L’IA sta impattando fortemente sul mondo del lavoro ed è destinata ulteriormente a modificarne i connotati, con la necessità di acquisire nuove competenze, integrare maggiormente i processi con l’innovazione tecnologica e creare una forte sinergia tra capacità umane e artificiali.
Un’importante occasione di confronto sul tema dell’intelligenza artificiale in ambito lavorativo, è stato l’evento “IA E LAVORO: Governare la trasformazione, moltiplicare le opportunità”, organizzato dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, in collaborazione con INPS e INAIL, tenutosi il 27 febbraio 2026. L’appuntamento ha visto la partecipazione di istituzioni italiane ed internazionali (leggi qui il Programma dell’evento con tutti gli interventi) e ha toccato trasversalmente molteplici aspetti, con panel dedicati a:
- strategie pubbliche e standard globali per l’IA nel lavoro; strategia IA del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali; ruolo degli Enti di previdenza e assistenza nell’attuazione della strategia IA;
- fiducia nell’IA, trasparenza, responsabilità e tutele;
- imprese, sindacati e istituzioni: sfide dell’IA;
- scenari, competenze e innovazione per il lavoro che cambia.
È possibile rivedere l’evento sui canali ufficiali del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, ai seguenti link:
- IA E LAVORO: Governare la trasformazione, moltiplicare le opportunità
- IA E LAVORO: Governare la trasformazione, moltiplicare le opportunità (seconda parte dei lavori)
- IA E LAVORO: Welfare e intelligenza artificiale. Innovazione, servizi e tutela delle persone
- IA E LAVORO: Sicurezza sul lavoro e intelligenza artificiale.
Anche dal punto di vista giurisprudenziale, aumentano le pronunce che hanno a che fare con procedure regolate da algoritmi. Una recente sentenza del TAR Lazio, pubblicata il 2 febbraio 2026, ha affrontato la casistica delle graduatorie dei concorsi pubblici stilate attraverso la valutazione dei requisiti dei candidati ad opera di sistemi automatizzati. In merito, per quanto di interesse ai fini del presente articolo, il Tribunale Amministrativo ha asserito che anche nelle procedure algoritmiche non può essere esclusa la cosiddetta riserva di umanità o human oversight, che impone un controllo umano delle decisioni automatizzate. Il TAR ha, inoltre, rilevato che, pur non essendo direttamente applicabili nella specifica fattispecie ratione temporis le disposizioni della legge italiana sull’IA (L. n. 132/2025) e dell’AI ACT (Regolamento UE 2024/1689) relative ai sistemi ad alto rischio, il Regolamento sull’intelligenza artificiale può legittimamente rappresentare un “parametro interpretativo evolutivo” in materia.