Una straordinaria Sara d’Amario ha portato in scena, giovedì 17 settembre scorso nella sala teatrale del Polo Artistico e Culturale Le Rosine d Torino (via Plana 6/C), Sfumature di donne di scienza nella doppia veste di attrice e autrice. La replica dello spettacolo, riservata agli associati di Manageritalia Piemonte e Valle d’Aosta, ha permesso di conoscere meglio e apprezzare la figura di una ventina di scienziate che hanno rivoluzionato il mondo. Un one-woman-show che ha rapito il pubblico. Una carrellata di personaggi eccezionali e una domanda di fondo: “L’intelligenza ha un sesso?” La risposta in un monologo dal tono leggero e divertente ma denso di significati profondi e ricco di contenuti, frutto di studio e ricerca rigorosa. Mise en scène di Francois-Xavier Frantz; produzione dell’Associazione Culturale Ancóra e Constellation Factory; presente in sala anche il direttore del Polo Le Rosine Massimo Striglia. I proventi dello spettacolo, tra l’altro, contribuiranno a finanziare le opere sociali e gratuito della Fondazione Istituto delle Rosine (iniziative rivolte alle mamme, punto di ascolto per donne in difficoltà, musicoterapia per bimbi audiolesi, ecc.).
Alla serata, introdotta dalla vicepresidente Loredana Faccincani, hanno partecipato il presidente Alfredo Lanfredi, il vicepresidente Giuseppe Candela e il Direttivo, che hanno scelto questa iniziativa di particolare rilievo per inaugurare la nuova stagione di attività e la ripresa dopo la pausa estiva.
Applausi a scena aperta per Sara D’Amario, che ha colpito per le sue doti interpretative e la capacità di trasmettere, in modo accattivante, la grande importanza della dimensione umana e scientifica di donne spesso ancora nell’ombra, ma che tanto hanno fatto e fanno per il progresso umano.
Da Hollywood, con l’attrice e inventrice Hedy Lamarr, a Monte Palomar con l’astronoma Vera Rubin, passando attraverso la Grecia di Ipazia, il periodo delle “streghe”, quello delle prime donne laureate. Dal fascino dell’atomo, alle implicazioni etiche delle “forbici” del DNA… per arrivare ai nostri giorni.
Ci sono donne che in passato hanno dovuto cambiare nome o travestirsi da uomo per inseguire il loro sogno e dimostrare di essere grandi scienziate. Una ragazza greca del IV secolo a.C., una giovane donna francese alla fine del 1700, una star di Hollywood a metà del ‘900, una maratoneta… sono solo alcune delle tante figure femminili che, dopo aver studiato di nascosto, sono uscite dall’ombra.
Dall’alchimista o “strega” del I secolo d.C., alla versione 4.0 di Google, alle avventure di quelle che hanno fatto da apripista nella matematica, nell’astronomia, nella fisica nucleare, nell’informatica, nella biogenetica: tante donne, insieme ai loro papà, alle loro mamme, ai mariti, agli amanti, ai colleghi, agli insegnanti. Un esercito pacifico di cervelli in movimento per dimostrare che l’intelligenza non ha sesso.
Con pochi elementi scenici e alcuni rapidi cambi di costume siamo entrati in un girotondo di storie, aneddoti, curiosità, amori, scoperte, sodalizi intellettuali (e qualche tradimento) per conoscere queste donne e farle uscire dall’ombra. È il trionfo della luce, dei sogni, della passione, della determinazione. E la sconfitta del pregiudizio, quello che spesso, ancora oggi, etichetta le ragazze come poco dotate o poco interessate alle materie scientifiche. Lo spettacolo evidenzia la necessità e la possibilità di liberarsi da una forma mentale, da un’abitudine sbagliata e penalizzante, che non ha natura biologica, ma storica, sociale e culturale.
Alcuni lati buffi dello spettacolo (adatto a diversi tipi di pubblico e di tutte le età), in termini di scrittura o di interpretazione, permettono di ridere o sorridere anche di cose serissime. È una scelta per far sì che anche le informazioni più complesse siano accolte con piacere e una buona disposizione d’animo.
Sfumature di donne di scienza attraverso alcuni punti principali:
- Filosofia e matematica – strumenti importanti per pensare il mondo e allenare la mente al ragionamento e all’astrazione;
- Progressione del livello di complessità dell’argomentazione generale: affermare che anche camminare sia una scienza, permette di introdurre un rapporto tra corpo, mente e filosofia, e procedere gradualmente verso la scienza, attraverso Aristotele e i Peripatetici, fino all’invenzione del wi-fi, la fissione nucleare, le forbici del DNA ecc.;
- Donne che non sono solo scienziate (Kathrine Schwitzer, prima maratoneta – Hedy Lamarr, attrice e inventrice) hanno dato contributi fondamentali alla scienza ma anche alla libertà/emancipazione delle donne;
- Giovane età: alcune di queste donne (tra i 13 e i 19 anni, Sophie Germain, Ada Byron, Laura Bassi ecc) permettono di affermare quanto sognare da piccole sia fondamentale per portare avanti i propri sogni e realizzarli con un impatto reale e concreto sul mondo;
- Figure maschili positive (Lagrange, Gauss, il papà di Sophie Germain ecc) per rafforzare il concetto di quanto sia proficuo collaborare, al di là delle differenze;
- Importanza del vocabolario e delle parole che usiamo ogni giorno per qualificare l’altro, spesso frutto di automatismi (Maria Gaetana Agnesi come strega…); soffermarci sull’uso e sullo studio delle parole può aiutare a evitare giudizi e pregiudizi;
- Donne che hanno avuto visioni veramente fondamentali nella concezione della scienza e della realtà (Vera Rubin, la materia oscura; Lise Meitner, la fissione nucleare; Ada Byron e il primo algoritmo; ecc.) e che hanno prodotto una vera rivoluzione;
- Attualità e futuro (oggi e domani): donne come Charpentier e Doudna che hanno scoperto le forbici del DNA, una delle scoperte e evoluzioni più importanti per il futuro del genere umano;
- Pace, ambiente e economia: il Nobel per la Pace ottenuto da Wangari Muta Maatai anche per il suo contributo all’economia sostenibile, costituisce un pensiero umanistico ma anche scientifico ed economico, con un impatto concreto sull’ecologia, sulla riflessione e sulle azioni possibili per la salvaguardia e la rigenerazione dell’ambiente.
Sara D’amario è attrice e scrittrice. Nel 1993 si è diplomata presso la Scuola per Attori del Teatro Stabile di Torino, fondata e diretta da Luca Ronconi. Si è perfezionata a New York con Susan Batson e Elizabeth Kemp. Ha conseguito la laurea in Lettere Moderne, specializzandosi in drammaturgia presso l’Università degli Studi di Torino. La sua è una carriera poliedrica, fra teatro, cinema, televisione e scrittura. In teatro è stata diretta, tra gli altri, da Luca Ronconi, Krzysztof Zanussi, Nanni Garella e Luca Zingaretti. Per il cinema ha recitato n numerosi film tra cui Caos calmo (di Antonello Grimaldi, con Nanni Moretti) e Casomai (di Alessandro D’Alatri). Numerose anche le partecipazioni a fiction e serie televisive, tra cui Vivere, Centovetrine, Cuori 3. È autrice di cinque romanzi. Dal 2023 è direttrice artistica del Polo artistico e culturale Le Rosine.