Protagonisti anche nella società

Costruire futuro, valore e responsabilità in un mondo che cambia
ruolo sociale del management

In un tempo di trasformazioni rapide, dove innovazione tecnologica, transizione demografica e sfide globali ridisegnano ogni giorno gli scenari, la domanda che risuona con più forza è: quale futuro vogliamo costruire?

Una domanda che riguarda tutti, ma che per un’associazione come Manageritalia, che rappresenta oltre 45.000 manager – dirigenti, quadri ed executive professional – assume un significato particolare e una responsabilità crescente.

Per iniziare a rispondere, dobbiamo porci un’altra domanda, ancora più essenziale: chi vogliamo essere nella società? Essere manager oggi non significa più soltanto guidare team o generare risultati economici. Significa interpretare i cambiamenti, dare forma al progresso, creare valore condiviso. Significa prendersi cura delle persone, delle organizzazioni e della società, con una leadership capace di visione e responsabilità.

Manageritalia vuole essere protagonista di questa trasformazione, mettendo al centro una nuova idea di rappresentanza: più ampia, più evoluta, più capace di parlare il linguaggio del futuro.

Una rappresentanza su tre livelli 

Lo facciamo su tre livelli integrati:

  • Sindacale, attraverso la contrattazione collettiva, che per noi è una leva di tutela, sviluppo e innovazione;
  • Sociale, con la fondazione Prioritalia, luogo di pensiero e azione sui temi dell’inclusione, del lavoro e della coesione;
  • Istituzionale, con la Confederazione Cida – che abbiamo fondato e oggi contribuiamo a guidare – per portare la voce del management al centro del confronto con il Paese.

Siamo già oggi una comunità di rappresentanza multilivello, e vogliamo esserlo in modo sempre più professionale, puntuale, preparato.

Un ecosistema della managerialità aperto e inclusivo 

In un’Italia che fatica a trattenere talenti e ad attrarne di nuovi, Manageritalia si propone come attore chiave per sostenere un ecosistema della managerialità, aperto e inclusivo. Vogliamo intercettare l’evoluzione delle figure dirigenziali, riconoscere le nuove competenze, rappresentare i profili emergenti. Non per ampliare il perimetro, ma per accompagnare un cambiamento reale, che nelle imprese è già in atto.

Una leadership che genera futuro

Vogliamo essere la voce di una leadership che include e non esclude, che genera futuro e non rendite di posizione. Una leadership che investe nelle persone, nella loro formazione continua, nella qualità del lavoro e nella responsabilità sociale.

La nostra missione è anche culturale. Per noi, guidare oggi significa contribuire a un dibattito pubblico alto, capace di andare oltre le urgenze del presente e costruire visioni di lungo periodo.

Significa ribadire che il successo si misura in coesione sociale, qualità della vita, comunità resilienti, oltre che in crescita economica.

Le nostre radici, la nostra forza 

Tutto questo lo facciamo a partire da una forza concreta: il contratto dirigenti, strumento avanzato di rappresentanza, e una rete che negli ultimi dieci anni è cresciuta del 40%. Ma lo facciamo anche attraverso un sistema di servizi – contrattuali e non – che vogliamo rafforzare e aggiornare, per rispondere alle nuove esigenze dei territori, dei settori, delle persone.

Manageritalia come bene comune

Il nostro impegno per il futuro è chiaro: essere non solo la casa dei manager di oggi, ma anche di quelli di domani. Essere un laboratorio di idee e soluzioni, capace di orientare le transizioni – digitali, green, sociali – e di costruire alleanze solide per il bene del Paese.

Chi vogliamo essere nella società? Una comunità che non si limita a rappresentare interessi, ma che si assume la responsabilità di orientare e costruire il futuro. Perché oggi, più che mai, la managerialità è un bene comune.

Tratto dal numero speciale di Dirigente – La rivista di Manageritalia – Sfoglialo qui.

 

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