Il rinnovo del contratto dei dirigenti del terziario, scattato a inizio 2026, è un passaggio importante. Qual è il messaggio al sistema delle imprese?
«Abbiamo dato un segnale netto: i manager sono un asset strategico. Gli aumenti contrattuali che partono da gennaio recuperano l’inflazione e, soprattutto, riconoscono responsabilità e impatto del ruolo dirigenziale nel guidare trasformazione, produttività e competitività. Rinnovando in anticipo, quindi offrendo alle imprese un impianto di costi chiari e senza sorprese. Una novità crediamo apprezzata in un contesto di relazioni contrattuali che a volte portano a costi incerti, una tantum e ritardi di anni».
In che modo questo contratto contribuisce a rafforzare la figura del dirigente e la competitività delle aziende?
«Puntiamo su una managerialità moderna, capace di guidare innovazione, sostenibilità e produttività. Il nuovo contratto introduce strumenti più flessibili, più orientati al benessere e alla performance, e sostiene le imprese nel trattenere e attrarre talenti di livello.
Innoviamo e razionalizziamo le agevolazioni che favoriscono l’ingresso di dirigenti nelle PMI. Così abbassiamo le barriere all’accesso della managerialità nelle realtà più piccole, accelerando risultati su organizzazione, processi e mercati».
Il 2026 parte anche con il nuovo credito welfare aziendale. Cosa cambia per i dirigenti?
«A gennaio è stato accreditato in piattaforma CFMT il credito welfare 2026, aumentando quanto riconosciuto nel precedente biennio: una leva concreta per formazione continua, upskilling e servizi alla persona.
È il ponte tra benessere e performance: il dirigente può aumentare la sua previdenza integrativa e i servizi per la salute, scegliere servizi di coaching e assessment professionale, recuperare spese scolastiche.
Ma nel corso dell’anno ci saranno altre novità importanti, abbiamo promesso di implementare il servizio rimanendo coerenti con lo sviluppo contrattuale».
E poi?
«C’è molto altro in termini di previdenza integrativa, sostegno sanitario in caso di gravi patologie e politiche attive per la ricollocazione.
Un’evoluzione culturale e fattiva per supportare genitorialità, parità di genere anche retributiva e passaggio generazionale, inserendo un contratto di mentoring e tutoring davvero innovativo.
Ma di questo e altro avremo modo di parlarne in modo più diffuso nei prossimi mesi».
In una frase: cosa rappresenta questo contratto per Manageritalia e per i manager italiani?
«Più tutele, più valore, più futuro: è il contratto che aiuta le imprese — chiamando in causa anche le PMI — a crescere, perché rende la managerialità più accessibile, efficace e orientata ai risultati».