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Attacco alle pensioni e pensionamento della crescita

All’incontro sulle pensioni di Roma esce forte e condivisa la richiesta di cambiare passo
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L’incontro di fine anno con i pensionati di Manageritalia Lazio, Abruzzo, Molise, Umbria e Sardegna di giovedì 6 dicembre è stato particolarmente affollato. Sintomo del forte malessere che monta tra quegli italiani che non vogliono arrendersi di fronte a una situazione che pare loro priva di un disegno futuro.

«I manager, i cittadini della classe media che lavorano e quelli che hanno lavorato duramente e che oggi sono in pensione, la minoranza dei contribuenti che genera la maggioranza della ricchezza su cui si regge lo Stato, la borghesia italiana, richiamano l’attenzione sulla necessità di intraprendere politiche di sviluppo e politiche sociali diverse, concrete, efficaci, capaci di generare ricchezza ed equità, nel rispetto dei principi della Costituzione, coerentemente con le potenzialità del Paese». Così ha detto Guido Carella presidente di Manageritalia aprendo l’incontro.

Un incipit che ha ribadito come ci sia un serio problema di attacco alle pensioni da anni, che oggi rischia di diventare un vero e proprio “sciacallaggio”, ancor più se trovasse conferma l’ipotesi di tagli dal 20 al 40% sulle pensioni cosiddette “d’oro” uscita in tarda serata, dopo l’incontro. 

L’Italia che produce e che ha prodotto ricchezza e paga e ha pagato contributi e tasse è oggi tutta idealmente presente nelle piazze e nel partito del Pil e schierata non contro ma a favore di misure per cambiare passo. Un Sì a un Paese che vuole cambiare, non arretrare, che lavora per dare a tutti un lavoro e un futuro, non assistenzialismo e pressappochismo. Questi i concetti, ribaditi da Carella oggi, che avevano già trovato nei giorni scorsi vasta eco sui media e forte approvazione presso tanti manager associati. 

Non pochi quelli che ci hanno incitato ad andare avanti per proporre e spingere un vero cambio di marcia, per attivare una crescita che, come testimoniato anche da tanti interventi di esperti che abbiamo raccolto (vedi sotto), non trova alcuno stimolo nell’azione del Governo.

Manageritalia, che da tempo si fa portavoce di questa istanza, nel corso dell’incontro ha anche invitato gli associati a far sentire la propria voce, affinché il governo rifletta sulle modalità e sulle forme della Legge di Stabilità. Una manovra che dai presupposti sembra voler assecondare soprattutto il consenso elettorale e i cui effetti – a detta di molti esperti imparziali – rischiano di essere particolarmente negativi tanto sul piano economico quanto su quello sociale e politico. Carella ha anche preannunciato la volontà di Cida di promuovere il prossimo febbraio a Roma una grande manifestazione dei manager, pensionati e attivi, per chiedere un forte cambio di rotta e metodo.

Una sala gremita per nulla rancorosa o sconfortata, ma decisa a trovare ascolto. Perché oggi, come ha sottolineato nel suo intervento anche il segretario generale di Manageritalia Massimo Fiaschi, è a rischio il futuro del Paese e l’accanimento dei vari governi sulle pensioni e del fisco sui redditi dei “soliti noti” non risparmia nessuno di quell’Italia produttiva che non vuole arrendersi alla deriva e vuole ribadire l’importanza del merito e delle competenze e la certezza del diritto, un’azione non certo corporativa ma a per tutti.

Questa l’istanza, affermata con forza da Manageritalia, durante l’incontro sulle pensioni organizzato oggi a Roma dall’Associazione territoriale di Lazio, Abruzzo, Molise, Umbria e Sardegna. L’incontro, dopo l’intervento del presidente Manageritalia Carella, è proseguito con una tavola rotonda che ha visto protagonisti, oltre al presidente dell’Associazione territoriale Roberto Saliola e il segretario generale Massimo Fiaschi, anche sue esperti in campo costituzionale e previdenziale. Alfonso Celotto (professore ordinario di diritto Costituzionale all’Università di Roma Tre) - e Stefano Patriarca (economista, fondatore del Centro studi previdenziali Tabula) hanno ribadito il sempre più forte rischio di incostituzionalità delle azioni sulle pensioni e di inconcludenza di una manovra generale e sulle pensioni che non contempla affatto la crescita.

Videocronaca dell’incontro e testimonianze di Alfonso Celotto e Stefano Patriarca nel video in alto.


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