Congresso Manageritalia: il futuro del sindacato in 4 punti

Spunti e riflessioni dalla seconda tavola rotonda dei lavori congressuali, lo scorso 15 novembre. I concetti chiave emersi durante il dibattito con Christian Gambarelli, segretario generale Fim Cisl Milano; Stefano Passerini, direttore area sindacale Assolombarda; Donatella Prampolini, vicepresidente Confcommercio; Daniele Testolin, responsabile relazioni sindacali Manageritalia

Il Congresso di Manageritalia (Milano, 15 e 16 novembre) si è articolato lungo quattro temi – Welfare, Sindacato Km0, Trasformazione del Mondo del Lavoro e Conoscenza – al centro di altrettante tavole rotonde.

Il dibattito ha coinvolto voci autorevoli, esperti di ciascun ambito, e si è concluso con l’approvazione di una mozione.

La prima tavola rotonda ha avuto come focus il tema del welfare, mentre la seconda ha tracciato l’identikit della nuova idea di sindacato. Un sindacato di prossimità, aperto alle nuove sfide e alle trasformazioni in atto nella società e nel mondo del lavoro.

Abbiamo raccolto le dichiarazioni emerse da questo interessante confronto dividendole in punti.


1 – Il sindacato non può che essere a Km0

Christian Gambarelli: «Penso che non ci sia una strada alternativa dall’immaginare un sindacato a km0 in grado di dialogare laddove il lavoro si crea e si pensa. C’è bisogno di uno sforzo collettivo: dobbiamo uscire dalla logica della narrazione novecentesca del sindacato. Dobbiamo raccontare un sindacato che c’è sempre meno. In qualche caso non c’è più. Parlo del sindacato della lotta, della rivendicazione. Nelle nostre prime esperienze sindacali c’era stato chiesto di scioperare per le riforme delle pensioni e la prospettiva delle pensioni si allontanava sempre più. Bisogna lavorare per il lavoro perché è il posto dove passiamo la maggior parte del nostro tempo».

Donatella Prampolini: «Ho letto quanto hanno prodotto i gruppi di lavoro di Manageritalia. Noi sposiamo appieno questa idea di sindacato. Confcommercio è un sindacato di categoria km0. Confcommercio è stata creata sul territorio. Poi è arrivata quella nazionale. Sul territorio abbiamo statuti conformi ma non uguali. Qualcosa con cui l’imprenditore di oggi deve trovare delle risposte adatte a quel territorio. Le risposte che diamo in Puglia non sono quelle che diamo in Emilia Romagna. Oggi è difficile fare impresa. Stare al passo coi tempi. La nostra associazione non è solo commercio. Oggi bisogna essere in gradi di conoscere le dinamiche. Se ci chiudiamo nei nostri uffici non riusciamo a stare vicino ai lavoratori».


Stefano Passerini
: «Siamo un sindacato anche noi. Siamo il contraltare di Confindustria. E anche noi ci stiamo sempre più avvicinando al territorio. Assolombarda l’ha dimostrato. Tutto il tema della contrattazione aziendale spinge sempre più i temi verso il territorio. Necessita di una vicinanza anche alle aziende. Un altro tema è quello legato ai processi di digitalizzazione: siamo presenti nella vicinanza alle imprese. Su questo tema avremo una convergenza di interessi. Come favorire i processi di digitalizzazione? Un tema è quello della partecipazione attiva dei lavoratori. Federmeccanica ha parlato di lavoratore imprenditivo. Se non ingaggiamo i lavoratori non andiamo da nessuna parte».

2 – Algoritmi e persone

Prampolini: «I mercati maturi assistono a un ricambio generazionale che vede entrare in campo i manager e noi ne abbiamo bisogno perché molto spesso i figli vanno all’estero, a fare altro o non prendono le redini dell’impresa famigliare. È il momento migliore per inserire un manager».


Gambarelli
: «Occorre mettere insieme soggetti in grado di riconfigurare un modello diverso contrattuale».


