti dall’invecchiamento della popolazione, che hanno portato in quattro anni a una spesa quasi triplicata per prestazioni socio-sanitarie (vedi grafico 2); l’importanza “strategica” di particolari ambiti sanitari, come la prevenzione, oggi articolata su 11 moduli, e la genomica, con 31 pannelli, per anticipare la gestione di cronicità e patologie gravi e consentire la medicina di precisione (vedi grafico 3); la vicinanza nelle fasi più delicate della vita, con il rimborso di oltre 4.000 prestazioni per neoplasie, di cui il 50% per forme maligne, e la recente introduzione del progetto Genitorialità (vedi grafico 4); la ricerca di cure e servizi di eccellenza, con il perfezionamento negli ultimi due anni di nuove convenzioni con Irccs.
Innovazione e sostenibilità: un equilibrio necessario
Un approccio che coniuga innovazione, tutela e sostenibilità, con l’obiettivo di continuare a garantire elevati standard qualitativi, mantenendo la tenuta del sistema e rafforzando il ruolo di pilastro della protezione sanitaria per i dirigenti e le loro famiglie.
In questo scenario, si rende necessaria una gestione delle risorse sempre più attenta e selettiva.
Da un lato, a partire dal 1° gennaio 2027, è prevista una razionalizzazione mirata della spesa in alcuni ambiti, senza alterare il “valore” complessivo delle prestazioni (vedi il box a fianco e opuscolo allegato a questo numero della rivista).
Dall’altro, potrebbe rendersi necessario un futuro adeguamento della contribuzione, in linea con l’evoluzione dei bisogni degli assistiti e con l’andamento dei costi complessivi della sanità.
Garantire valore nel lungo periodo
Un equilibrio delicato ma necessario per continuare a garantire, nel tempo, un sistema solido, equo e capace di offrire agli assistiti di qualsiasi età il giusto sostegno in risposta ai bisogni di cura di diversa complessità.




