Con The Blue Economy Summit & Trade Show 2026 (BEST) nasce l’evento biennale di Blue Media, nuovo punto di riferimento internazionale per la Blue Economy.
Conferenze, workshop, spazi espositivi e networking daranno vita a un grande hub di relazioni e opportunità. La prima edizione si terrà dal 16 al 19 novembre 2026 a Genova, nel Waterfront di Levante (Padiglione Jean Nouvel).
BEST nasce con l’ambizione di diventare il principale appuntamento internazionale dedicato alla Blue Economy, riunendo i protagonisti dei settori marittimo, portuale, logistico, energetico e dei trasporti insieme a ricerca, innovazione e startup.
In uno scenario segnato da profondi cambiamenti geopolitici e commerciali, garantire connessioni efficienti per merci e persone è sempre più strategico.
Lo sviluppo di infrastrutture e corridoi logistici europei può rafforzare il ruolo dell’Italia come piattaforma naturale tra Mediterraneo ed Europa, valorizzandone la posizione geografica e il sistema portuale.
A dare vita a questo appuntamento è Blue Media, media company fondata nel 2024 dal Gruppo MSC, anche in seguito all’ingresso nel perimetro editoriale dello storico quotidiano genovese Il Secolo XIX.
In questa intervista approfondiamo obiettivi dell’evento e la visione di una realtà che punta a promuovere il dialogo e la conoscenza tra gli attori dell’ecosistema della Blue Economy.
Ci racconta come nasce Blue Media e quali sono gli obiettivi che vi prefiggete?
«Blue Media nasce nel 2024 su iniziativa del Gruppo MSC come media company dedicata alla Blue Economy. Integra testate storiche come Il Secolo XIX, The MediTelegraph, L’Avvisatore Marittimo e TTM, affiancate da una piattaforma editoriale bilingue internazionale, Blueconomy.com. Attraverso informazione, analisi, dati ed eventi come BEST, raccontiamo l’intero ecosistema del mare, creando un luogo di confronto tra imprese, istituzioni, ricerca e investitori per rafforzare la competitività di Italia ed Europa».
Qual è il valore aggiunto di una media company specializzata, tra le altre cose, nella Blue Economy?
«Oggi non basta informare: serve connettere. Blue Media vuole essere una piattaforma in grado di mettere in relazione mondi che spesso procedono in parallelo, dall’industria alle istituzioni, dalla ricerca alla finanza. Per mezzo di contenuti qualificati, eventi e una prospettiva internazionale, contribuiamo a costruire una cultura condivisa dell’economia del mare e delle sue opportunità».
Cos’è e quanto pesa oggi la Blue Economy per il Paese?
«La Blue Economy è un ecosistema che va oltre il solo comparto marittimo: include porti, logistica, trasporti, energia, turismo, cantieristica, innovazione e ricerca. In Italia vale oltre 216 miliardi di euro, circa l’11% del Pil, e occupa più di un milione di persone.
È una leva strutturale di competitività, ed è proprio per questo che nasce BEST: una piattaforma per favorire confronto, investimenti e visione internazionale».
Cosa significa per voi dare voce alla filiera della Blue Economy?
«Significa superare una narrazione frammentata di un settore che è invece fortemente integrato. Blue Media nasce per favorire una lettura unitaria della Blue Economy, offrendo informazione, dati ed eventi capaci di stimolare il dialogo tra imprese, istituzioni, ricerca e investitori, contribuendo a una visione comune sul futuro del mare».
Qual è il messaggio chiave di BEST per imprese e istituzioni?
«BEST nasce con l’ambizione di diventare un punto di riferimento internazionale per la Blue Economy. Il messaggio centrale è che competitività, sostenibilità e sviluppo infrastrutturale richiedono un approccio integrato, fondato sulla collaborazione tra tutti gli attori della filiera.
L’obiettivo è tra sformare il confronto in progetti concreti, mettendo a sistema esperienze, competenze e investimenti lungo tutta la catena del valore del mare.
In questo percorso, Road to BEST, un tour iniziato nel maggio dello scorso anno e che proseguirà anche nel 2027, ha già coinvolto undici città portuali italiane in un anno di incontri tra stakeholder, manager, istituzioni, contribuendo a costruire contenuti e relazioni che confluiranno nell’appunta mento di Genova».
Perché Genova come sede della prima edizione?
«Genova è un punto naturale di incontro tra Mediterraneo, Europa e grandi rotte globali. È una città simbolo della cultura marittima e un hub dove convivono portualità, logistica, industria, ricerca e innovazione. Sceglierla significa valorizzare un ecosistema già centrale e proiettarlo in una dimensione internazionale».
Come trovano spazio innovazione e sostenibilità dentro BEST?
«Sono i due assi portanti dell’evento. Il programma congressuale affronterà digitalizzazione, intelligenza artificiale, decarbonizzazione, energia, sicurezza e infrastrutture.
Il filo conduttore è quello di accompagnare la trasformazione della Blue Economy verso modelli più efficienti e a minore impatto ambientale, favorendo il dialogo tra industria, ricerca e mondo delle policy per accelerare l’adozione di soluzioni concrete lungo tutta la filiera».
Di che filiera parliamo e come sarà rappresentata?
«Parliamo di un ecosistema che integra infrastrutture portuali, ferroviarie, stradali e intermodali come fattori chiave di crescita e competitività.
Accanto al programma congressuale, il Trade Show rappresenta il secondo pilastro di BEST: oltre 20.000 mq e più di 250 aziende e organizzazioni che presenteranno innovazioni per porti, logistica, energia e trasporti.
In questo contesto, emerge con forza anche il ruolo del management e dei decisori industriali, chiamati a interpretare questa complessità e a guidare l’integrazione tra tecnologie, sostenibilità e modelli organizzativi lungo tutta la filiera».
Che ruolo hanno i manager in questa transizione?
«Ai manager oggi è richiesto sempre di più di integrare visione strategica e capacità di innovazione, governando trasformazioni tecnologiche e sostenibilità.
La Blue Economy richiede leadership capaci di superare i confini settoriali e costruire alleanze pubblico-private per rafforzare la competitività di Italia ed Europa.
Il valore aggiuntivo che ci proponiamo di creare sta proprio nella capacità di generare connessioni e relazioni che accelerino il trasferimento di conoscenze e tecnologie».
Quale eredità dovrebbe lasciare la prima edizione di BEST?
«Non un evento isolato, ma una piattaforma permanente. BEST deve diventare il luogo in cui ogni due anni si incontrano decision maker, imprese, startup, investitori e ricerca per confrontarsi sulle trasformazioni della Blue Economy e generare opportunità concrete per il sistema Paese e per l’intera filiera della “risorsa blu”».
