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Italia Lavoro crea innovazione: un progetto di successo

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Italia Lavoro crea innovazione: un progetto di successo

Il Gruppo di lavoro CreaInnovazione di Manageritalia Roma ha messo in piedi un’iniziativa di cui vi vogliamo parlare.giuseppe romano Nell’ultimo anno sono state coinvolte imprese e organizzazioni in un progetto chiamato Creatività per l’innovazione.

Il progetto aveva un obiettivo preciso: verificare i risultati scaturiti dall’adozione di metodi e processi creativi in azienda, con un nuovo modo di lavorare e lo sviluppo di nuove competenze.

Il bilancio di questa iniziativa è decisamente positivo e ha confermato che le tecniche di creatività in percorsi guidati da consulenti esperti generano un forte impatto sia nella gestione delle risorse umane sia nell’approccio manageriale all’innovazione di prodotti e servizi.

Parliamo dunque di un modo concreto ed efficace per declinare il concetto di creatività e vogliamo raccontarvi attraverso una serie di interviste ai nostri referenti delle undici aziende che hanno aderito al progetto le storie di successo legate a questo percorso.

Ci confrontiamo oggi con Giuseppe Romano, coordinatore del Controllo di Gestione di Italia Lavoro.

Perché avete intrapreso un percorso di Creatività per l’innovazione?

In Italia Lavoro io coordino la funzione di controllo di gestione, che si occupa, tra l’altro, di rendicontare le spese sostenute rispettando le regole dettate dai vari fondi. La Commissione europea emana dei regolamenti per l’attuazione dei programmi del Fondo sociale europeo. Questa operatività si deve confrontare con le leggi nazionali, sia sul fronte di dinamiche retributive che di avanzamenti di carriera e un blocco pesante del turnover.

È difficile lavorare sulla motivazione delle persone con queste premesse?

In un ambiente pubblico in cui la leva di avanzamento di carriera è inibita, coordinare un gruppo di giovani con aspettative e una motivazione propria legata al fare un lavoro che piace, e che io cerco di rendere piacevole, al quarto anno di blocco comincia a scricchiolare. Abbiamo quindi pensato che il processo suggerito da Kairòs Solutions fosse quello più valido, un percorso che potesse toccare la leva della motivazione e migliorare le performance. In un anno siamo riusciti a intervenire sulla motivazione delle persone, portando i super motivati a trascinare gli altri.

Per quale motivo vi siete rivolti a un consulente?

Mi sono rivolto alle funzione interna Risorse Umane chiedendo di progettare un percorso che potesse essere anche un semplice team building e comunque raggiungere in pochi mesi l’obiettivo concreto di dare una spinta alla motivazione nel lavoro del mio gruppo. Mi è stato quindi proposto un percorso di formazione/consulenza basato su tecniche evolute di coaching creativo.

E come è andata?

Alla base di questa tecnica c’è il concetto che la risposta al problema è dentro di noi ma è necessario liberarla e farla emergere. I consulenti che ci hanno seguito non sapevano niente di controllo di gestione, ma attraverso un percorso creativo, utilizzando cioè tecniche adeguate di attivazione dei processi creativi – brainstorming, colori, mappe mentali – alternando metafore della realtà con la realtà vera, hanno permesso alle risposte/idee interne a ciascuno di emergere. La fase divergente, che genera quindi molte idee, va poi governata nella definizione delle soluzioni, facendola convergere verso soluzioni fattibili, quasi impensabili all’inizio.

Quale percorso avete seguito?

Il percorso è durato quasi un anno, con un impegno complessivo di circa una decina di giornate cadenzate mensilmente, con una fase di coaching creativo in gruppi di lavoro, organizzati in maniera interfunzionale e governati dai consulenti. Dopo un’analisi dei problemi siamo arrivati alla loro risoluzione mettendo trenta persone in un workshop nel quale si raccontavano le difficoltà e ognuno poteva dire la sua, anche se appena arrivato in azienda, trovando soluzioni brillanti. Per quanto mi riguarda ho messo in campo la leva motivazionale attraverso la riorganizzazione del servizio, gestendo un turnover ragionevole, ridefinendo compiti e ruoli in modo più puntuale anche nel perimetro delle responsabilità.

Come si è evoluto il progetto?

Abbiamo fatto evolvere il progetto in un processo che nella sua metodologia permette di stimolare la creatività, diventando quindi una funzione di re-engineering creativo dei processi interni. Il progetto è andato avanti per qualche mese, con dei momenti di supporto e supervisione da parte dei consulenti. Un altro risultato è stato quello di organizzare un manuale d’uso per la gestione dell’archivio documentale. Abbiamo facilitato l’uso di un sistema informatico evoluto (SAP) con l’obiettivo di diffusione delle conoscenza rispondente a una logica “user friendly”. Altro risultato importante è l’aver facilitato il processo di raccolta dei contributi volto al miglioramento della squadra.

Le idee generate potranno essere attuate con facilità?

I consulenti sono stati bravissimi e ci hanno accompagnato nella fase di coaching creativo trasferendoci anche tecniche che ritengo possano essere riapplicate avendole vissute.

A prescindere dal progetto, abbiamo dovuto comunque portare avanti il lavoro quotidiano. Il metodo e il processo seguito ci hanno aiutato molto a ottenere i risultati raggiunti. Quando parli di processi creativi sembra che tu ti stia riferendo a chi scrive o disegna fumetti, o altre cose simili e pensi che questi non siano utilizzabili nella tua realtà strutturata. Le tecniche utilizzate si possono invece applicare con successo ai processi di tutti i giorni anche ai più aridi quali quelli di rendicontazione dei costi.

In definitiva ritiene sia stata un’esperienza utile? 

La risposta è certamente sì, da quello che mi dicono anche tutti i partecipanti al progetto credo che sia stata una lezione utile e positiva per tutti noi. Ho provato a istituzionalizzare questo approccio in una funzione, ma devo dire che gestire l’innesco di nuove progettualità è un po’ più complesso di quello che pensassi. Quindi forse una vocina esterna che ci supporta e stimola nella creazione di nuovi percorsi rimarrà utile anche nel futuro.

Quali sono i risultati tangibili che avete ottenuto?

Il primo risultato è che coinvolgendo tutta la squadra, grazie anche ai processi creativi, ho motivato tutti. Il secondo risultato è che ho davvero potuto utilizzare il contributo di tutti, cosa che nella quotidianità basata su modelli gerarchici non funziona. Il terzo elemento è che ci siamo divertiti, il che non guasta: a coronamento del progetto la variabile ludica non è mai abbastanza.

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