Oggi incontriamo Giacomo Bargiacchi, Market Development Manager Italy e Country Manager SEE di Fruit of the Loom.
Partiamo dal suo mondo professionale. Come sta evolvendo il suo settore e quali sono oggi, a suo avviso, le sfide e le opportunità più rilevanti?
«Il settore dell’abbigliamento si sta evolvendo molto rapidamente, tra digitalizzazione, sostenibilità e nuovi comportamenti di consumo. Le principali sfide riguardano l’aumento dei costi, la pressione sui margini e la richiesta di filiere trasparenti ed etiche. Si aggiunge una domanda sempre più instabile e clienti meno fedeli ai brand, soprattutto nelle nuove generazioni. Le opportunità risiedono nell’omnicanalità, nell’uso dei dati e nella personalizzazione dell’offerta. Il cliente deve sempre essere al centro dell’attenzione. La sostenibilità, se autentica, rappresenta oggi un importante vantaggio competitivo».
Ci racconta quali sono le responsabilità centrali del suo ruolo e come sono cambiate negli ultimi anni?
«Nel mio ruolo di Country Manager per più mercati, le responsabilità centrali riguardano lo sviluppo commerciale, la gestione dei clienti e il raggiungimento degli obiettivi di vendita. Coordino le attività tra diversi paesi, adattando l’offerta alle specificità locali e monitorando costantemente le performance. Negli ultimi anni il mio ruolo si è evoluto, richiedendo maggiore capacità analitica e utilizzo dei dati per decisioni più rapide ed efficaci. È cresciuta anche l’importanza della relazione diretta con il cliente, spesso supportata da strumenti digitali, inesistenti fino a pochi anni fa».
Quali competenze ritiene oggi imprescindibili per guidare una funzione come la sua?
«È fondamentale una forte capacità di negoziazione e gestione delle relazioni, soprattutto in contesti multiculturali. Servono inoltre flessibilità e adattabilità, per rispondere a mercati in continua evoluzione. La padronanza degli strumenti digitali è diventata centrale. Infine, una visione strategica unita a orientamento ai risultati è essenziale per competere a livello globale».
Ogni manager ha delle priorità che guidano le scelte quotidiane. Che cosa considera oggi più strategico nel suo lavoro? E quali sono per lei gli aspetti “non negoziabili”?
«Le priorità strategiche si concentrano sull’equilibrio tra crescita, solidità organizzativa e sostenibilità nel medio-lungo periodo. In un settore ad alta competitività, è fondamentale costruire modelli di sviluppo resilienti e adattabili. Restano non negoziabili valori come integrità, trasparenza e rispetto delle persone, elementi essenziali per garantire continuità e credibilità nel tempo».
La gestione è sempre un equilibrio. Qual è la sua bussola principale: persone, risultati, innovazione, sostenibilità… o un loro equilibrio evoluto?
«La gestione richiede un equilibrio costante tra risultati economici, attenzione alle persone e capacità di innovazione. Nessuna di queste dimensioni può essere considerata in modo isolato: solo una visione integrata consente di generare performance sostenibili e durature».
Non esiste innovazione senza leadership. In che modo i manager possono contribuire in modo concreto a ripensare o innovare i modelli di business?
«La leadership manageriale ha un ruolo centrale nel favorire l’evoluzione dei modelli di business. I manager possono contribuire creando contesti organizzativi aperti alla sperimentazione, traducendo la strategia in iniziative concrete e promuovendo un approccio orientato al miglioramento continuo. Nel settore dell’abbigliamento questo significa ripensare processi, canali e modelli operativi in modo dinamico».
Flessibilità, nuove forme di collaborazione, nuove aspettative. Che ruolo ha la leadership manageriale nel ridisegnare l’organizzazione del lavoro?
«La leadership è un fattore chiave nel ridisegno dell’organizzazione del lavoro. Flessibilità, collaborazione e nuove aspettative richiedono modelli basati su responsabilizzazione, fiducia e chiarezza degli obiettivi. Avere una vison aziendale chiara e ben definita è la chiave del successo. Il compito del management è creare strutture agili, capaci di adattarsi alle specificità locali senza perdere allineamento complessivo».
Digitalizzazione, AI, automazione: il presente è già futuro. Quali tecnologie stanno avendo maggior impatto sulla sua attività e come le sta integrando in modo efficace?
«Le tecnologie chiave utilizzate per analizzare i dati sono: CRM evoluti e AI per previsioni e gestione stock. Da non sottovalutare poi le piattaforme B2B. Tutti questi strumenti consentono decisioni più rapide e una maggiore personalizzazione nei diversi mercati. Le integriamo nei processi quotidiani come leva strategica».
Innovare senza perdere la centralità delle persone. Che consiglio darebbe a un manager che vuole usare al meglio la tecnologia mantenendo al centro valore, etica e umanità?
«L’innovazione tecnologica deve essere guidata da principi chiari. Utilizzare la tecnologia in modo efficace significa mantenerne il controllo strategico, garantire un utilizzo etico e soprattutto assicurarsi che resti uno strumento al servizio delle persone. Sono le persone, non le tecnologie avanzate, a fare le aziende».
Chiudiamo con il lato personale e professionale dell’essere comunità. Che cosa significa per lei essere iscritto a Manageritalia? Qual è il valore che ne trae nella sua esperienza quotidiana di manager?
«Sono iscritto a Manageritalia da oltre vent’anni e per me significa far parte di una rete di professionisti con cui confrontarsi e crescere. Offre opportunità di networking, aggiornamento e sviluppo continuo. Nel quotidiano rappresenta un supporto concreto per il ruolo manageriale. Il valore principale è la condivisione di esperienze e visione».