Future risk: rischiare tutto

Hai voglia a non rischiare se tutto quello che ti circonda è crisi. Chiamala policrisi, omnicrisi o permacrisi, resta il fatto che la crisi pare non lasci più tregua. Ma solo per chi se la fa addosso! Certo: perché se tutto è crisi allora c’è futuro. Per esempio, per nuovi manager, tipo un Chief Heat Officer contro le ondate di calore in azienda.
risk management

Smart risk – E ora pedala

Non va meglio nella vita privata. Se hai comprato una delle belle bici high-tech dell’olandese VanMoof, rischi di rimanere a piedi poiché la società è fallita e quelle bici possono essere sbloccate solo tramite un’app che magari non sarà più accessibile in futuro. Questo caso evidenzia un nuovo rischio: sempre più prodotti funzionano solo in combinazione con dei servizi informatici. Tuttavia, è discutibile se questi saranno ancora forniti dopo l’insolvenza di una startup.

Risk design – Guarda avanti e rischia

Tutte le organizzazioni devono adattarsi alle “permacrisi”, anche a livello strategico. L’azienda deve cambiare l’intero “disegno della sicurezza”. Quindi, prendi carta e penna: prepara l’azienda al prossimo disastro e disegna i futuri rischi (e soluzioni). Innanzitutto, come dice la canzone, “aggiungi un posto a tavola che c’è un manager in più…”. Esatto, una persona che rappresenti l’argomento ai massimi livelli, ad esempio, un chief Security officer (cso). Solo così i dipendenti capiscono che non si scherza con i rischi. Da “buon” futurologo consiglio un approccio da risk foresight con previsioni, scenari e stress test per valutare tempestivamente la necessità di azioni e operazioni strategiche in tre passi. Fase 1: radar dei rischi per ottenere una panoramica. Fase 2: elaborazione di scenari per comprendere le interazioni e i possibili effetti sull’azienda. Fase 3: progettare contromosse, vie di fuga, resistenze e cambiamenti.

Crisis, what else? Se ogni cosa è crisi

Per il Collins Dictionary la parola dell’anno 2022 (e per gli anni a seguire, aggiungo io) è “permacrisis”. Si tratta, dunque, di un vocabolo che sta a indicare una crisi permanente, di lunga durata, che non lascia tregua. Niente di sorprendente. Il mondo, la società, la democrazia e l’umanità sono in crisi e in perenne emergenza. La parola crisi è onnipresente in ogni ambito e settore. La pandemia e relativa follia (di gestione e percezione) è stata la miccia che ha fatto esplodere una bomba già pronta a esplodere.
Ora, viviamo in un’epoca in cui ci troviamo di fronte a molteplici rischi e crisi. Che la si chiami “policrisi” (come al World Economic Forum), o sovrapposizione di rischi, le sfide rimangono e continuano ad essere acute. Le esperienze di crisi degli ultimi anni dimostrano inoltre che i rischi sono altamente interconnessi. Queste crisi non si sommano ma si rafforzano a vicenda causando effetti a cascata.
Queste crisi non si diffondono solo all’esterno, ma anche all’interno, nelle menti e nei cuori delle persone, fino alle fondamenta della società ormai spaventata della propria ombra. Tutto sembra cospirare verso una spirale inarrestabile di escalation. Potrebbe succedere di tutto, quindi? Se tutto è crisi, come si progetta il futuro? Il domani scompare dietro l’orizzonte, in una nebbia di paure, ansie e incertezze che assumono dimensioni apocalittiche. Ora c’è bisogno di altro. Anche in azienda. Una crisi così onnipresente può solo diventare cambiamento e progettazione del futuro che vogliamo.

Rischi assortiti – Ce n’è per tutti i gusti

Vuoi rischi climatici per la tua azienda? Allora accomodati. Ce ne sono talmente tanti che ora diventa anche un business occuparsene. Per esempio, la società spagnola Mitiga Solutions utilizza l’intelligenza artificiale per calcolare la misura in cui un’azienda sarà colpita dai rischi climatici in futuro.
Esagerato? Mica tanto. Le ondate di calore sempre più intense hanno anche un impatto economico: quando le temperature aumentano, il ritmo di lavoro e la produttività diminuiscono, mentre allo stesso tempo si verificano più incidenti perché le persone corrono più rischi.
Vuoi ChatGPT? Allora devi prenderti anche FraudGPT, il nuovo strumento di cybercrime potenziato dall’IA. Si diffonde a macchia d’olio, perché? Perché, ironia della sorte, anche questo “GPT” è facile da usare e molto user friendly per i nuovi criminali amatoriali.
Vuoi le sanzioni? Allora beccati l’effetto boomerang e la deindustrializzazione e ricordati quanto afferma un rapporto Bankitalia “come la crisi con la Russia affossa l’industria UE”. Vuoi essere sempre connesso? Sì, lo sappiamo: “il tutto in rete” aumenta la complessità e crea nuovi guai. Certo, ma ora occhio all’attacco EMP dallo spazio. La Russia (ma anche molti altri) potrebbe lanciare un missile che sale ad alta quota e che fa esplodere una piccola testata nucleare. Questo non produce un fungo, ma solo un bagliore bluastro.
Conseguenze? L’esplosione nucleare crea un’onda d’urto elettromagnetica che danneggia o distrugge tutti i dispositivi alimentati in un ampio raggio: computer, generatori, sistemi radar, automobili, persino i semafori. Per chiudere, e per rendere tutto ancora più eccitante, ecco il trio da tenere d’occhio: i rischi striscianti (es. desertificazione), quelli strutturali (es. crisi del sistema unipolare) e gli shock improvvisi (es. pandemia digitale). Non male per iniziare, vero?

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Articolo tratto dall’ultimo numero di Dirigibile, l’inserto della rivista Dirigente. Leggilo qui.

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Dirigibile è l’inserto di Dirigente – la rivista di Manageritalia dedicato all’innovazione, agli scenari e alle opportunità di un futuro che è già presente.

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