Guardando al 2019. Manager: opportunita e minacce

Cosa ci attende quest'anno? Lo abbiamo chiesto ad alcuni esperti. L'obiettivo? Capire quali sfide e tendenze caratterizzeranno il 2019. Un vademecum da leggere e condividere, su cui avviare una discussione. Iniziamo con Francesca Contardi, Managing Director EasyHunters. Con lei parliamo di manager, mercato del lavoro, organizzazione aziendale, competenze e personal branding

MERCATO DEL LAVORO MANAGERIALE

Opportunità: la fine del 2018 ha visto un rilancio delle richieste di manager, non solo in ambiti IT, che sono cresciuti moltissimo, ma anche nelle funzioni marketing e finance, in particolare controllo di gestione. Inoltre il cambio normativo sulle pensioni e la conseguente quota 100 sta portando alcuni manager che sarebbero rimasti in azienda a uscire prima, lasciando spazio alle seconde linee o all’arrivo di nuovi profili dall’esterno.

Minacce: l’estrema volatilità del mercato, i cambi normativi e l’instabilità europea sono segnali che spesso portano le aziende ad avere approcci attendisti, se non di difesa, con conseguenti minori investimenti e talvolta addirittura riduzioni dei costi. Hiring freeze ed eventuali riduzioni di teste sono minacce concrete.

ORGANIZZAZIONE AZIENDALE: COME CAMBIA E COME CAMBIA IL RUOLO DEL MANAGER?

Opportunità: la tecnologia e il digitale smaterializzano gli uffici e permettono di creare team anche con persone dislocate in ogni parte del mondo. Questo significa avere la possibilità di trovare, selezionare e assumere i migliori talenti e avere team fortemente specializzati ed eterogenei. I giovani che sono già nel mercato del lavoro e quelli che stanno per entrarvi hanno oramai interiorizzato e fatto propri i progressi tecnologici e le loro modalità di lavoro sono sempre più orientate allo smart working.

Minacce: l’arrivo in azienda dei Millennials e della Generazione Z (post Millennials) è certamente un’opportunità, ma le differenze anagrafiche, se sottovalutate, possono trasformarsi in un boomerang. I manager, a capo di team sempre più eterogenei per nazionalità ed età, dovranno imparare a comunicare nel modo più adatto alle esigenze di ciascuno, anche sfruttando al massimo le potenzialità del digitale e della tecnologia. In questa fase i manager dovranno gestire al meglio le proprie squadre, non solo attraverso obiettivi chiari ma anche attraverso una leadership che generi inspirazione.

COMPETENZE

Opportunità: nel portafoglio di competenze dei manager non potrà mancare la capacità di aggiornarsi in modo continuo. Questo è necessario non solo per essere al passo con i tempi e con le tecnologie che cambiano, ma rappresenta un fattore determinante nel bagaglio professionale di ogni manager, che sarà chiamato ad avere skills sempre più trasversali: gestione delle risorse, analisi dei trend di mercato, previsione di cambiamenti e obiettivi a medio-lungo termine. Oggi la ricerca di manager non si focalizza più solo sull’avere competenze specifiche ma si sonda bene se ha visione strategica, se è innovatore, se è un buon capo per le proprie risorse e se rappresenta indipendentemente dall’età un investimento di medio periodo.

Minacce: in un mondo sempre più connesso e in continua evoluzione, la competenza digitale è una delle chiavi per rimanere al passo con i tempi. E questo comporta inevitabilmente la necessità di una costante formazione, soprattutto nei settori IOT, settori che cambiano rapidamente. E nonostante se ne parli molto come fabbisogno, nella realtà il tempo necessario per la formazione è sempre molto poco, in particolare per i manager.

PERSONAL BRANDING

Opportunità: grazie ai social e a una corretta comunicazione è possibile farsi conoscere, veicolare valori e messaggi aziendali e creare engagement. Se ben gestito, il personal branding è uno strumento indispensabile per chiunque si trovi a gestire un team. I giovani prima di fare un colloquio googlano il nome della persona, cercano articoli, contenuti e se non trovano molto si pongono qualche domanda sulla capacità della società di essere al passo con i tempi.

Minacce: essere online, con un profilo, ormai non basta più. Il digital e i social sono un mezzo potentissimo, ma che deve essere costantemente presidiato per evitare di dare un messaggio sbagliato di sé e dell’azienda. Bisogna evitare errori di comunicazione trans-culturali (quello che va bene in Italia magari non funziona in Asia), controllare bene che il nostro nome non venga associato a situazioni critiche e rispondere/gestire eventuali crisi legate pure all’online. Questa gestione è una parte che sta prendendo sempre più tempo nelle attività quotidiane, pur non essendo ancora riconosciuta in nessuna job description.

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