Decisioni aziendali e competitività

Perché l'analisi viene prima della strategia
foto vittoria comunica Articolo su metodo supporto alle imprese e processi decisionali

Un articolo apparso sull’Harvard Business Review nel 2019 rifletteva su una questione che ai tempi era meno impattante di quanto non lo sia invece oggi in ambito manageriale, ponendo la seguente domanda: “Quando si deve prendere una decisione importante, è meglio fidarsi dell’istinto o raccogliere maggiori informazioni prima di decidere?”

La risposta data non era univoca, portando a riflettere su quanto “una maggiore quantità di dati possa effettivamente aiutare a scegliere l’opzione giusta” a patto di considerare il contesto.

Allo stesso tempo, sempre secondo l’Harvard Business Review, nel momento in cui l’intento è differenziarsi dai competitor, l’istinto, più che modelli e schemi mentali razionali – e dunque basati sui dati – può essere la vera arma vincente. Perché “l’intuizione si basa sulle informazioni oggettive e soggettive” ed è dunque in un certo qual modo guidata sempre dai dati.

L’approccio descritto risulta oggi ancora più attuale, in un contesto che vede i processi di decision making assumere una dimensione sempre più data driven.

Un ragionamento che trova applicazione anche nella comunicazione, in particolare nelle attività di analisi e strategia di marketing, dimensioni che andrebbero percepite in maniera consequenziale, in maniera affine a quanto affermato poc’anzi. Senza una vision accurata del contesto e della presa in carico di informazioni affidabili e rilevanti, non può esserci una strategia chiara e dunque anche un processo decisionale efficace perché improntato sulla compliance.

Cosa vuol dire davvero basare le decisioni sui dati?

Un processo di decision making di stampo data driven prevede l’uso di dati concreti e verificabili – e dunque reali – in maniera tale da definire nel concreto la strategia della propria attività. Ecco alcuni esempi concreti:

  • analisi nell’audit (nel marketing);
  • analisi dei ricavi (a livello finanziario);
  • analisi di ricerca di mercato specifiche.

Cosa implica un approccio di data-driven business

Prendere decisioni fondate sui dati per i manager vuol dire oggi adottare un approccio altresì noto come data-driven business: un percorso fondamentale per qualsiasi professionista occupi un ruolo di rilievo e dunque per qualsiasi azienda.

Ciò comporta di fare un confronto mirato e preciso tra la situazione in essere e quella auspicata: dello scenario reale e di quello desiderato. È su questo divario – ogni volta diverso – che una vision di data-driven business permette di intervenire, a tutti i livelli: nella comunicazione, nel sales e nel servizio di assistenza clienti, sempre per fare degli esempi.

L’attualità di un approccio di data-driven business

Un approccio come quello descritto si rivela alquanto proficuo per sviluppare la parte istintuale che, quando messa nelle migliori condizioni possibili di lavorare, diventa spesso la più proficua.

Sono diversi gli esempi illustri che ci insegnano quanto l’intuizione sia ciò che più distingue un manager e un imprenditore di successo.

Prendiamo ad esempio Steve Jobs e la sua intuizione di lanciare prodotti come iPod, iPhone e iPad: gli ultimi due sono tra i più longevi dell’azienda di Cupertino, mentre l’altro è stato determinante per il fatturato e la costruzione dell’identità del brand.

“Ragione e sentimento”, per citare un noto libro, non sono agli antipodi: è importante che vadano insieme. Considerando che stando ai dati più recenti le organizzazioni che impiegano a livello strutturale un approccio data-driven sono intorno al 30% si tratta di qualcosa di tutt’altro che scontato.

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