Coronavirus: la comunicazione nell’emergenza sanitaria

No all’infodemia, sì a comportamenti consapevoli

Siamo in piena emergenza sanitaria #Coronavirus e questa situazione ci sta coinvolgendo tutti in una comunicazione di emergenza, ognuno con il proprio ruolo, da fonte autorevole come il Ministero della Salute, da medico, da genitore, da imprenditore, da PA, da Istituzione, da Fondazione. Tutti siamo chiamati a rispondere in una comunicazione di emergenza a favore di una comunità, a rispondere con azioni, ad aggiornare e a seguire le indicazioni di chi è preposto a prendere decisioni a favore della cittadinanza.



Il problema
L’impreparazione a una comunicazione di emergenza si sta manifestando sempre più, ciò che sta emergendo è una sovrainformazione e un’infodemia annunciata già il 3 febbraio dall’Organizzazione Mondiale della Sanità.
I social, le chat, le condivisioni, gli hashtag usati impropriamente, stanno causando disorientamento, perdita di fiducia e azioni non sempre razionali.

Le chat degli adolescenti spaventati lasciati alle loro paure, il continuo dissenso su scelte attuate da chi ha in questo momento il ruolo decisionale e di gestione della situazione, le critiche mosse a chi ha le competenze per prendersi cura dei pazienti non stanno semplificando la circolazione di un messaggio chiaro e semplice come quello che deve essere distribuito alla cittadinanza in una situazione emergenziale.

Si rischia la perdita della fiducia. Si rischia un isolamento non solo fisico necessario per il contenimento del rischio di propagazione, ma anche sociale. L’informazione sta prendendo il posto delle linee guida da seguire e il giudizio inconsapevole delle conseguenze sta rischiando di deviare l’attenzione in troppe direzioni, tranne che sulla fonte principale.


I comportamenti generali in caso di emergenza e una comunicazione consapevole a favore della comunità
In emergenza è importante rimanere razionali il più possibile, per attuare azioni efficaci.

La capacità di risposta alle situazioni è fondamentale. Le regole principali ricordano di mettersi in sicurezza, proteggersi, chiamare aiuto e aiutare chi è più debole. Alle quali segue il non intralciare le operazioni e attenersi alle disposizioni di chi è preposto all’intervento. È necessario seguire le indicazioni degli operatori dei servizi di emergenza. La sovra informazione sta facendo perdere le linee di azione principale.

Che comportamenti dovremmo adottare?


Rimanere razionali per la sicurezza del singolo e della comunità è di fondamentale importanza, mantenere l’attenzione su chi è in grado di affrontare il problema con le competenze e la professionalità che necessita la situazione significa condividere le fonti autorevoli come le informazioni che il Ministero della Salute insieme alla Protezione Civile stanno diramando.

Attuare tutte le precauzioni che sono state diramate è una forma di responsabilità sociale. È importante seguire le regole, senza inserire sovrastrutture informative. Condividiamo dunque le informazioni delle fonti autorevoli. Stampiamole per chi non è connesso, senza sostituirci come fonte, ma diventando un amplificatore di regole da seguire.

Ricordare che siamo una comunità e che è nostro dovere sociale aiutare chi è più debole con la consapevolezza della necessità di una comunicazione autorevole.


Online come offline è importante non intralciare le operazioni e attenersi alle disposizioni, dunque ricordarsi che ogni dissenso, ogni giudizio, ogni commento inappropriato, ogni informazione su un hashtag ufficiale rischia di fare perdere fiducia in chi deve prendersi in carico le situazioni.


Ricordarsi che ogni messaggio porta con sé una chiamata all’azione e che questa chiamata può non essere razionale se non analizzata correttamente. In una situazione emergenziale è importante analizzare il rischio che ogni messaggio è in grado di generare.

Ricordarsi che immagini, frasi e parole ricorrenti generano sempre una reazione, che può essere emulazione.


Non utilizzare impropriamente gli hashtag inserendo commenti fuori luogo e affidarsi a una fonte autorevole rispetto ad uno stream temporale in cui all’interno convivono numerose fonti, non sempre verificate.

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