Ogni assemblea lascia numeri, deliberazioni, documenti. Ma ciò che conta davvero è sempre qualcos’altro. Lascia una domanda. La domanda che ci accompagna quando i lavori si concludono, quando si torna nelle nostre associazioni territoriali, nei luoghi di lavoro, nelle imprese e negli enti del sistema. Dopo aver guardato a ciò che abbiamo fatto, che cosa vogliamo diventare? È una domanda che riguarda Manageritalia, ma anche il management e, in fondo, il Paese.
Viviamo una stagione di profonde trasformazioni. Le tensioni internazionali, le incertezze economiche, l’innovazione tecnologica, l’intelligenza artificiale e i cambiamenti demografici stanno modificando rapida-mente il contesto in cui operano imprese e manager. Di fronte a questi cambiamenti, la scelta più semplice sarebbe limitarsi a gestire l’esistente.
Noi abbiamo scelto una strada diversa: interrogarci sul futuro. Non per inseguire le mode del momento, ma per continuare a essere utili ai manager che rappresentiamo e alle imprese che contribuiamo a far crescere. Per questo la nostra assemblea non è stata soltanto un momento di rendicontazione del lavoro svolto, ma anche l’occasione per indicare una direzione che parte da una convinzione semplice: Manageritalia deve continuare a evolvere per continuare a svolgere pienamente la propria missione.
Dobbiamo essere capaci di rappresentare il management di oggi, ma anche quello che sta nascendo. Dobbiamo costruire contratti, servizi e strumenti di welfare capaci non solo di rispondere ai bisogni attuali, ma anche di anticipare quelli futuri. Dobbiamo accompagnare le persone lungo tutto il percorso professionale e di vita, investendo nelle competenze, nella formazione permanente e nelle politiche attive. Dobbiamo rafforzare la nostra presenza nei territori e continuare a essere una voce credibile nel dibattito pubblico, portando il punto di vista di chi ogni giorno vive l’impresa, il lavoro e la responsabilità di guidare il cambiamento.
Questa ambizione nasce da una consapevolezza: Manageritalia non è soltanto un’organizzazione di rappresentanza, né soltanto un sistema di servizi. È una comunità. Una comunità che, in questi anni, ha saputo costruire tutele, welfare, formazione e opportunità, mantenendo saldi i propri valori e rinnovando continuamente i propri strumenti.
Molti dei temi che trovate in questo numero della rivista si inseriscono in questa prospettiva. Il nuovo patto sociale, il welfare, la contrattazione, le competenze, la longevità attiva, il rapporto tra innovazione e inclusione non sono temi separati. Sono parti di una stessa sfida. La sfida di costruire un futuro in cui crescita economica, qualità del lavoro e coesione sociale non siano obiettivi alternativi, ma elementi di un medesimo progetto.
Da qui ripartiamo, con la consapevolezza che un’assemblea non rappresenta mai un punto di arrivo. Rappresenta il momento in cui una comunità si ferma, riflette e sceglie la direzione verso cui continuare il proprio cammino. Ed è proprio questa la direzione che abbiamo scelto: una Manageritalia sempre più forte nella rappresentanza, sempre più vicina alle persone e sempre più capace di interpretare il futuro.
Viva Manageritalia!
Editoriale del presidente di Manageritalia Marco Ballarè pubblicato sul numero di giugno di Dirigente, la rivista di Manageritalia. Clicca qui per sfogliare il numero.