Scherzi dell’IA – Chi la fa, l’aspetti
E chi la usa si aspetti di tutto. A un’influencer cinese si è improvvisamente disattivato il filtro di bellezza e in pochi secondi si è scoperto che senza la maschera di IA la donna sembra molto più vecchia e, sempre in pochi secondi, ha perso più di 100.000 follower. Certo, imbecilli coloro che credono di avere ancora a che fare con cose reali.
A un centro di formazione per fisioterapisti l’uso dell’IA ha dato alla testa o, meglio, ai piedi (vedi foto per promuovere i corsi in basso). Ma i migliori scherzi sono quelli di guerra. L’IA è diventata l’arma propagandistica per eccellenza: capace di generare discorsi, volti, gesti, azioni che imitano la vita per fraintendere.
Come emerge da un’inchiesta della BBC, siamo invasi da un’ondata senza precedenti di contenuti falsi sulla guerra all’Iran di Stati Uniti e Israele. Immagini satellitari delle distruzioni in corso che neanche Grok riconosce come falsi.
La situazione è ormai fuori scala. Per capire la gravità del problema, basti pensare che il 5 marzo, il governatore del Texas, Greg Abbott, ha condiviso sul suo profilo X il video falso di una nave da guerra americana che prendeva di mira un aereo militare iraniano. Fine degli scherzi.

IA al Vaticano – Omelie artificiali
L’attesa è finita. And finally, the AI is here! Nel Vaticano. Pare che Papa Leone XIV abbia chiesto ai sacerdoti di smettere di usare l’IA per scrivere le omelie.
Tutto è partito da alcuni video diventati virali su TikTok: prediche perfette, frasi ben costruite, ma tutte assai uguali, simili. Insomma, la tirannia dei like e follower, ha colpito anche ai “veri piani alti”.
Segno dei tempi. Siamo passati dalla parola ispirata al prompt ispirato. Amen.
Scemo più scemo – Modern idiocracy
Idiocracy era un vecchio film satirico del 2006 su un futuro popolato da autentici idioti incapaci di risolvere qualsivoglia problema. Siamo noi. Non facciamo più ricerca sui motori di ricerca ma ci accontentiamo della prima risposta dell’AI Overview.
Non impariamo più le lingue, ma ci accontentiamo di traduttori, come quello lanciato da T-Mobile, negli Stati Uniti, che forse è la prima piattaforma di AI Live Translation in tempo reale integrata direttamente in una rete mobile. Il trend in atto è la delega totale.
Con rischio totale. A furia di “scaricare” mansioni, scarichiamo noi stessi finendo fuori controllo. Noi, e pure l’IA.
Allgorhythm – Almeno balla
Quando si è in ballo, bisogna ballare, accettando le conseguenze. L’ultimo singolo della storica band slovena Laibach “Allgorhythm” ci mette in guardia: «A nessuno importa del tuo punto di vista, importa solo che l’algoritmo funzioni per te». E ti dà il ritmo.
Next cancel culture – L’IA ci boicotta
Gli algoritmi stanno riscrivendo il nostro modo di leggere. E di pensare. Siamo dentro una rivoluzione paragonabile a quella dei Greci antichi. Solo che questa volta corre a velocità folle. L’IA non cambia solo cosa leggiamo, ma come comprendiamo il mondo.
Avremo accesso a tutto. Ma capiremo meno. Scriveremo meno. Verificheremo meno. Immersi in un mare di contenuti sintetici, la verità diventa sfuggente. Il rischio non è perdere la scrittura, è perdere il pensiero critico. Se lasciamo agli algoritmi il compito di leggere e scrivere per noi, smettiamo di analizzare, dubitare, capire.
Non è il futuro. È già realtà. Che ci cancella. E mentre i doppiatori tedeschi si rifiutano di lavorare per Netflix al grido “Vuole usare le nostre voci per addestrare l’IA”, la battaglia si inasprisce con risvolti anche comici.
Un ragazza che ha dato all’agente OpenClaw accesso alla sua email si è vista cancellare tutte le conversazioni, costringendola a spegnere manualmente il computer poiché via messaggio non rispondeva più ai comandi.
Più tardi, l’IA ha ammesso di aver violato le regole e ha promesso di non farlo di nuovo. La parte migliore della storia? La tipa è direttrice della sicurezza IA in Meta.
Non male. Poi, c’è il boicottaggio subdolo. Gli elettrodomestici, o auto “intelligenti”, sono in contatto con il produttore e possono essere disattivati in ogni momento.