Turismo, crescono le presenze: la vera sfida è trasformarle in redditività

I dati ISTAT del primo semestre 2026 mostrano un aumento dei pernottamenti, sostenuto soprattutto dalla domanda internazionale. Per le imprese turistiche, la crescita dei flussi rende centrali la gestione dei costi, le politiche tariffarie e l’efficienza organizzativa.

Il turismo italiano chiude la prima metà del 2026 con un aumento delle presenze nelle strutture ricettive, ma con un andamento non uniforme degli arrivi. È quanto emerge dalle rilevazioni ISTAT relative al primo e al secondo trimestre, che restituiscono un quadro positivo sul fronte dei pernottamenti e offrono spunti di riflessione sulla gestione economica delle imprese del settore.

Tra gennaio e marzo sono stati registrati 23 milioni di arrivi e 71,6 milioni di presenze, con incrementi rispettivamente del 4,2% e del 7,5% rispetto allo stesso periodo del 2025. Nel secondo trimestre, invece, gli arrivi sono diminuiti dello 0,8%, mentre le presenze sono cresciute del 3,9%, avvicinandosi a quota 148 milioni. La dinamica suggerisce che il numero dei pernottamenti può aumentare anche quando quello degli arrivi registra una flessione.

A sostenere la domanda contribuisce soprattutto i visitatori esteri. Nel primo trimestre le loro presenze sono aumentate del 12,3%, rappresentando il 54,6% del totale; nel secondo trimestre la quota è salita al 61,6%, con una crescita delle presenze del 4,6%. Anche la domanda italiana è cresciuta, seppure in misura più contenuta: +2,2% nel primo trimestre e +2,7% nel secondo.

L’aumento dei pernottamenti costituisce un indicatore importante dell’attività turistica, ma non coincide necessariamente con un miglioramento dei margini aziendali. Per comprendere se la crescita dei volumi si traduca in maggiore redditività occorre considerare anche le tariffe applicate, i costi di gestione, il costo del lavoro, il tasso di occupazione delle strutture e la composizione della domanda. Un incremento delle presenze, infatti, può accompagnarsi a risultati economici differenti a seconda dei prezzi praticati e delle risorse necessarie per erogare il servizio.

Per i quadri e i responsabili della gestione, la sfida consiste quindi nel leggere i dati di mercato insieme agli indicatori economici e operativi dell’impresa. Le scelte relative a prezzi, personale, distribuzione commerciale e organizzazione dei servizi diventano essenziali per valutare la sostenibilità della crescita e utilizzare in modo efficiente la capacità ricettiva disponibile.

I dati sono prodotti dall’ISTAT attraverso la rilevazione mensile del movimento dei clienti negli esercizi ricettivi, condotta presso le strutture alberghiere ed extra-alberghiere. L’indagine si basa sul Regolamento (UE) n. 692/2011, relativo alle statistiche europee sul turismo, come modificato dal Regolamento delegato (UE) 2019/1681 della Commissione, e segue le International Recommendations for Tourism Statistics 2008 (IRTS 2008), riferimento metodologico per la comparabilità internazionale delle statistiche turistiche.

Il bilancio del primo semestre è dunque positivo sul fronte delle presenze, con un contributo rilevante della domanda internazionale. Per valutare la solidità di questa tendenza, tuttavia, i volumi turistici devono essere letti insieme ai risultati economici: la crescita della domanda è un’opportunità, mentre la sua traduzione in redditività dipende anche dalla qualità delle decisioni gestionali.

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