Al vasto e complesso tema dell’inclusione – di grande attualità e importanza, rispetto al quale anche la scuola è sollecitata a riflettere e ragionare – è stato dedicato un convegno promosso da Manageritalia Piemonte e Valle d’Aosta e SAFA – Istituto scolastico “Sacra Famiglia” di Torino: organizzato dagli studenti delle classi quarte e quinte del Liceo Scientifico e Liceo Economico Sociale (LES), si è svolto nei locali della scuola in via Rosolino Pilo 24 giovedì 15 ottobre scorso e ha visto la partecipazione della consigliera del Consiglio regionale del Piemonte Laura Pompeo che, a conclusione di un’intensa mattinata, ha preso la parola dopo aver ascoltato gli interventi dei ragazzi.
Nei loro saluti istituzionali il presidente di Manageritalia Piemonte e Valle d’Aosta, Alfredo Lanfredi e la vicepresidente Loredana Faccincani rivolgendosi alla platea dei ragazzi, hanno voluto sottolineare: “Portare la nostra esperienza ai giovani è tra i principali obiettivi di Manageritalia e riteniamo che riuscire a trasmettere in modo efficace le nostre competenze, anche professionali, sia una delle nostre primarie responsabilità perché voi siete il nostro futuro. “La tematica scelta per questo convegno è perfettamente in linea con uno dei temi fondativi di Manageritalia, che è proprio la diffusione tra i manager della cultura della diversità e dell’inclusione. In tal senso, sappiamo a che punto ci troviamo in fatto di inclusione e parità ma le prospettive future e i passi ancora da compiere su questo fronte dipendono dal lavoro che facciamo insieme a voi oggi e, soprattutto, dal vostro impegno e da quello che farete voi domani”.
In apertura i docenti Alberto Tosa e Marcella Baiunco hanno spiegato: “E’ un appuntamento importante perché l’inclusione è un elemento fondamentale nel nostro percorso. Nessuno deve essere considerato un numero nel cammino verso una società più equa e solidale. L’intento di oggi è metterci in dialogo”.
Finalità e obiettivi dell’evento, intitolato “Inclusione a 360°. Prospettive a confronto”: sensibilizzare, informare, avviare riflessioni, dibattito e confronto tra studentesse e studenti SAFA ed esperti su questo tema, visto nelle sue possibili declinazioni, lasciando spazio agli studenti di presentare le loro idee in modo organico e strutturato attraverso interventi preparati con i docenti, secondo la chiave di lettura dei ragazzi su questo tema, sempre aperto e costantemente in evoluzione. I docenti, come tutor e guide, hanno agevolato la riflessione e l’emersione dei punti dei vista dei ragazzi. Cosa significa inclusione? I nostri gruppi sociali sono inclusivi? Quali pratiche favoriscono o ostacolano l’inclusione? Quali sono le nostre esperienze? Quali prospettive emergono dal mondo scientifico e culturale, quali dal mondo del lavoro e quali dalle nuove tecnologie?
Domande a cui si è cercato di dare risposte con tre interventi, articolati, ben documentati e argomentati, e ricchi di contenuti: i ragazzi, nelle vesti di relatori, davanti ai loro compagni di tutte le classi, dalle prime alle quinte, hanno trattato il concetto di inclusione in diversi ambiti con il coordinamento dei loro insegnanti Alessandro Ravelli, Giulio Acuto e Marcella Baiunco.
Le menti dimenticate della scienza. Donne che hanno cambiato la scienza dal 1886 a oggi
Invenzioni e scoperte che hanno cambiato il mondo, donne spesso dimenticate dalla storia e il loro contributo alla scienza e alla tecnologia. Da Mary Anderson, inventrice del tergicristallo, a Margaret Hamilton, pionier dell’ingegneria del software. Nove profili accomunati dall’esclusione (discriminazioni, difficoltà nell’accesso agli studi e alla ricerca) dal riconoscimento tardivo, dalle coperte ignorate, meriti non attribuiti e premi arrivati dopo molti anni ma anche dalla determinazione, dalla curiosità, perseveranza e capacità di superare gli ostacoli.
L’architettura dell’inclusione, come leva dello sviluppo aziendale – Cosa significa gestire la diversità in ambito lavorativo
La diversità comprende le differenze e le somiglianze tra le persone: genere, origine etnica, età, disabilità, religione e orientamento sessuale, ma anche istruzione, esperienza, professione e situazione familiare. Riguarda il personale, i clienti, i fornitori e gli altri soggetti che entrano in relazione con l’impresa. Il Diversity Management è un processo consapevole e strategico che riconosce queste differenze e le valorizza per migliorare l’organizzazione. Richiede un ambiente di fiducia, rispetto e pari opportunità e coinvolge tutti i livelli aziendali: direzione, risorse umane, marketing, ricerca, prodotti e servizi. La presenza di persone diverse, da sola, non garantisce inclusione né risultati positivi.
L’inclusività lavorativa non è soltanto una questione etica, ma anche una strategia organizzativa. Un’azienda inclusiva cerca di valorizzare le capacità di ogni persona, garantendo condizioni eque e rimuovendo gli ostacoli che impediscono a qualcuno di partecipare pienamente alla vita lavorativa. L’obiettivo è creare un ambiente in cui le differenze siano rispettate e ogni lavoratore possa contribuire al successo dell’organizzazione.
L’inclusione con l’intelligenza artificiale
Un approfondito esame dell’applicazione dell’IA nei vari ambiti, in particolare quello della comunicazione e l’analisi dei rischi e delle criticità. Perché, tra l’altro, si verifica la “falsa inclusone”? Il fenomeno è dovuto principalmente alla mancanza di dati nei dataset, alla cooperazione senza risposte certe, all’errata interpretazione del contesto.
