Nel 1970 Milton Friedman sosteneva che l’unica responsabilità sociale dell’impresa fosse generare profitti.
Oggi, dopo oltre cinquant’anni, questa visione è stata superata: la sostenibilità è diventata parte integrante del business globale, pur con recenti segnali di rallentamento e fenomeni come il greenhushing.
Norme più restrittive, la complessità nella misurazione dell’impatto e l’instabilità geopolitica hanno complicato il quadro, portando persino l’Unione europea a posticipare alcune scadenze normative. Al contrario, la Cina ha accelerato con l’introduzione dei China sustainability disclosure standards, rendendo la rendicontazione Esg obbligatoria e universale entro il 2030.
In questo scenario incerto si colloca il posizionamento di Manageritalia, che ha da sempre un’attenzione strutturale alle dimensioni social e governance, un tratto che appartiene alla sua storia e al suo agire quotidiano.
L’Associazione interpreta la sostenibilità come percorso non solo regolatorio, ma culturale e valoriale: una trasformazione che mette al centro la persona e il ruolo sociale del management.
Proprio per questo la sostenibilità è diventata nel 2024 uno dei temi fondativi della nostra Organizzazione e una delle otto aree portanti del Piano operativo 2024-2028.
I riferimenti a due encicliche – Centesimus annus di Giovanni Paolo II e Laudato sì di Papa Francesco – offrono una cornice etica che valorizza l’impresa come “comunità di uomini” e considera il profitto un indicatore necessario ma non esclusivo del buon andamento aziendale.
L’impresa produce anche valore immateriale, relazionale e sociale; la sostenibilità, pertanto, non può essere ridotta ad adempimento ma è un modo nuovo di interpretare sviluppo, responsabilità e progresso.
Nonostante tutto ciò, l’economia di oggi sembra ancora vivere in una contraddizione fondamentale: da una parte la collettività richiede alle aziende maggiore responsabilità, dall’altra gli investitori e gli azionisti richiedono alle aziende sempre maggiori profitti.
Per superare questa apparente dicotomia, è necessario trovare nuovi modelli di crescita che siano equilibrati sul piano ambientale, economico e sociale e per i quali serviranno anche nuovi livelli e nuovi modelli di leadership.
Manageritalia propone una leadership capace di tenere insieme performance economiche e benessere collettivo. Il manager sostenibile è colui che coniuga ricchezza per l’impresa e valore per la società, superando la falsa dicotomia tra interesse degli azionisti e bene comune.
È una visione che si fonda sull’umanesimo manageriale: mettere al centro dignità, lavoro, inclusione, intergenerazionalità, benessere e responsabilità verso i territori.
COME CI POSIZIONIAMO NELLE TRE DIMENSIONI ESG
Environment
Pur convivendo in un contesto dove il rispetto dell’ambiente è parte integrante dell’agire responsabile di ogni organizzazione, Manageritalia non è un’associazione nata per finalità ambientali e contribuisce alla dimensione “E” generando cultura organizzativa orientata all’efficienza e alla riduzione degli sprechi: dematerializzazione del lavoro, diffusione di pratiche digitali, supporto ai processi di transizione nelle imprese, buone pratiche di economia circolare.
L’Associazione mira a diventare un facilitatore per le aziende, rendendo la sostenibilità un’occasione di miglioramento e non un aggravio burocratico.
Social
È la dimensione dove l’apporto di Manageritalia è più solido e storico. La mappatura di 212 progetti, ideati e condotti dalla Federazione e dalle associazioni territoriali, mostra un impegno costante su parità di genere, inclusione, intergenerazionalità, formazione continua, sostegno all’occupabilità dei manager e valorizzazione del capitale umano.
Attraverso accordi con enti pubblici e agenzie di sviluppo, la Federazione contribuisce a creare un’“economia circolare delle competenze”, rimettendo in gioco professionalità che diventano risorse strategiche per le pmi e il Paese.
Governance
Manageritalia si configura come corpo intermedio autorevole, capace di rappresentare interessi legittimi, dialogare con le istituzioni e promuovere una visione evoluta di governance. Trasparenza, responsabilità e coerenza tra valori e azioni sono elementi distintivi della cultura manageriale che l’Associazione diffonde.
Obiettivo dichiarato è rafforzare la reputazione di Manageritalia come riferimento pragmatico per un’Esg applicata, concreta e orientata al valore.
In conclusione, per Manageritalia l’Esg non è moda né vincolo, ma una scelta strategica: un modo di fare impresa che integra ambiente, società e buona governance in un paradigma centrato sulla persona.
La sostenibilità diventa così un motore di crescita condivisa, innovazione e competitività, restituendo senso al concetto stesso di progresso.



