Nella mattinata di oggi, Manageritalia e Confetra hanno sottoscritto il rinnovo del “Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per i dirigenti di aziende di autotrasporto e spedizione merci, di servizi logistici e di trasporto combinato”, con decorrenza dal 1° gennaio 2026 e validità fino al 31 dicembre 2028. Contratto che ad oggi riguarda circa 1.000 dirigenti in un settore che rappresenta circa il 9% del Pil nazionale.
La firma in prossimità della scadenza naturale del contratto (31 dicembre 2025), rappresenta una scelta di responsabilità e di visione strategica, volta a garantire stabilità, continuità e qualità nelle relazioni sindacali.
Un segnale forte in un contesto economico ancora incerto, che tutela il potere d’acquisto dei manager e consente alle imprese una pianificazione efficace dei costi del lavoro.
Ma le vere novità sono l’ulteriore investimento in welfare e l’innovazione sul tema dell’invecchiamento attivo al lavoro e misure per genitorialità e parità di genere, gli incentivi all’autoformazione e per la fruizione delle ferie.
Carlo De Ruvo, Presidente Confetra, ha dichiarato: «Questo rinnovo effettuato prima della scadenza vuole essere un segnale di grande considerazione nei confronti della nostra dirigenza quale cuore pulsante delle aziende. Ovviamente non posso non rimarcare la totale sintonia con Manageritalia, con la quale abbiamo condiviso i contenuti del rinnovo dando spazio, oltre agli aspetti economici, al rafforzamento delle politiche per il welfare. In sintesi, si tratta di un ottimo risultato che credo soddisfi in egual misura sia le aziende che i dirigenti».
Marco Ballarè, Presidente di Manageritalia, ha dichiarato: «Si tratta di un accordo equilibrato, che permetterà ai dirigenti interessati di recuperare in parte gli effetti dell’impennata inflazionistica degli ultimi anni, senza pesare eccessivamente sulle imprese. Un passo importante per la competitività del settore logistico determinante per crescita del Paese. Con la firma odierna aggiungiamo un ulteriore tassello, piccolo ma significativo, all’impegno di Manageritalia nella tutela dei diritti dei dirigenti italiani, a partire dal rafforzamento del welfare. Abbiamo voluto dedicare particolare attenzione anche al tema dell’invecchiamento attivo, valorizzando la permanenza dei dirigenti senior che, attraverso progetti di tutoraggio e mentoring, metteranno a disposizione delle nuove generazioni in azienda le proprie competenze ed esperienze».
Monica Nolo, Vicepresidente di Manageritalia e Capo delegazione sindacale, ha proseguito: «Questo contratto che viene siglato prima della scadenza è un gesto concreto che rafforza il ruolo della contrattazione e mette al centro la qualità del lavoro e delle relazioni sindacali moderne. È una scelta di responsabilità e visione: non solo si riconosce il valore della managerialità come elemento alla base dello sviluppo delle imprese, ma si guarda avanti investendo sul welfare e fornendo nuovi strumenti per accompagnare il ricambio generazionale in azienda: sono segnali politici e culturali di grande valore».
I punti chiave dell’accordo
Aumenti retributivi
È stato convenuto un aumento mensile a regime di 750 euro lordi da corrispondere in 3 rate di cui:
- 300 euro dal 1° gennaio 2026;
- 230 euro dal 1° gennaio 2027;
- 220 euro dal 1° gennaio 2028.
Come in passato, tali aumenti potranno essere assorbiti, fino a concorrenza, da incrementi retributivi riconosciuti dalle aziende successivamente al 31 luglio 2025, ad eccezione di quelli concessi con clausola espressa di non assorbibilità.
Retribuzione minima di fatto
Per effetto dei suddetti aumenti l’ammontare della retribuzione minima mensile di fatto lorda sarà pari a 4.550 euro (attualmente 4.250 euro) dal 1° gennaio 2026, a 4.780 euro a decorrere dal 1° gennaio 2027 e a 5.000 euro a decorrere dal 1° gennaio 2028. Come è noto, tale importo costituisce la soglia minima di retribuzione mensile comunque composta da riconoscere al dirigente.
Welfare
Dando continuità al precedente rinnovo, è stato convenuto di rafforzare il welfare contrattuale attraverso il riconoscimento da parte delle aziende per il triennio 2026/2028 di un contributo annuo di 2.000 euro a dirigente che potrà utilizzarlo sempre tramite l’apposita Piattaforma del Cfmt (Centro di Formazione Management del Terziario).
Contestualmente, è stato previsto di arricchire l’offerta di servizi della Piattaforma, al fine di garantire al dirigente il più ampio sostegno possibile sia nella sfera professionale sia nella sfera privata.
Nel caso in cui il dirigente a fine 2025 non abbia speso tutto o parte del credito welfare previsto dal precedente contratto potrà scegliere se rinviare il credito all’anno successivo oppure destinarlo al Fondo Mario Negri.
In assenza di comunicazione in merito alla destinazione dell’importo welfare residuo lo stesso verrà riaccreditato nel 2026. Analogo trattamento sarà riservato ai crediti welfare non fruiti per gli anni 2026, 2027 e 2028.
È stato infine ridotto, per le annualità 2026, 2027 e 2028, il costo di gestione della Piattaforma Cfmt che passa dagli attuali 50 euro annui (suddivisi a metà tra azienda e dirigente) a 36 euro annui di cui 18 a carico azienda e 18 a carico dirigente.
