Muoversi è il miglior investimento sulla salute

Il noto medico dello sport Bernardino Petrucci, nonché vicepresidente Fasdac, spiega perché l’attività fisica è uno strumento fondamentale di prevenzione e, soprattutto per chi ricopre ruoli manageriali, un alleato per mantenere l’energia, la concentrazione, il benessere e la performance nel tempo.
salute e benessere, attività fisica

Ortopedico, specialista in Medicina dello sport e Traumatologia dello sport, il dottor Bernardino Petrucci è tra i professionisti italiani che hanno maggiormente contribuito allo sviluppo della medicina applicata all’attività sportiva, con un percorso che unisce esperienza clinica, ricerca e pratica sul campo ai massimi livelli. Nel corso della sua carriera ha ricoperto il ruolo di medico della Nazionale italiana di atletica leggera per un decennio e ha seguito alcune delle più importanti società calcistiche europee, tra cui Chelsea, Lazio, Parma, Udinese, AS Monaco e AS Roma, maturando un’esperienza unica nella gestione della salute e della performance degli atleti di alto livello.
In questa intervista ci aiuta a comprendere perché oggi l’attività fisica non debba essere considerata soltanto una scelta personale, ma un vero investimento sul benessere individuale e collettivo, capace di migliorare la qualità della vita anche di chi affronta ogni giorno le sfide del management.

Negli ultimi anni si parla sempre più spesso di prevenzione. Dal punto di vista medico, quanto conta l’attività fisica rispetto ad altri fattori di salute come alimentazione, controlli periodici e terapie?

«L’attività fisica rappresenta uno dei pilastri fondamentali della prevenzione, al pari di una corretta alimentazione e dell’adesione ai programmi di screening e controllo. La differenza è che il movimento produce effetti positivi contemporaneamente su numerosi aspetti della salute: cardiovascolare, metabolico, muscolare, articolare e persino psicologico. Le evidenze scientifiche dimostrano che muoversi con regolarità riduce il rischio di sviluppare numerose patologie croniche, tra cui malattie cardiovascolari, diabete e ipertensione. Ma prevenire non significa solo ridurre il rischio di malattia. Significa anche preservare nel tempo energia, autonomia e qualità della vita. Mi piace sottolineare che la prevenzione non è qualcosa che si attiva quando compare un problema. È una scelta quotidiana. In questo senso l’attività fisica è probabilmente il “farmaco” più efficace che abbiamo a disposizione: costa poco, non richiede prescrizioni e genera benefici che si accumulano nel tempo».

L’attività fisica rappresenta uno dei pilastri della prevenzione, come la corretta alimentazione e i programmi di prevenzione e di screening. È un vero e proprio investimento sul benessere individuale e collettivo.


Molti dirigenti trascorrono gran parte della giornata tra riunioni, trasferte e lavoro sedentario. Quali sono i principali rischi per la salute legati a questo stile di vita e quali benefici concreti si possono ottenere introducendo un’attività fisica regolare?

«La sedentarietà è una delle principali criticità del nostro tempo. Molti dirigenti trascorrono ore davanti a uno schermo, alternando riunioni in presenza e da remoto, spesso con ritmi intensi e con poco tempo da dedicare a sé stessi. A questo si possono aggiungere stress, sonno insufficiente e frequenti spostamenti. Nel lungo periodo questo stile di vita può favorire l’insorgenza di fattori di rischio cardiovascolare, alterazioni metaboliche, aumento di peso, disturbi muscolo-scheletrici e una riduzione generale del benessere psicofisico. La buona notizia è che i benefici dell’attività fisica si manifestano molto rapidamente. Già dopo poche settimane si osservano miglioramenti nella qualità del sonno, nella gestione dello stress, nei livelli di energia e nella capacità di concentrazione. Sul medio e lungo termine diminuiscono il rischio cardiovascolare, la pressione arteriosa e numerosi indicatori di infiammazione. Per chi ricopre ruoli manageriali, inoltre, l’attività fisica non rappresenta soltanto un investimento sulla salute, ma anche sulla propria efficacia professionale. Un corpo più allenato e una mente meno affaticata consentono di affrontare meglio le sfide quotidiane e di mantenere elevati livelli di performance nel lungo periodo».

