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Il coraggio di osare. Leadership e cambiamento creativo

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Il coraggio di osare. Leadership e cambiamento creativo

Un altro libro che parla di creatività, pensiero laterale, flessibilità. Altre descrizioni sul mondo che cambia, sulla necessità di adeguarsi per sopravvivere. Fuori è una giungla, vince chi si adatta al cambiamento, eccetera eccetera. Risparmiatemi la lettura dell’ennesimo libro che racconta di mercati iper-competitivi e clienti sempre più esigenti. 

Questo ho pensato rigirandomi tra le mani il libro di Luciano Boccucci, "Il coraggio di osare. Leadership e cambiamento creativo" (ed. Guerini Next, 2015 – 189 pagine). Armato di tutto lo scetticismo possibile ho dunque affrontato le prime pagine di questo libro. Libro che già dall’inizio, però, affronta il tema della creatività in modo differente. Non sono suggerite tecniche da formazione prêt-à-porter, nessun cappello colorato da indossare, nessuna esercitazione di gruppo, nessuna lavagna di post-it colorati.

Il libro apre con un’affermazione chiara: "la creatività è una competenza cruciale per essere leader di successo in un'era di innovazione e di cambiamento" visto che "il 47% dei lavori di oggi saranno probabilmente automatizzati nel prossimo futuro". Lo so cosa state pensando: mi riguarda direttamente? Riguarda il mio lavoro? La risposta è sì. La maggior parte dei lavori di oggi saranno automatizzati, sostituiti da macchine intelligenti guidate da software capaci di auto-apprendere. Molte professionalità, anche quelle ad alta specializzazione rischiano di essere rimpiazzate dai robot. 

Quali comportamenti dovremmo quindi adottare per prepararci al futuro che avanza? Il libro di Luciano Boccucci ci spinge a ripensare alla creatività considerandola, insieme alle abilità di problem solving, come una delle capacità personali fondamentali per i leader del ventunesimo secolo. Una soluzione "chiavi in mano" purtroppo non esiste perché "dobbiamo stare nella complessità e affrontare il caos, senza pretendere di trovare appigli dove non ci sono, ma guardando in faccia l'opacità e l'incertezza". Non è la risposta che vi aspettavate, lo so. Eravate abituati a uscire dai vari corsi di training aziendale con un pacco così di slide e la certezza che contenessero risposte pronte all'uso. Non è così. 

Il leader del futuro dovrà essere capace di gestire il cambiamento non solo tramite il "fare" ma anche attraverso l'"essere". Se prima abbiamo tentato di prevedere l'incertezza, la volatilità del mercato ipotizzando complessi sistemi di pianificazione strategica, dobbiamo invece accettare che incertezza, complessità e ambiguità sono impossibili da riportare a una situazione di stabilità e sicurezza. Sarà sempre più difficile fare delle previsioni azzeccate, le variabili in gioco sono troppe, troppo interconnesse e interdipendenti in modo non lineare. Impossibili da controllare.

Quali caratteristiche, competenze, risorse devono avere i leader a guida delle organizzazioni? Non basta più impartire ordini, distribuire compiti e controllarne lo stato di avanzamento. Le soluzioni standard finora adottate non vanno più bene. Oggi occorrono leader capaci di mantenere una visione del futuro anche operando in situazioni opache, muovendosi nell'incertezza, senza punti fermi da seguire. Servirà poca esperienza, molta apertura mentale e capacità di sfidare lo status quo. Siete pronti?


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