La trasformazione (digitale) della formazione

Accessibilità, motivazione, condivisione, lavoro di gruppo al centro delle trasformazioni dell’apprendimento secondo l’AIF

In vista dell’avvio del percorso di formazione digitale per i formatori organizzato dall’Associazione Italiana formatori, abbiamo parlato del rapporto tra tecnologie e formazione con Paolo Viel, vicepresidente dell’AIF, responsabile del percorso formazione formatori digitale, consulente, trainer ed esperto di formazione esperienziale. Viel ha importato dagli Stati Uniti alcune delle tecniche più innovative di outdoor training per il lavoro di gruppo. 

La digitalizzazione impatta e impatterà anche sulla formazione? E come?
«La pandemia è stata un catalizzatore della digitalizzazione: come AIF ci stiamo interrogando sul suo contributo per la formazione e stiamo implementando soluzioni che consentano, anche a distanza, l’apprendimento trasformativo. Vogliamo superare le posizioni dogmatiche che vorrebbero l’e-learning come una formazione depotenziata, solo trasmissiva».

Quali sono i trend e quali consigli possiamo dare ai lavoratori per sviluppare, grazie al digitale, una formazione sempre più agile e continua?
«I temi, ancora solo parzialmente risolti, sono quelli dell’accesso, della motivazione, della condivisione, della partecipazione e, a livello metodologico del lavoro di gruppo, dell’esperienzialità e della componente emozionale. Sono fattori entrati ormai da tempo nel bagaglio dei formatori tradizionali ma che saranno fondamentali per una formazione digitale agile e continua».

Cosa cambia nel lavoro dei formatori e come devono cambiare i formatori?
«La prospettiva è quella di esplorare nuove strade e creare le condizioni per innovare l’apprendimento: valorizzare senza rinnegare il percorso e la storia di un’identità professionale tracciata fin qui».

Quali sono i must del formatore oggi e nell’ottica futura, tra competenze, strumenti e… ?
«L’elemento alla base di tutto è la curiosità unita al desiderio. Le competenze e gli strumenti sono il secondo passo dove il tema della destrezza digitale meriterebbe ulteriori approfondimenti: non si può prescindere da un’attribuzione di senso, senza la quale competenze e strumenti rischiano di rimanere scatole vuote».

Come ci formeremo, o meglio, come ci dovremo formare, nei prossimi anni?
«La pandemia ha cambiato per sempre anche la modalità, sempre più a geometria variabile, con cui sarà fatta formazione: se da una parte sono imprescindibili le competenze digitali, dall’altra è importante garantire a tutti conoscenza e accesso agli strumenti, secondo modalità che facilitino l’apprendimento autonomo e personalizzato, distribuito nel tempo e nello spazio».

Come si formeranno i formatori?
«Il percorso di formazione formatori dell’AIF, giunto alla seconda edizione, si propone di intraprendere un viaggio che ha come obiettivo quello di coniugare forma e sostanza in un mix innovativo per la figura del formatore. Alla base di questo ci sono dimensioni valoriali quali l’apprendimento come leva costante di sviluppo e la costruzione di comunità di appartenenza.
La seconda edizione del percorso formazione formatori in edizione digitale vuole rispondere a queste domande: strutturato in moduli che uniscono l’aspetto teorico a quello pratico, con ulteriori attività laboratoriali asincrone in sottogruppi, un social network dedicato e un project work sfidante, è la preparazione ideale per chi fa il mestiere di formatore e vuole essere pronto per il mondo che ci aspetta dopo la pandemia».

Qui la pagina AIF del Percorso Formazione Formatori Digitale
Qui la brochure del percorso.


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