I benefici dell’attività fisica si manifestano molto rapidamente. Già dopo poche settimane si osservano miglioramenti nella qualità del sonno, nella gestione dello stress, nei livelli di energia e nella capacità di concentrazione. Sul medio e lungo termine diminuiscono il rischio cardiovascolare, la pressione arteriosa e numerosi indicatori di infiammazione.


Se dovesse dare un consiglio a un dirigente che pensa di non avere tempo per allenarsi, quale sarebbe il “minimo efficace” di attività fisica per iniziare a produrre effetti positivi sulla salute e sulla longevità?

«La prima cosa che direi è che non bisogna pensare all’attività fisica come a qualcosa che richiede necessariamente molte ore a settimana. Uno degli errori più comuni è immaginare che, se non si può dedicare molto tempo allo sport, allora non valga la pena iniziare. Le raccomandazioni internazionali suggeriscono almeno 150 minuti di attività moderata a settimana, ma il messaggio più importante è che ogni passo conta. Per chi ha poco tempo, può essere utile iniziare con 20 o 30 minuti a giorni alterni, camminando a passo sostenuto, andando in palestra o svolgendo un’attività gradita. La regolarità conta più dell’intensità. Inoltre, è utile cambiare prospettiva: non dobbiamo trovare il tempo per fare attività fisica, dobbiamo riconoscere che l’attività fisica ci restituisce tempo. Tempo vissuto in salute, con maggiore energia e autonomia e una migliore qualità della vita negli anni a venire. È probabilmente uno degli investimenti più redditizi che possiamo fare per il nostro futuro».


Oggi sempre più aziende investono nel benessere delle persone. Perché l’accesso all’attività fisica nelle palestre dovrebbe essere considerato uno strumento di prevenzione e non semplicemente un benefit
aziendale?

«Quando un’azienda favorisce l’accesso all’attività fisica non sta semplicemente offrendo un servizio aggiuntivo ai propri collaboratori, ma sta contribuendo concretamente alla tutela della loro salute. Significa favorire comportamenti che aiutano a prevenire patologie croniche, a contrastare gli effetti della sedentarietà e a migliorare il benessere psicofisico complessivo. Per i dirigenti questo aspetto assume un valore ancora più rilevante. Le responsabilità professionali, i ritmi intensi e la pressione decisionale rendono particolarmente importante mantenere un buon equilibrio tra salute fisica e mentale. L’attività fisica aiuta a gestire lo stress, migliora la qualità del sonno, favorisce la concentrazione e contribuisce a mantenere elevati i livelli di energia nel tempo. Per questo motivo ritengo che iniziative che facilitano l’accesso alle palestre, alle piscine e ai parchi che promuovono l’esercizio fisico rappresentino una forma moderna di welfare orientata alla prevenzione. Non si tratta soltanto di offrire un’opportunità in più, ma di investire su un fattore che può incidere positivamente sulla qualità della vita delle persone e, più in generale, sulla sostenibilità dei sistemi di tutela della salute. In fondo, promuovere il movimento significa diffondere una cultura della prevenzione: intervenire prima che insorgano i problemi, anziché limitarci a gestirli quando si manifestano. Ed è proprio questa la sfida più importante per la sanità del futuro».

 

CONOSCERE PER SCEGLIERE
Informazione, prevenzione e corretti stili di vita sono strumenti fondamentali per tutelare la salute e il benessere nel tempo. È con questo obiettivo che, insieme con il Fasdac, promuoviamo iniziative di sensibilizzazione dedicate alla prevenzione. Nei prossimi numeri di Dirigente, una serie di testimonianze dal mondo dello sport offrirà nuovi spunti di riflessione sul valore del benessere fisico e mentale nella vita di tutti i giorni.

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