Riprende dopo la pausa di fine anno il ciclo di appuntamenti di grande successo Friday’s Manager, organizzati da XLabor, divisione del mercato del lavoro di Manageritalia.
Con Friday’s Manager un venerdì al mese affronteremo anche nel 2026 un tema caldo per muoversi nel mondo del mercato del lavoro. Si tratta di un’occasione di confronto e di networking per i manager associati e non.
Venerdì 23 gennaio, dalle 12 alle 13, in modalità ibrida (online sui canali social di Manageritalia) e in presenza presso la sede di XLabor (via Fatebenefratelli 19, Milano), si terrà l’incontro intitolato “Temporary management – Esperienza pronta all’uso” (Come il temporary manager contribuisce a crescita sostenibile, gestione transizioni complesse e continuità operativa).
Ne parleremo con Cesare Moretto, facilitatore di Temporary Management & Career Coach.
Esploreremo con lui il ruolo strategico del Temporary Manager come leva di crescita, trasformazione e continuità per le aziende. Attraverso dati di mercato aggiornati e un racconto esperienziale vedremo come questa figura professionale – operativa, autonoma e orientata ai risultati – possa supportare le aziende in fasi di transizione, sviluppo o crisi.
Approfondiremo poi il funzionamento del modello, le condizioni essenziali per un incarico efficace e i vantaggi per imprese e professionisti.
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Nell’attesa di parlarne insieme, abbiamo posto a Cesare Moretto alcune domande.
Qual è il contributo più immediato che un Temporary Manager può dare a un’azienda in fase di transizione o crisi?
«Il contributo più immediato è la capacità di agire in tempi rapidi ed efficaci, con responsabilità diretta sui risultati.
Il Temporary Manager è una figura manageriale, con esperienza consolidata, inserita nell’azienda per raggiungere obiettivi specifici con impatto immediato. In una situazione di transizione o crisi può: entrare in azienda rapidamente; fornire competenze tecniche e garantire l’operatività
Il contributo più immediato è la capacità di agire in tempi rapidi ed efficaci, con responsabilità diretta sui risultati».
In quali situazioni le imprese dovrebbero considerare un Temporary Manager invece di un manager non a termine?
«Per la flessibilità dello strumento un’impresa dovrebbe valutare l’ingaggio di un Temporary Manager in diverse tipologie di situazioni. Alcuni esempi: turnaround, ristrutturazione o risanamento; assenza improvvisa di figure chiave in ruoli esecutivi; riorganizzazioni aziendali complesse; implementazione di progetti strategici e fusione, acquisizione, o cambi di ownership.
O anche semplicemente quando non è necessario impegnarsi a lungo termine, ad esempio su un progetto definito».
Quali competenze o caratteristiche rendono un Temporary Manager davvero efficace e “pronto all’uso”?
«Un Temporary Manager efficace combina competenze tecniche e soft skill con una forte attitudine al risultato. Questa combinazione permette di portare risultati velocemente, comunque in tempi adeguati ai contesti, migliorare processi e trasferire competenze interne».
Può raccontarci un esempio concreto in cui un Temporary Manager ha generato crescita o continuità operativa?
«Un’azienda che aveva inserito un Supply Chain Manager, in quel caso con un progetto su aspetti di logistica, cha ha sviluppato l’efficientamento dei magazzini e ha formato il futuro Logistic Manager. Un esempio di operatività e mentoring».
Quali vantaggi può ottenere un professionista diventando Temporary Manager e come si prepara a questa sfida?
«Opportunità di lavorare sempre su nuovi progetti in contesti diversi e stimolanti. Flessibilità contrattuale/Work life balance. Sviluppo di competenze trasversali di leadership e gestione del cambiamento. Rapporto diretto con l’azienda».
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