Germania, il miraggio delle pari opportunità

Secondo uno studio dell’istituto IAB le donne che occupano posizioni di vertice nelle aziende tedesche sono ancora poche e l’uguaglianza di genere, in particolare nel mondo manageriale, è ancora una chimera

Germania modello da seguire nella gender equality? La tendenza di noi italiani a vedere l’erba del vicino sempre più verde si scontra con la dura realtà. L’istituto IAB ha messo in luce in modo inequivocabile la scarsa presenza femminile nelle posizioni di top management nelle aziende tedesche.

Nel 2016, su quattro ruoli di vertice, solo uno era occupato da una donna. I risultati, basati su un indagine di 16.000 piccole e grandi imprese, hanno mostrato solo miglioramenti lievi rispetto al 2004.

Il 40% delle donne occupate in ruoli di middle management, verosimilmente, non vedranno mai la dirigenza. L’istituto ha puntato il dito contro la pratica: benché gli intenti delle aziende tedesche siano buoni, resta tutta teoria, visto che non c’è alcun supporto mirato per le donne, in particolare per prepararle per responsabilità di dirigenza.
La strada da percorrere è ancora lunga.

Lo studio ha sottolineato inoltre le differenze in base alla dimensione e al settore industriale. Più l’impresa è grande e meno appare “woman friendly”: le aziende con oltre 500 dipendenti avevano una minima percentuale di donne in posizione manageriale (13%), mentre quelle con meno di 10 dipendenti registrano una percentuale superiore (28%).
 Le donne manager sono più comuni nei settori della salute e dell’istruzione.  

Il problema delle pari opportunità nel mondo del lavoro tedesco è diventato urgente, tanto che il ministro dei diritti delle donne Katarina Barley (foto in alto) ha minacciato di introdurre una quota femminile obbligatoria se le maggiori società tedesche non riusciranno a inserire più donne nei loro organi esecutivi.

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