Il manager multipolare e multicompetente

La sfida del futuro è che manager e imprese si aprano a un mondo a più centri di influenza, arricchendosi di culture e stili manageriali diversi per diventare davvero polivalenti
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L’unica cosa positiva che il Mercato (in maiuscolo, come sorta di entità sovrannaturale) avrebbe dovuto insegnarci è che, proprio grazie e in nome del mercato globale, sarebbe stata possibile un’integrazione di culture e tradizioni nel rispetto reciproco. Invece, siamo ancora a infiniti scontri di civiltà, stile grandi crociate del passato.

Tralasciando i biechi interessi economici ed egemonici dei contendenti, quello che più mi stupisce come occidentale è la pretesa superiorità della nostra cultura (peraltro decadente, anche moralmente). Dispiace dirlo, ma l’ormai noto “due pesi e due misure” delle guerre in corso non crea solo incoerenza nei giudizi e disparità dei trattamenti, ma, soprattutto nel resto del mondo, una disaffezione e allontanamento dagli affari occidentali (vedi Africa).

Questo ostentato suprematismo bianco in salsa Ku Klux Klan (“se loro portano la barba lunga sono buzzurri cavernicoli, se la portiamo noi alla hipster siamo dei ganzi pazzeschi”), è completamente fuori luogo. Siamo poco più del 10% nel mondo, ma affermiamo che siamo quelli giusti e tutti gli altri (90%) sono sbagliati. Questo modo di vedere il mondo non è controproducente solo per una pacifica convivenza sociale, ma anche per una pacifica convivenza economica. I politici (o quel poco che ne resta) tendono all’isolamento, al servilismo verso altri poteri e a un’anacronistica visione unipolare che non tiene conto dello spirito del tempo.

Il change management risulta ostico per la politica. Non si vuole cambiare neanche se la poltrona scotta. Tocca ai manager e alle imprese tendere la mano e gli sforzi a un mondo a economia multipolare, che non è la stessa cosa di economia globale o globalizzazione. La “multipolarizzazione” implica vari poli di influenza politici ed economici significativi e bilanciati, nel rispetto reciproco. Soprattutto, implica che imprese e manager facciano il pieno di culture e stili manageriali di “altri mondi” per diventare multicompetenti. È la sfida del futuro.

Tratto dall’ultimo numero di Dirigibile, l’inserto di Dirigente – La rivista di Manageritalia dedicato al futuro che è già presente. Clicca qui per leggere il numero di luglio-agosto di Dirigibile.

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Articolo tratto dall’ultimo numero di Dirigibile

Dirigibile è l’inserto di Dirigente – la rivista di Manageritalia dedicato all’innovazione, agli scenari e alle opportunità di un futuro che è già presente.

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