La scarsa managerializzazione frena le imprese piemontesi

Solo il 30% delle Pmi ha manager esterni alla famiglia, rispetto all’80 dei principali competitor europei, nanismo non solo dimensionale che impedisce il salto di qualità

Torino, 10 maggio 2026 – Troppe microimprese (95,1%), pochissime grandi (0,1%) e poche piccole (4,6%) o medie (0,6%) e in generale sottomanagerializzate. Questo il quadro in Piemonte, che non si discosta gran che da quello nazionale che vede le imprese impreparate ad affrontare sfide complicate come la transizione energetica e digitale e una crisi internazionale che si fa sentire e incide sulla capacità di innovare e competere.

In Piemonte ci sono 10.379 dirigenti di cui il 19% donne (aumentate del 71,5% negli ultimi 16 anni) e 116.598 imprese sopra i 9 dipendenti emerge subito come ancora la stragrande maggioranza delle Pmi sia priva di manager esterni alla famiglia, presenti solo nel 30% delle Pmi italiane a fronte di circa l’80% di quelle di Germania, Francia e Spagna. E quanto una gestione manageriale sia determinante per competere lo spiegano i dati che vedono le nostre grandi e medi imprese avere una produttività in linea e a volte superior alla media europea e invece crollare a livello di piccole e microimprese.

La crescita e, quindi, la managerializzazione delle Pmi sono stati alcuni dei temi al centro dell’Assemblea di Manageritalia Piemonte e Valle d’Aosta che si è tenuta domenica 10 maggio al Centro Internazionale di Formazione dell’ILO di Torino. All’Assemblea erano presenti anche Andrea Tronzano, Assessore al Bilancio e Sviluppo delle attività produttive della Regione Piemonte, Ludovica Cloria, Vicepresidente del Consiglio Comunale di Torino, la Consigliera regionale Laura Pompeo e Luisa Quarta, Presidente della Cassa sanitaria “Carlo De Lellis”

A questo gap manageriale rispetto ai principali competitor (in Italia ci sono nel settore privato 0,9 dirigenti ogni cento dipendenti, 0,9 in Piemonte e 0,3 in Valle d’Aosta e 2-4 nei principali paesi europei) si aggiunge un calo del 2%di dirigenti privati nella regione (-4,1% negli ultimi 16anni) a fronte di una crescita nazionale del 2,6% nell’ultimo anno e +17,4 dal 2008 a oggi. Situazione simile se non più marcata in Valle d’Aosta dove il calo è stato del -12,3% dal 2008 al 2024.  

“Siamo convinti che il nostro territorio abbia grandi potenzialità e concrete possibilità di crescita – spiega il presidente di Manageritalia Piemonte e Valle d’Aosta Alfredo Lanfredi – ma allo stesso tempo crediamo che una crescita strutturale e duratura potrà avvenire solo attraverso una robusta managerializzazione delle imprese. Affinché quanto auspichiamo si realizzi, chiediamo alle istituzioni del territorio ed in particolare alle nostre 2 regioni di riferimento di fare sistema e di trovare, anche attraverso i fondi europei, una cifra importante da destinare alle imprese che vorranno investire sul loro futuro assumendo figure manageriali (quadri e dirigenti) capaci di farle crescere e competere in Europa e nei mercati internazionali. In aggiunta ai settori manifatturieri ed al settore aerospaziale, a nostro avviso bisognerà prestare attenzione particolare a settori come i servizi, il turismo e l’accoglienza, l’informatica, l’enogastronomia … In altre regioni lo si sta facendo ed il relativo territorio ne sta già beneficiando sotto svariati profili e soprattutto in termini di aumento di competitività e di fatturato”.

Parole a cui hanno fatto eco quelle di Andrea Tronzano, Assessore al Bilancio e Sviluppo delle attività produttive della Regione Piemonte: “Siamo profondamente convinti della necessità che le Pmi si aprano sempre più a competenze manageriali esterne, perché oggi crescita, innovazione e competitività passano anche dalla capacità di dotarsi di professionalità adeguate alle sfide del mercato. Non a caso, nel 2025 abbiamo stanziato 5 milioni di euro di fondi europei proprio per sostenere questo obiettivo. Un impegno che la Regione Piemonte compatibilmente con il bilancio vorremo  riproporre vedremo nei prossimi mesi, se sia possibile trovare le risorse per individuare misure capaci di accompagnare le imprese in percorsi di sviluppo, innovazione e managerializzazione,Momenti come la consegna delle borse di studio- conclude Tronzano –  rappresentano inoltre un segnale importante di valorizzazione del merito e dei talenti delle nuove generazioni”

L’assemblea è stata anche l’occasione per valorizzare il talento delle nuove generazioni, con la consegna di 141 borse di studio Manageritalia e Renzo Scianca, sostenute dal “Fondo Mario Negri”, destinate a studenti meritevoli dalle scuole medie fino all’università. Un riconoscimento concreto all’impegno e al merito, che testimonia l’attenzione dell’associazione verso la formazione e lo sviluppo del capitale umano, leva fondamentale per la crescita futura del Paese. Nello specifico 140 sono andate a ragazzi e ragazze piemontesi e una a un ragazzo valdostano.

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