Non c’è nulla che sia ingiusto quanto far parti uguali fra disuguali
don Lorenzo Milani, Lettera a una professoressa, 1867
“Occupandomi anche di pari opportunità e di parità di genere, l’intervento sulle donne di scienza mi interessa particolarmente – ha esordito la consigliera regionale Laura Pompeo, che si è complimentata, oltre che per il lavoro di ricerca, per l’esposizione e la capacità di raccontare – Avete messo in luce il loro ruolo anche attraverso figure poco note. Grazie anche per la contestualizzazione rispetto alle aziende. So che questa scuola ha una tradizione importante nel rapporto con le imprese e con la SAA state facendo un percorso in questo senso. Mi complimento anche per il contributo sull’intelligenza artificiale: come avete ben evidenziato vi, che con queste tecnologie ci siete nati e cresciuti, bisogna saperle usare, non dobbiamo essere usati. Sappiamo quanto certi mezzi possano essere pericolosi, deve esserci sempre la massima attenzione. Ci deve essere anche perché aiuta a far crescere, come diceva una delle ultime slide, il senso critico, perché viviamo in un’epoca storica in cui le informazioni sono una messe infinita e spaventosa. Dobbiamo quindi imparare a orientarci, un passaggio che ci aiuta a fare la scuola, attraverso l’apprendimento e la crescita del senso critico”. E ha proseguito: “Il contrario di inclusione è esclusione. Cerchiamo di non rimanere esclusi. L’esclusione deriva dal non mettere il nostro pensiero, la nostra individualità, il nostro giudizio rispetto in quello che ci viene presentato. E’ indispensabile avere un nostro punto di vista personale, che non si forma con l’intelligenza artificiale, che tutti usiamo e va benissimo ma dobbiamo usarla con discernimento. Guardando al Piemonte, è la regione più estesa d’Italia e con il maggior numero di comuni, quasi 1200, di cui oltre 700 segnalati dall’Osservatorio Culturale del Piemonte come desertificati dal punto di vista culturale. Significa che in più della metà dei nostri comuni c’è carenza o assenza di scuole, biblioteche, cinema, teatri. E’ un altro tipo di esclusione che ci coinvolge tutti. Chi vive nelle aree interne, nei piccoli paesini in zone poco raggiungibili subisce altre forme di esclusione: ci sono ragazzi come voi, che certamente non hanno la possibilità di ottenere dei servizi di cui voi usufruite. Per fortuna internet ci consente tutta una serie di attività ma, anche sulla base di quello che avete fatto osservare, questo non è sufficiente. Riporto il pensiero di don Lorenzo Milani: “Non c’è nulla che sia ingiusto quanto far parti uguali fra disuguali”. Anche questa frase ci parla di inclusione. Ve lo lascio come elemento di riflessione sulle varie forme di discriminazione che avete citato, sociali, economiche, di genere, dovute alla disabilità, alla provenienza geografica e di cui tutti i giorni sentiamo parlare. E ritengo che nel grandissimo tema dell’inclusione ci dobbiamo inserire innanzitutto attraverso il rispetto”. In conclusione, e portando i saluti della Regione Piemonte, Laura Pompeo ha detto: “Ci sarebbe un capitolo molto interessante da trattare anche sulla posizione delle donne in politica, che soprattutto nel nostro Paese è ancora un ambito molto maschile. E’ un tema che affronto spesso. E alle ragazze ricordo che bisogna essere autonome per essere libere; una posizione che si conquista con il lavoro, ma il sistema non favorisce ancora a sufficienza le donne. L’impegno concreto della Regione sull’inclusione è un investimento di oltre un miliardo e 300 milioni in ci rientra una programmazione complessiva abbastanza importante, con fondi destinati a occupazione, istituzione, formazione, inclusione sociale, occupazione giovanile e competenze strategiche. Di questo una parte, 371 milioni, è destinata come priorità all’inclusione sociale, una parte, 365 milioni, è destinata all’occupazione giovanile e 361 milioni all’istruzione e alla formazione. La Regione Piemonte si occupa infatti di inclusione scolastica, di inclusione lavorativa delle persone con disabilità, di pari opportunità e di occupazione femminile, nonché di innovazioni tecnologiche e di nuove competenze. Quindi tutti i temi che voi avete trattato in questa mattinata rientrano nelle varie programmazioni della Regione Piemonte”.
L’iniziativa ha rappresentato una ulteriore tappa nella ormai consolidata collaborazione tra Manageritalia Piemonte e Valle d’Aosta e SAFA, avviata nel 2019 con un primo progetto che si è evoluto nel corso degli anni. Nel tempo si sono aggiunti nuovi programmi e iniziative dedicate alla formazione degli studenti delle Superiori con una particolare attenzione per l’apertura verso il mondo del lavoro, l’imprenditoria e la managerialità. Un team di studenti ha predisposto le locandine dell’evento e organizzato e gestito attivamente il convegno. Organizzare eventi richiede pianificazione, gestione del tempo, orientamento all’obiettivo, al processo e al risultato, capacità comunicative e relazionali, gestione dell’imprevisto e dei conflitti, tutte skill utili per il futuro universitario e lavorativo e da non sottovalutare. Molte università propongono infatti corsi di Event Management. Gli aspetti di cura delle pubbliche relazioni e della redazione professionale dei comunicati stampa sono altrettanto importanti. Elementi qualificanti di formazione scuola-lavoro che sono stati messi in campo e valorizzati anche quest’anno.