Ecco come sarà la scuola nel 2030

Il saggio del futurologo Tony Ryan

Provate a immaginare cosa accadrebbe se in una notte tutte le scuole del mondo sparissero all’improvviso e il giorno seguente bambini e insegnanti trovassero solo un pezzo di terra nuda. È questo lo scenario che il futurologo dell’educazione Tony Ryan ci chiede di considerare nel suo nuovo libro: The Next Generation: Preparing today’s kids for an extraordinary future (Wiley)

Come potrebbe essere la scuola del 21esimo secolo? Ryan individua 6 possibili caratteristiche.

  1. Nuovo edificio scolastico. Le scuole potrebbero essere ospitate in un ex edificio industriale riconvertito, ma anche in ex uffici aziendali ormai inutilizzati, in case private, parchi, musei e ogni altra location dotata di connessione internet e con la presenza di un mentore.
  2. Robot per ogni bambino. Un assistente dotato di intelligenza artificiale potrebbe essere a disposizione di ogni bambino. Questi assistenti saranno in grado di sviluppare le competenze dello studente in un ambiente online gamificato. Lo stesso robot verificherà l’apprendimento del bambino e utilizzerà i risultati della valutazione per modellare le attività di studio successive.
  3. Aule virtuali. Entro il 2030 un bambino studierà in un’aula multipla virtuale in tutto il mondo ogni giorno. I migliori insegnanti raggiungeranno i bambini di tutto il mondo attraverso device di traduzione vocale e telepresenteranno le loro lezioni annullando le distanze geografiche e linguistiche.
  4. Addio ai programmi scolastici uguali per tutti. I programmi di insegnamento standardizzati con unità e libri di testo uguali per tutti verranno sostituiti da una playlist di apprendimento preparata dallo stesso studente sotto la guida di un software e un buon educatore. I bambini potranno iniziare a scegliere quattro o cinque esperienze di apprendimento, una combinazione di progetti scolastici e compiti di verifica, interessi personali esterni e magari una sfida individuale personalizzata in grado di provocare le loro abilità.
  5. Scuola e lavoro: utili sinergie. Il curriculum scolastico così concepito sarà progettato da educatori insieme con datori di lavoro, organizzazioni non profit e servizi pubblici per sviluppare la preparazione al mondo delle imprese dei bambini con quelle competenze di cui avranno bisogno nell’ambiente professionale, tra cui l’agilità adottiva, un focus sulle soluzioni, pensiero critico ed empatia.
  6. Vita di tutti i giorni. Esperienze di apprendimento nella vita reale saranno parte di questa playlist. Costruire un’app per sapere quando prendere l’autobus, fare l’editing di video di auto apprendimento, o progettare un sito internet per un progetto legato all’ambiente sono alcune possibilità.

Un sistema educativo del genere permetterà ai bambini di implementare quanto hanno appreso in imprese innovative e filantropia. La giovane età non è una barriera all’attività imprenditoriale, sostiene Tony, ricordando l’undicenne Cassidy Goldstein, che ha ideato il Crayon Holder dopo aver fatto scivolare i mozziconi di matita in un contenitore di plastica o la quindicenne Hannah Herbst, che ha utilizzato un’elica stampata in 3D, una piccola puleggia e un generatore idroelettrico per costruire un device galleggiante che converte le correnti dell’oceano in elettricità e in grado di fornire energia a milioni di persone.

Questa nuova scuola avrà un costo? Alcune iniziative sì, altre no. Non spendere porterà a spendere di più dopo, avverte Tony. L’educazione deve essere considerata un investimento.

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