ISCRO e percorsi di aggiornamento professionale

In scadenza il 31 ottobre la possibilità di presentare domanda per l'ISCRO. Il Decreto interministeriale del 3 settembre 2026 determina criteri e modalità di definizione e finanziamento dei percorsi di aggiornamento professionale che accompagnano la misura.
un uomo sorridente in piedi davanti ad una lavagna, parla con i colleghi seduti al tavolo

Entro il 31 ottobre è possibile presentare domanda per l’ISCRO, l’Indennità Straordinaria di Continuità Reddituale e Operativa, riconosciuta agli iscritti alla Gestione Separata INPS che esercitano attività di lavoro autonomo come professione abituale (misura a regime con la Legge di Bilancio 2024).

La domanda si presenta sull’apposita pagina del portale INPS (qui il link), nella quale sono riepilogati anche i requisiti per poter accedere:

  • non essere titolare di pensione diretta;
  • non essere assicurato presso altre forme previdenziali obbligatorie;
  • non essere beneficiario dell’Assegno di Inclusione;
  • avere prodotto un reddito da lavoro autonomo nell’anno precedente alla presentazione della domanda inferiore al 70% della media dei redditi dei 2 anni precedenti;
  • aver dichiarato, nell’anno precedente alla presentazione della domanda, un reddito non superiore a € 12mila, importo rivalutato annualmente sulla base della variazione dell’indice ISTAT;
  • essere in regola con la contribuzione previdenziale obbligatoria;
  • essere titolare di P.IVA attiva da almeno 3 anni alla data di presentazione della domanda;
  • autocertificazione dei redditi prodotti per ogni anno di interesse.

L’ISCRO è accompagnata dalla partecipazione a percorsi di aggiornamento professionale, i cui criteri e modalità di definizione e di finanziamento sono stati determinati con Decreto interministeriale del 3 settembre 2026 (Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali di concerto con il Ministero dell’Economia e delle Finanze). In particolare, tali corsi devono:

  • mantenere e aggiornare conoscenze, abilità e competenze del beneficiario ai fini dell’adeguamento ai cambiamenti della domanda del settore di mercato di riferimento;
  • far acquisire un livello di conoscenze, abilità e competenze superiori rispetto a quelle inizialmente possedute, spendibili nel contesto lavorativo di riferimento e in coerenza con il fabbisogno formativo del lavoratore.

Il Decreto definisce quali tipologie di enti possono erogare e pubblicare i corsi di aggiornamento professionale. Stabilisce, inoltre, che:

  • all’atto della compilazione della domanda, il richiedente l’ISCRO autorizza l’INPS alla trasmissione alle regioni e alle province autonome di Trento e di Bolzano dei propri dati di contatto nell’ambito del SIISL (Sistema Informativo per l’inclusione Sociale e Lavorativa) e del sistema informativo unitario delle politiche del lavoro;
  • il SIISL precompila il curriculum vitae del richiedente e il Patto di Attivazione Digitale (PAD) con i dati presenti nelle banche dati pubbliche, che possono essere integrati o rettificati dall’utente;
  • dopo la stipula del PAD l’interessato, attraverso il SIISL, può ricevere/individuare in autonomia offerte di lavoro e percorsi di aggiornamento professionale;
  • la piattaforma SIISL invia ai Centri per l’impiego l’elenco dei soggetti che alla scadenza dei 90 giorni dalla sottoscrizione del PAD beneficiano ancora dell’ISCRO e non hanno avviato percorsi di aggiornamento professionale, per finalità di monitoraggio e relative alle attività di orientamento individuale.

Per tutte le informazioni nel dettaglio si rinvia al testo completo del Decreto del 3 settembre 2026, pubblicato a questo link.

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