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7 libri di management da leggere questa estate

Letture estive per cogliere spunti utili per la carriera e la vita personale
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7 libri di management da leggere questa estate

Eccoci al nostro tradizionale appuntamento estivo con i libri da portare con voi durante le vacanze.

Siamo pronti ad affrontare il futuro? Proviamo a capirlo con una future maker, ossia una persona che per mestiere analizza e interpreta i trend tecnologici con i quali avremo a che fare nel futuro. Cristina Pozzi, autrice del libro “Benvenuti nel 2050. Cambiamenti, curiosità e criticità” (Egea editore, 221 pagine, 2019), è un’imprenditrice e divulgatrice. È stata nominata come leader del futuro dal World Economic Forum in quanto esperta di scenari futuri in relazione alle nuove tecnologie. In questo libro e in diversi inspirational talk, disponibili sul web, ci spiega come possiamo essere a prova di futuro e prepararci ai cambiamenti.

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Lo sostiene anche Cal Newport nel suo bestseller “Deep work. Concentrati al massimo” (Roi Edizioni, pagg. 288, 2020): in futuro avranno successo solo le persone che sapranno focalizzare la propria attenzione su attività complesse legate al loro lavoro. Persone che sapranno dire no alla filosofia imperante del multitasking, che sapranno disconnettersi dai vari dispositivi tecnologici quando dovranno affrontare un compito complesso, valutare opzioni, prendere decisioni o immaginare in modo creativo una soluzione ancora non visibile. Per riuscire a raggiungere la giusta concentrazione sul lavoro, è però necessario dotarsi di strumenti che permettano di facilitare la concentrazione stessa, uno di questi strumenti è la famosa, vecchia agenda.

L’agenda come strumento di lavoro certo non è una novità. Utilizzata in forma cartacea o elettronica, segna il quotidiano delle nostre attività lavorative: ma siamo sicuri di usarla in modo corretto? Il libro di Claudia Elisabetta Muccinelli dal titolo “L’Arte dell’Agenda: organizza il tuo tempo senza perdere tempo” (Amazon Italia, 148 pagine, 2020) apre una riflessione sull’utilizzo del proprio tempo. Riflessione elaborata sotto forma di intervista-dialogo filosofico con il time designer Roberto Rosso.

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È un assioma: chi arriva in cima crede di avere meritato il proprio successo: quelli che non ce l’hanno fatta, meritano il loro destino. Le opportunità sono uguali per tutti, basta saperle cogliere. È davvero così? Qualche dubbio lo suscita la lettura del libro di Michael Sanders, “La tirannia del merito. Perché viviamo in una società di vincitori e di perdenti” (Feltrinelli editore, 288 pagine, 2021).

Il libro parte da un episodio di cronaca. Nel 2019, la procura federale degli Stati Uniti accusa trentatré genitori benestanti di aver pagato, in modo fraudolento, per garantire l’ammissione dei propri figli a prestigiose università, tra le quali Yale, Stanford e l’Università della California (USC).

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Ora che sapete tutto sulla resilienza e su come resistere di fronte alle difficoltà che incontrate ogni giorno sul lavoro, dimenticate tutto. Corsi di formazione, libri e articoli sulla resilienza sono roba passata. O meglio, ora che avete capito cos’è la resilienza, dovete rendervi conto che non basta. Non basta perché si concentra sul come resistere agli urti, come essere duttili, ma non spiega come beneficiare dell’esperienza, come evolvere dopo aver vissuto un problema e fare in modo che questo non si ripresenti in futuro.

È necessario quindi superare il concetto di resilienza, fare un passo in avanti e leggere il libro di Giuseppe Vercelli e Gabriella d’Albertas dal titolo “Antifragili. Fai della fragilità il tuo punto di forza e dell’incertezza un cavallo di battaglia” (Feltrinelli, 256 pagine, 2021). Giuseppe Vercelli è professore di Psicologia dello Sport presso l’Università di Torino, oltre ad essere responsabile dal 2011 dell’Area Psicologica della Juventus F.C. In questo libro, Vercelli ci introduce al concetto di antifragilità, che supera quello di resilienza e che nasce dopo aver sperimentato e superato una situazione critica.

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Per ogni posto di lavoro lasciato libero da un senior corrisponde una nuova assunzione per un giovane, il rapporto è uno a uno. Questo assioma in realtà è un luogo comune, come scrive Elsa Fornero nella sua prefazione al libro di Gianbattista Rosa, Active Ageing in azienda. Trasformare i lavori senior da problema a opportunità (Franco Angeli, 120 pagine, 2021).

Un luogo comune basato sulla falsa credenza che il sistema economico sia costituito da un “determinato” numero di posti di lavoro e che quindi un nuovo arrivato possa trovare occupazione solo a fronte di una corrispondente uscita da parte di chi, quel posto lo occupa. Una recente ricerca della Banca d’Italia ci dice che la realtà è più complessa e che questo rapporto di sostituzione si limita a un assunto ogni due pensionati. Sempre nella sua prefazione, Elsa Fornero controbatte inoltre ai fautori del pensionamento anticipato sostenendo che un’iniziativa del genere, pubblicizzata come favorevole ai giovani in realtà ricadrebbe proprio su di loro gravandoli di altre tasse per garantire l’assistenza previdenziale a un numero sempre maggiore di pensionati

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Consiglio infine questo racconto di viaggio di Paolo Rumiz descritto nel libro Appia (Feltrinelli, 362 pagine, 2016). L’autore, giornalista e scrittore, ha percorso a piedi la prima grande via europea, l’Appia e in questo libro ci riporta alla sua storia perduta. Una storia che non riguarda solo l’Impero Romano ma la stessa storia dell’Italia, della sua unificazione, dei suoi sapori e colori. Un viaggio che ripercorrendo l’antica strada romana ci porta alla ri-scoperta di quell’Italia meno conosciuta, forse dimenticata, ma non per questo meno bella.

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