T
estolin: «L’esigenza di essere presenti in azienda quando questa sta funzionando bene è fondamentale. Più del 50% dei posti di lavoro in azienda sono in fase di trasformazione. Porto alcune esperienze personali. Abbiamo incontrato i dirigenti sul territorio. C’era uno dei dirigenti che non era italiano. Non c’è distinzione tra dirigente e azienda. Il dirigente è l’azienda».

Prampolini: «Da noi non vengono a cercare prodotti ma un’esperienza d’acquisto. Non dobbiamo avere paura della digitalizzazione. Anche il piccolo imprenditore può vendere prodotti online. Magari mettendoci la faccia, a differenza di Amazon. Il 1° gennaio 2020 entrerà in vigore l’invio telematico dei corrispettivi. Da quest’anno abbiamo la fatturazione elettronica. La battaglia contro la digitalizzazione è persa in partenza. Oggi ci spaventa, domani sarà un’opportunità».


Testolin
: «Tenderanno ad aumentare i posti di lavoro qualificato. Dobbiamo giocare d’anticipo. Dobbiamo consentire di avere un monitoraggio continuo. Cosa meglio di un’app? Il manager non deve diventare un tecnico. La contrattazione deve per forza essere fatta a livello generale. I numeri sono indispensabili per avere omogeneità. I territori sono diversi. Ci sono gli enti. C’è la Comunità europea. Il mondo. Il ruolo del contratto deve consentire quell’elasticità che deve fare l’ultimo miglio».


3 – Chi sono i manager oggi?

Passerini: «Il management italiano è di buon livello, con una grande preparazione tecnica. Sui giovani vedo meno preparazione tecnica, c’è meno la necessità di conoscenze approfondite. Le imprese prima investivano molto di più sulle competenze comportamentali. Oggi le fanno sviluppare più sul campo. Dal 40enne in su vedo persone solide. Dal 40enne in giù vedo persone che devono fare molta autoformazione. Vedo oggi le relazioni sindacali divise su due parti. Le relazioni industriali e le relazioni interne. Vediamo dal nostro osservatorio. Vediamo le imprese intervenire in maniera indiretta sui nostri lavoratori. Lo spunto di riflessione è questo. Che il sindacato debba customizzare il suo intervento nei riguardi del singolo dipendente».


Gambarelli
: «La stragrande maggioranza dei manager che incontriamo escono dalla logica della ritualità e mettono in campo le competenze. I manager sono attenti a confrontarsi sui terreni comuni. Siamo seduti su una banca dati infinita. Il sindacato predittivo deve essere in grado di dire al suo associato stai attento, la tua professione sta cambiando».

Prampolini: «Il manager ideale è quello che mi rompe le scatole, che mi provoca e mette in discussione le mie certezze».


4 – Uscire dalla ritualità della contrattazione collettiva

Prampolini: «Cominciamo a lavorare sulle novità del contratto. Vorremmo fare un contratto collettivo in fretta, uscendo da lacci e lacciuoli di convenienza non più al passo coi tempi. Dobbiamo smetterla di aspettare che venga firmato quello del terziario, che venga firmato alle 3 del mattino anziché le 8 e via».


Testolin
: «Un famoso giornale tedesco a cavallo degli anni 70 e 80 uscì col titolo la tecnologia sta facendo sparire molti posti di lavoro. L’unica novità è che oggi questo avviene più velocemente. Dobbiamo incominciare a capire cosa ci sarà tra qualche anno. Le macchine sono brave a copiare ma l’uomo crea valore aggiunto. L’algoritmo regolato dagli uomini ci porterà verso il futuro. Il sindacato a km0 è capace di essere predittivo. Pensiamo all’internet delle cose, capace di intervenire prima che le cose succedano. Lo stiamo sperimentando in aziende innovative. La formazione deve anticipare le trasformazioni, essere capace di intervenire prima che i fenomeni possano produrre disoccupazione. Dalla rigenerazione del lavoro manifatturiero possono nascere un’infinità di nuovi lavori».


Da sinistra, Donatella Prampolini, Daniele Testolin, Stefano Passerini, Christian Gambarelli.


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