Fondo Mario Negri
Anche per il triennio 2026/2028 il contributo aziendale al Fondo Mario Negri sarà adeguato per un importo pari a 29,61 euro annui per ciascun anno.
Come è noto, tale adeguamento è necessario per garantire al Fondo il rispetto del piano di riallineamento dal sistema a ripartizione a quello a capitalizzazione come imposto dalla normativa sulla previdenza complementare.
È stato inoltre convenuto di incrementare il contributo a carico del dirigente che dal 1° gennaio 2026 passerà al 2% (attualmente 1%) della retribuzione convenzionale annua fissata dal contratto (pari a 59.224,54 euro).
Conseguentemente, il contributo in questione diverrà pari a 1.184,49 euro annui (attualmente 592,25 euro annui).
Garanzia Infortuni Pastore
Come è noto, in attuazione dell’accordo del 12 luglio 2021 l’Associazione Antonio Pastore ha attivato dal 2022 una polizza collettiva per la copertura di infortuni professionali ed extraprofessionali che ha sostituito le polizze infortunistiche individuali che le aziende erano tenute a stipulare ai sensi dell’art. 19 del Ccnl.
Ciò ha consentito, da un lato, un maggior rispetto dell’obbligo contrattuale e, dall’altro lato, una maggiore economicità per le imprese stesse.
Con il presente rinnovo è stato convenuto di incrementare il premio a carico delle aziende portandolo dagli attuali 410 a 560 euro annui per assicurato ed è stata introdotta una franchigia sui rimborsi relativi ad infortuni extra professionali di lieve entità.
Dirigenti a contribuzione ridotta
Sono state rimodulate e semplificate le agevolazioni contributive riconosciute alle aziende sul Fondo Mario Negri e sull’Associazione Antonio Pastore per favorire l’assunzione e la nomina di dirigenti.
A decorrere dal 1° gennaio 2026 le agevolazioni non saranno più legate all’età e potranno essere usufruite solo una volta nell’ambito della carriera lavorativa del dirigente per un periodo massimo di 2 anni. I nuovi criteri si applicheranno anche ai temporary manager (cioè ai dirigenti assunti o nominati con contratto a termine).
Sempre con riferimento alle assunzioni/nomine intervenute a decorrere 1° gennaio 2026, l’agevolazione contributiva in base al reddito è stata confermata a titolo sperimentale per un anno con delle modificazioni, ferma restando la misura a favore delle aziende relativamente alla contribuzione al Fondo Mario Negri (riduzione a 300 euro annui).
Prima della scadenza del 31 dicembre 2026 le parti valuteranno la sostenibilità e l’efficacia dell’agevolazione di cui sopra al fine di decidere se modificarla, prorogarla o abrogarla.
Invecchiamento attivo
Al fine di favorire il ricambio generazionale, è stata introdotta una norma sperimentale che permetterà alle aziende di concordare a condizioni agevolate la permanenza dei dirigenti senior per lo svolgimento di funzioni di tutoraggio e mentoring.
In pratica, tale agevolazione consentirà alle aziende di applicare la contribuzione ridotta spettante per i dirigenti di prima nomina anche ai dirigenti di età anagrafica fino a 3 anni inferiore rispetto all’età pensionabile di vecchiaia (attualmente 67 anni) che siano cessati per qualsiasi motivo e accettino di stipulare un contratto a termine, anche a tempo parziale.
L’agevolazione si applicherà per un massimo di 3 anni anche nel caso in cui la contribuzione ridotta sia stata utilizzata in precedenti rapporti di lavoro. In caso di cessazione anticipata del contratto a termine al dirigente spetterà un indennizzo pari alle mensilità comprese tra la data di cessazione e la data in cui il contratto avrebbe avuto termine.
Gravi patologie
È stato convenuto di riconoscere ai dirigenti affetti da gravi patologie invalidanti (con grado di invalidità pari almeno al 74%) il mantenimento della copertura sanitaria Fasdac per un massimo di 24 mesi, a carico del datore di lavoro, durante il congedo non retribuito che può essere richiesto in aggiunta alle tutele contrattuali già in essere in caso di malattia (art.1 della legge n.106/2025).
Ferie
È stato stabilito che i giorni di ferie eccedenti le 4 settimane annue decadranno senza alcun diritto alla relativa indennità sostitutiva qualora il dirigente, nonostante l’invito scritto da parte dell’azienda, non li fruisca entro i 24 mesi successivi all’anno di maturazione.
Formazione continua
Introdotto un impegno per i datori a sostenere anche iniziative di auto-formazione del dirigente, estendendo a tutti i dirigenti (non solo a quelli di prima nomina) il diritto a usufruire di un minimo di 6 giorni di congedo retribuito nell’arco di un triennio, concordane preventivamente la fruizione con il datore di lavoro.
Politiche attive per la ricollocazione
A decorrere dal 1° gennaio 2026 la tutela contrattuale finalizzata alla ricollocazione dei dirigenti sarà estesa ai casi di risoluzioni consensuali con contestuale riduzione a 2.000 euro (attualmente 2.500 euro) del contributo aziendale pro capite dovuto al Cfmt per l’attivazione di procedure di outplacement. Sono escluse dalla tutela le risoluzioni consensuali sottoscritte da dirigenti che alla data di cessazione abbiano compiuto i 64 anni di età che potrebbero, tuttavia, usufruire della normativa sperimentale sull’Invecchiamento Attivo.
Campo di applicazione
È stato maggiormente dettagliato il campo di applicazione del contratto attraverso l’inserimento di attività già rientranti nei settori tradizionali e di attività nuove.
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